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Rientra il maro’, la Pinotti fuori dal… Girone infernale

Pinotti

Le hanno sempre attribuito un ottimo fiuto, come avrebbe fatto altrimenti a scendere e risalire da tanti treni in corsa nel dipanarsi della sua probante carriera politica? I detrattori, e non sono pochi, persino quelli del fuoco amico, più prosaicamente le riconoscono soltanto un rapporto privilegiato con la dea bendata. Questione di botte di culo… insomma.
Eppero’, fortuna o meno, l’episodio si è verificato e lei, con ardita tempestività, non ha esitato a calarci sopra l’elmetto. Del resto, già da alcuni giorni i cinguettii e le comparsate, più o meno ufficiali, del nostro ministro della difesa Roberta Pinotti si erano fatti meno radi.  Valgano per tutti la commemorazione in Veneto della Grande guerra al fianco del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, seguita, ieri, dalla partecipazione alla festa della Polizia di Stato. Segnale evidente del disgelo con il premier Matteo Renzi, imbufalito per la pasticciata vicenda del Rolex misterioso, sparito e ricomparso dai radar del Ministero della Difesa,  e poi venduto, in tutta fretta, a scopo benefico per foraggiare un corso di fotografia per le donne yazide.
Dicevamo che, proprio in mattinata si è verificato l’evento. Cioè l’accoglimento da parte del governo indiano dell’ordine del tribunale arbitrale dell’Aja in favore del maro’ Salvatore Girone che intimava di rilasciarlo per consentirgli di tornare in patria. Il fuciliere della Marina era stato arrestato a Kerala insieme al collega Massimiliano Latorre e condotto in carcere quattro anni fa in seguito all’uccisione, mentre si trovava in servizio antipirateria sulla petroliera italiana Enrica Lexie, di due pescatori scambiati per pirati. Fra i primi il nostro ministro ha twittato la notizia, molto attesa, sulla sua pagina social “La corte indiana ha deciso finalmente. Il maro’ Girone potrà tornare a casa. L’ho sentito al telefono, siamo felici e soddisfatti”. Tweet che ha preceduto di un’ora buona la notizia, pubblicata sui siti on line dei maggiori quotidiani italiani. Pochi minuti dopo l’attendeva la commissione di inchiesta alla Camera dei Deputati sull’uranio impoverito. Cinguettante anche il suo collaboratore genovese Simone Mazzucca, solitamente restio a esporsi via social. Ma l’occasione per dare la notizia e per un po’ di battage propagandistico, era ghiotta. Ha retwittato un messaggio di Ettore Rosato, capogruppo dem a Montecitorio “Rientro di Girone buona notizia per famiglia e per tutti noi. Frutto del lavoro delicato del Governo e del Parlamento”. Con tanto di onori e plauso alla Pinotti e al ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. A precedere la Pinotti ci aveva pensato il premier Matteo Renzi, tanto attento al mondo dei social ” Confermiamo la nostra amicizia per l’India, il suo popolo, il suo governo e diamo il ben tornato al maro’ Girone che sarà con noi il 2 giugno”.
Tutto chiarito dunque? Smentite le voci che parlavano di un avvicendamento del capogruppo dem in senato Anna Finocchiaro o di Vasco Errani al ministero della Difesa? Certo è che dopo l’inchiesta Tempa Rossa, con il coinvolgimento dell’ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina Militare, culminata nelle sue dimissioni, la Pinotti e’ stata messa sulla graticola. Come se non bastasse e’ arrivata la notizia maligna, con tanto di tempestiva smentita, sui doni al ministro della Difesa a seguito dell’accordo fra Finmeccanica e il Kuwait per la vendita di 28 caccia Eurofighter. Ed erano iniziati i guai e le voci ricorrenti, in seguito ad un incontro burrascoso con il premier. Ora tutto gli orizzonti di gloria sembrerebbero essersi rasserenati visto che Gentiloni e la Pinotti raccolgono i frutti di questo rientro tanto atteso dagli italiani.
Atteso perfino dal nostro governatore Giovanni Toti che aveva colto l’occasione del family day per appuntare sul gonfalone della Regione Liguria il fiocchetto giallo coniato per chiedere il rientro in patria del nostro maro’. Vicenda che aveva segnalato anche la clamorosa gaffe del nostro presidente della giunta, reo di aver ampliato a tre i militari italiani coinvolti nel caso, confondendo, forse, il numero dei fucilieri di marina implicati nella vicenda e accusati di omicidio, con i porcellini di Walt Disney Jimmy, Timmy e Tommy, prima imprudenti e poi sagaci nella loro battaglia per sfuggire al famelico lupo. Ora i due maro’ si potranno rincontrare in patria. Il ministro genovese pare rientrato nel pieno delle sue funzioni. Lieto fine, dunque. Tutto è bene quel che finisce bene. Come nelle belle favole.
Max Turbatore

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