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Merella e l’usato sicuro

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Torno a parlare della lista civica “del fare” lanciata, in vista delle prossime amministrative, dall’ex assessore al traffico della giunta Pericu, Arcangelo Merella. Merella postando una bozza di programma sulla sua pagina facebook ha avuto oltre 170 likes, segno che molto genovesi guardano con curiosità e partecipazione alle prossime elezioni per il comune di Genova, mentre i partiti tradizionali, per la maggior parte, tacciono. Moltissimi i commenti. Anche perché Merella ha stilato un programma di una dozzina di punti, aperto però ai suggerimenti e agli approfondimenti dei genovesi. Tranchant il giudizio di Franco Manzitti, caporedattore in pensione di “La Repubblica”, direttore dell’edizione genovese, e opinionista, prima di Telenord e poi di Primo Canale, insieme a Mario Paternostro. Manzitti apre la disputa il 29 luglio, due giorni dopo la discesa in campo di Merella, con un sibillino “Emu za daetu o avei za daetu” a cui Merella risponde “Che vor dir” che per oltre una decina di ore cade praticamente nel vuoto. Il giorno dopo il giornalista si ripalesa e spiega la sua personale visione, da opinionista scafato e rottamatore “Vuol dire che oggi contano solo le facce nuove i linguaggi nuovi i metodi nuovi. Vincono solo quelli che hanno requisiti di grande cambio. Il passsto noi che lo rappresentiamo siamo fuori emu za detu magari anche bene come tu da sssessore. Ma e’ una storia oramai passata….” Vaglielo a spiegare al Pd che congela il sindaco uscente Marco Doria, con il vecchio edtablishement che n,animar nell’ombra per il suo mantenimento.
E Merella si accalora nella risposta “Non sono convinto di questo ragionamento. L’inseguire le mode,affidandosi all’ignoto e all’avventura non mi pare un metodo affidabile per ottenere solidi risultati. Ciò che vediamo sotto i nostri occhi ogni giorno lo dimostra. Comunque decidano i cittadini che sono meno stupidi di quanto qualcuno pensa. Guardiamo cosa succede nelle democrazie occidentali. Detto ciò la carica innovativa la danno le idee, l’entusiasmo e l’ottimismo della volontà dei giovani. Ma la gente vuole soluzioni, non problemi, competenza non improvvisazione, serietà e affidabilità non istrionismo modaiolo e inconcludente. Detto ciò se ci sarà un campione che risponde ai tuoi immaginari requisiti non potrò che sostenerlo. Tutto il resto è noia, è inutile Amarcord ! Un abbraccio”. Insomma l’usato sicuro, almeno in politica non convince Manzitti, che, al contrario, in altri ambiti professionali, si direbbe invece un convinto sostenitore dei personaggi d’esperienza. Finisce lì, forse bruscamente, in mezzo a un diluvio di sostenitori e consiglieri del buon Merella.
Perciò: morale, doppia come i due contendenti
Morale 1) Essere sempre incoerente è una sottile forma di coerenza. (Anonimo)
Morale 2) Credo ciò che dico, faccio ciò che credo. (Victor Hugo)

Il Max Turbatore

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