Politica 

Pentestellati divisi alla veglia Antitrivellopoli

Alla fine sono partiti soltanto in due. Proprio i due che prima di Pasqua avevano avuto qualche problema all’interno del Movimento. Incomprensioni con la leadership per gli incontri in vista della formulazione del programma per le prossime comunali. Poi Alice Salvatore, candidato presidente dei Cinque Stelle in Regione e il suo fido scudiero Marco De Ferrari, il giorno di Pasqua si erano fatti ritrarre insieme all’Elevato, cioè il leader dei leader Beppe Grillo, postando subito dopo l’immagine su twitter. Una sorta di messaggio ai naviganti. Tanto che le cose si erano ricomposte. Ufficialmente la Salvatore e’ rientrata nei ranghi. Però questo contatto stretto con Grillo non deve essere stato digerito dagli altri. E così nonostante la chiamata alle armi attraverso la rete, sia risultata capillare, stamane a partire per Viggiano si sono ritrovati i soliti due la Salvatore e De Ferrari. Gli altri, presenti sul territorio ligure, ma non a Genova, Andrea Melis, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, sono rimasti a casa. E ,si dirà, a presidiare la seduta di martedì del consiglio Regionale. Il Movimento cinque stelle in Regione ha reso nota la partenza per la Basilicata dei due suoi esponentistamane con un lungo comunicato in cui si dice fra l’altro “dalle 18 alle 23 saranno al centro olio Val d’Agri dell’Eni di Viggiano. Domani una delegazione di parlamentari farà invece un’ispezione al vicino giacimento petrolifero di Tempa Rossa della Total”.

Poi l’elenco dei coinvolti, dal ministro Federica Guidi al capo di stato maggiore della Marina Militare Giuseppe De Giorgi, una grossa fetta di Pd nazionale e locale tra cui il ministro Maria Elena Boschi, due sottosegretari e il governatore della Basilicata Pittella.
E naturalmente la richiesta di dimissioni per l’intera compagine di Matteo Renzi. “È ora di staccare la spina a un esecutivo in balia di inchieste, interessi familistici, inciuci con le lobby delle banche e ora delle trivelle. Il principio è semplice: perché deve pagare solo il ministro Guidi se l’emendamento incriminato e’ stato approvato dall’intero governo all’interno della sua legge di stabilità”.
Così, Marco De Ferrari si è limitato a un breve cinguettio: “Viggiano, arroccato su una collina alle spalle del centro olio Val d’Agri dell’Eni. Sì al turismo, no a petrolio”. La sua collega al contrario ha rilanciato filmati di tutta la manifestazione che a tarda sera e’ stata riproposta in diretta da Piazza Pulita.
Sparito, almeno al momento dalla lunga lista dei coinvolti il ministro della difesa Roberta Pinotti, che proprio nei giorni scorsi aveva minacciato querele. De resto la vicenda delle navi della legge navale, almeno al momento pare esulare dall’inchiesta sulle trivelle e sui rifiuti smaltiti irregolarmente. Ancora ieri Beppe Grillo ne ha parlato con dovizia di particolari sul suo Blog.

 

Related posts