Latte, vongole e pesto quando i politici si trasformano in chef

Social scatenati per la vigilia del giorno della consultazione referendaria. Ma, nonostante in molti abbiano praticamente fatto a gara nel tentativo estremo di spingere verso le urne il popolo degli scettici, ancora alle prese con dossier per capire meglio o con il dubbio se prendere sul serio o no
la posizione dell’ex presidente della repubblica Giorgio Napolitano che ha benedetto l’astensionismo e targato come inconsistenti le ragioni del referendum, a tenere banco sono stati una serie di tweet che hanno trasformato in chef i nostri politici “attenzionati”.  Tanto che tra gourmet improvvisati e gastronomi dell’ultima ora è stato tutto un postare di foto a inframezzare cinguettii in serie. Ma, c’è un ma per chi pensasse ai nostri personaggi dietro a pentole e fornelli. Per la maggior parte hanno fatto da spettatori. Oggi a Genova si è concluso con la finale il Pestochampionship. E se la vittoria è andata già nel tardo pomeriggio a Alessandra Fasce che si è aggiudicata la sesta edizione, sin dalla mattina c’era un nutrito capannello di politici a far da corona all’esibizione. Fra questi l’assessore al turismo della Regione Liguria Gianni Berrino, testimone già da qualche giorno, delle evoluzioni con il pestello. Con lui il sindaco Marco Doria e il Ministro della difesa Roberta Pinotti. Tutti e tre con grembiuli e logato Pestochampionship. Unico a non prendersi talmente sul serio da postare foto sulla sua pagina twitter e’ stato proprio Marco Doria, conscio, probabilmente di non avere una spiccata fotogenia, o al contrario nemico di quel culto della personalità da selfie imperversante fra i nostri politici. Da chiarire al riguardo se nel postare la foto in cui Berrino compare a fianco di Doria e della Pinotti proprio l’assessore Berrino, abbia “tagliato” volutamente la faccia al suo capo e governatore Giovanni Toti. Comunque il presidente della giunta non si è lasciato pregare. Anche lui ha inserito la sua immagine al campionato del pesto, insieme a tante altre che attestano l’assoluta fluidità del personaggio. Sempre in tema di campionato del pesto da segnalare il tweet anche del vicepresidente del consiglio comunale Stefano Balleari che ha postato l’immagine di una teglia di lasagne fumanti. Mentre il consigliere comunale Pd Alberto Pandolfo, quasi in diretta ha comunicato il nome della vincitrice. Da memorizzare i due tweet di Giovanni Toti  e del ministro Pinotti. Quello del governatore “Pesto patrimonio della Liguria deve diventare patrimonio immateriale dell’umanita”. Anche se, mi domando che cosa penserà Berlusconi della battuta del suo delfino, visto che per lui il pesto deve essere senza aglio. Il tweet della Pinotti, invece ci rimanda al sapore antico della nostra città. “Oggi nella mia Genova per il Pestochampionship, una sfida fra cento partecipanti per un pesto al mortaio perfetto”. Per lei un tuffo nel passato ricordando la mamma cuoca nella trattoria di famiglia a Sampierdarena. E se qualcuno volesse insinuare che un ministro della difesa non dovrebbe occuparsi di cucina, a toglierla d’imbarazzo c’e pur sempre il fatto che ha citato il mortaio, anche se non nella accezione di cannone.
Ma la giornata dei nostri chef militanti terminerà domani mattina sul sagrato della chiesa Ss Annunziata di Sturla dove il parroco don Valentino Porcile metterà in vendita i formaggi dei produttori di latte liguri bidonati dalla Parmalat. E anche per l’occasione si spera che i nostri politici, tanto pronti nel farsi fotografare, vogliano condividere  l’intraprendenza del sacerdote. Anche se una parte dei sindacati si è già scagliata contro il parroco Don Valentino aveva invitato i fedelissimi a boicottare l’acquisto dei prodotti Parmalat, ma i rappresentanti dei lavoratori hanno asserito che in quel modo si correva il rischio di licenziamenti da parte della multinazionale nella nostra regione. Credo comunque che l’ incentivare la filiera produttori-consumatori, come intende fare il parroco di Sturla, non creerà guai a nessuno. Anzi potrebbe offrire un’operazione da coltivare anche per il futuro.
Infine per il ciclo la politica si fa anche a tavola termino con una menzione per altri due personaggi sotto osservazione.
La prima e’ l’europarlamentare del Pd Renata Briano autrice di un’ eroica battaglia in favore dei nostri vongolari in scacco per una normativa UE che impedisce di pescare crostacei sotto i 25 millimetri di dimensioni, mentre la produzione dei nostri mari prevede esemplar i che raramente superano i 22 millimetri. Con tutto quel che ne consegue per le importazioni. Alla Turchia, per esempio è ‘ stato consentito di mettere in commercio vongole di 17 millimetri.
L’ultimo pensiero voglio dedicarlo alla professoressa Manuela Arata, presidente a riposo del Festival della Scienza, che da qualche giorno ha iniziato la dieta. Qualche settimana fa sulla sua pagina social ci iniziava alle prelibatezze della cucina vegana con una zuppetta cinese, pronta in soli 7 minuti. E chissà se fra i frequentatori dei social avrà fatto proseliti?

Il Max Turbatore

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