Dal ciaone all’hellone
Diventerà il tormentone dell’estate appena iniziata? Prima il referendum delle trivelle che doveva mandare Renzi a casa, con il quorum nemmeno raggiunto. E fu il ciaone di Ernesto Carbone, membro della direzione dem, rivolto ai referendari cornuti e mazziati. Poi fu la vendetta, che va sempre gustata fredda. Percio’, a circa un mese di distanza, fu di nuovo il ciaone rivolto dai pentastellati al Pd in crisi di voti e vittorie ai ballottaggi per le amministrative. Dalla Raggi all’Appendino, passando per la Caprioglio del centrodestra, tutte e tre vittoriose su antagonisti dem.
In questi giorni, però abbiamo dovuto registrare un’ulteriore evoluzione (o involuzione?) con la Brexit, i giovani padani, che oltre ad uscire dall’Europa non vedono l’ora di rottamare il governo Renzi, si sono trasformati in improbabili traduttori. Così il ciaone-tormentone è diventato un hellone. Con i reali d’Inghilterra, la regina Elisabetta con tipico cappellino e Filippo, duca di Edimburgo, il real consorte in grande uniforme, che dalla foto ci fanno ciao, anzi ciaone. In lingua dell’Impero hellone.
A questo punto la morale.
Morale: le merde che si incontrano a volte si pestano a volte si salutano
Il Max Turbatore



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