Toti, Cavo e la Lella Paita. Anche la musica li divide
Finalmente conosco i gusti musicali del nostro governatore Giovanni Toti. Giuro, l’ho visto emozionato vicino a Gigi d’Alessio, come se fosse una ragazzina qualunque. In posa per un selfie, probabilmente nel camerino del teatro, prima che il cantautore partenopeo salisse sul palco del Politeama. Ma l’ho visto anche in alcune immagini della serata scattate da Paolo Zeggio, il governatore. Seduto fra le prima file del parterre, quelle riservate ai vip, accaldato e senza cravatta. Insieme al governatore ha ripreso a cinguettare con una certa frequenza persino la sua fidata collega e assessore Ilaria Cavo. Anche lei posta sulla sua pagina twitter la foto del magnifico terzetto (Toti, Cavo, D’Alessio). Evidentemente ad attestare la presenza ad uno spettacolo a cui ieri sera non si poteva mancare. Pensate che fra i vip in sala sono stati segnalati Antonio Cassano con signora al seguito e il compagno di squadra Roberto Soriano. Poi il presidente della giunta regionale bissa tre ore più tardi. Altra immagine Gigi e Giovanni seduti fianco a fianco alla tavola di un ristorante. Stavolta il cinguettio è ritwittato dalla pagina del cantante. D’Alessio e’ intento a sciogliere un amletico dubbio, per la verità già vinto dalle ragioni del cuore: .”Giovanni Toti vuole convincermi che la cucina ligure e’ meglio della campana. Ma la Buona Terra e’ il top del top”. Pensieri profondi al termine di uno spettacolo che fa parte della tournée del cantautore napoletano nata con l’intento di offrire agli spettatori l’altra faccia della medaglia del meridione. Non a caso lo spettacolo si chiama Mala Terra. Come dire che dopo le denunce di Saviano si cerca di riportare un po’ di ottimismo, soprattutto all’estero. Per raccontarci, magari, che dopo la Terra dei fuochi la vicenda dei rifiuti tossici della centrale Eni di Viggiano e’ solamente un caso fortuito. Il che porterebbe almeno a pensare, vicenda isolata o no, che non è soltanto la mafia a devastare i nostri territori del meridione. Perciò mentre i Cinque Stelle del consiglio Regionale avevano il loro palcoscenico televisivo a Piazza Pulita, con Roberto Fico in diretta, fiume in piena di parole, difficilmente trattenibile per il conduttore Corrado Formigli, anche Toti e la Cavo, a distanza di qualche centinaio di chilometri erano idealmente insieme a loro per sostenere i problemi ambientali del Sud. Tutto torna, insomma, si tratta di capire chi abbia goduto di più. Se Toti e la Cavo per la musica o la Salvatore e De Ferrari perché finalmente sedati nelle loro voglie di protagonismo con la conquista della prima fila nella manifestazione forcaiola contro il governo Renzi. Non totalmente alleati, forse. Eppure il fine sembrerebbe lo stesso tanto che Toti avrebbe confidato che voterà sì al referendum anti trivelle. Proprio oggi, però, Alice Salvatore ha rinfacciato al governatore la bocciatura della richiesta avanzata alla Regione per l’erogazione di un finanziamento di 25 mila euro per la campagna sul referendum. Un modo come un altro, secondo la portavoce dei cinque stelle, per azzoppare la consultazione del 17 aprile. Toti, proprio come Ponzio Pilato che, al di là delle dichiarazioni di principio, poi al momento dei fatti se ne lavo’ le mani.
Di tutt’altro avviso, non solo per quanto riguarda gli aspetti politici del referendum, ma anche le inclinazioni musicali il capogruppo del Pd in consiglio regionale Raffaella Paita. Di lei non si segnala presenza al politeama insieme a centinaia di ragazzine con fiocco luminescente in capo. Anzi la Lella, proprio oggi, forse per sottolineare la sua diversità da Toti, posta, a sorpresa, una nuova foto di Dawid Bovie, il duca morto il 10 gennaio. Il che farebbe supporre gusti diametralmente opposti rispetto a quelli dei suoi colleghi della maggioranza. Più in sintonia con quelli della simpatizzante di rete a sinistra Lara Maggiali, già compagna di Gianni Pastorino, che proprio oggi ricorda e commemora con una foto sulla sua pagina personale il ventiduesimo anno della scomparsa del leader dei Nirvana Kurt Cobain, suicidatosi proprio il 5 aprile. Altra cosa il grunge rispetto al neomelodico napoletano. Da una parte, come diceva Adriano Celentano sta chi è lento e dall’altra chi è rock. Ora, però non mi sembra il caso di aprire un dibattito sul fatto che il neomelodico sia di destra e il rock di sinistra. Parrebbe di sì, ma il fatto è che non sarei più tanto sicuro dell’identità ideologica di certi nostri politici. Al momento mi risulta più facile distinguere con sicurezza il neomelodico napoletano dal rock.
Il Max Turbatore


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.