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A Genova la prima fabbrica di grafene: Regione e privati investono sull’Hi-Tech

Super oggetti creati con materiali i cui nomi sembrano arrivare dal futuro, come il Fosforo nero o il Nitruro di boro. Cristalli bi-dimensionali in grado di rendere ciò che utilizziamo ogni giorno più sicuro e più resistente. Il futuro dell’economia passa anche dal settore dei nuovi materiali, uno su tutti il grafene. Sarà prodotto a Genova grazie all’accordo tra Ligurcapital, società del gruppo Filse e BeDimensional, start-up Iit.regione iit

Di Michela Serra

Un ingresso che equivale a un passo nell’industria manifatturiera e che spinge dritto verso il futuro. Sorgerà così all’interno dell’incubatore Filse il primo impianto produttivo di fartene, con una capacità produttiva pari a circa 20 litri di inchiostro al giorno. Materiale che potrà essere impegnato, ad esempio, per la stampa di circuiti elettronici su supporti flessibili, ideale per la realizzazione di componenti per l’elettronica stampabile e deformabile. Il fartene, miscelato a altri materiali, può anche dar vita a schermi robusti, ma flessibili e quindi regolabili. <La start-up è formata da un “melting-pot” di cervelloni genialoidi – scherza con orgoglio Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’Iit -. Sono tra i pochi a puntare sull’hardware e non sul software. Questo può essere un “virus” positivo e che deve proliferare, che potrebbe diventare una piccola parte dell’economia molto promettente e di lusso e che potrebbe essere una risorsa per un’area tecnologica come quella di Genova>. Le parole di Cingolani sono chiare: la produzione di grafene può espandersi a macchia d’olio e il materiale potrebbe essere presto richiesto da aziende che intendono utilizzarlo. Non a caso a credere al progetto c’è un imprenditore privato che ha investito in questo nuovo, importante legame. <Vogliamo dare un segnale di sostegno alla nascita delle nuove imprese – dice l’assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi – la Liguria ha bisogno di potenziare il tasso di innovazione delle proprie imprese. Sono solo il 3 per cento quelle che possono vantare un alto tasso tecnologico>. Ma chi sono i “cervelloni”che fanno parte della BeDimensional? Alla guida c’è Greta Radalli, classe 1986 insieme a altri tre soci fondatori: Vittorio Pellegrini, Ilker Bayer e Francesco Bonaccorso. L’accordo prevede che Ligurcapital entri nel capitale sociale di BeDimensional con una partecipazione del 15 per cento per un investimento complessivo, in sinergia con altri investitori privati, pari a un milione e mezzo di euro. Tradotto significa che la start-up può accelerare l’avvio della produzione. All’interno di questo incubatore ha trovato posto anche la SmartMicroOptic fondata da Andrea Antonini e Tommaso Fellin, altra start-up Iit. Grazie a loro il “micromondo” non avrà più segreti, o quasi. Il loro primo prodotto si chiama “Blips”, un set di micro lenti che trasformeranno lo smartphone in un microscopio. Insomma, benvenuti nel futuro.

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