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Dalla Kavo Promedi alla Lanterna di Genova: i lavori del Consiglio regionale

Dalla vertenza della Kavo Promedi fino alla promozione adeguata della Lanterna di Genova: molti gli argomenti di cui si è discusso oggi in Consiglio regionale.

Appalti Amt

Il consigliere di Rete a Sinistra Gianni Pastorino ha chiesto all’assessore ai Trasporti Berrino chiarimenti sugli appalti Amt, l’azienda di trasposto pubblico genovese. Pastorino ha ricordato che la società Servizi e Sistemi srl, poi divenuta Ideal Service,  da anni è un’azienda appaltatrice di lavori e servizi dentro e fuori le rimesse di Amt. <La società si aggiudicò l’appalto – ha spiegato Pastorino – con un ribasso del 25% rispetto ai precedenti e, in occasione dell’ultimo rinnovo, l’appalto  è stato diviso in tre lotti di cui l’azienda si è aggiudicata solo il lotto 2>. Il consigliere ha aggiunto che la società ha chiesto la procedura di mobilità per 143 persone mentre il consorzio di imprese che si è aggiudicato gli altri due lotti avrebbe in atto vecchi contenziosi con i dipendenti per il ritardo o il mancato pagamento degli stipendi. <La giunta – ha concluso Pastorino – ritiene giusto che venga presa in considerazione la scelta di un’azienda con notevoli problemi economici basandosi solo sul concetto del massimo ribasso?>. Berrino ha risposto alle preoccupazioni del capogruppo di Rete a Sinistra rilevando che la Regione non può esercitare il controllo sugli appalti fatti da ogni singola azienda di trasporto, ma ha convenuto nelle critiche agli appalti al massimo ribasso: <Credo sia oggi doveroso a livello nazionale rivedere il sistema affinché anche negli appalti di servizi sia proibito il criterio del massimo ribasso perché è ormai dimostrato che il prezzo di questo criterio viene pagato dai lavoratori». Berrino ha, infine, garantito l’attenzione della Regione per quanto riguarda gli aspetti occupazionali>.

Trenitalia e la sicurezza dei passeggeri in caso di guasto ai treni

All’assessore Berrino sono stati poste anche altre questioni relative ai trasporti. In particolare il capogurppo del Pd Raffaella Paita ha ha presentato un’interrogazione, sottoscritta anche dal collega di gruppo Juri Michelucci, chiedendo alla giunta di intervenire nei confronti di Trenitalia affinché sia garantita la sicurezza dei passeggeri in caso di guasto dei treni e di adottare contromisure idonee rispetto a eventuali disservizi, come quello accaduto nei giorni scorsi sulla linea S.Stefano Magra – La Spezia quando, prima della stazione di Prati di Vezzano, un treno partito alle 6,15 da Santo Stefano Magra si è fermato per un guasto. Secondo quanto spiegato dal consigliere, dopo una tardiva informazione ai passeggeri, alle 7.30 molti di essi erano scesi sui binari per raggiungere a piedi la stazione e pochi altri, dopo l’intervento delle forze dell’ordine erano andati, sempre a piedi, fino alla stazione più vicina intorno alle 8.30. L’assessore ha spiegato di avere chiesto chiarimenti a Trenitalia sull’episodio: in particolare, sui ritardi nell’ informazione fornita ai passeggeri e sul fatto che gli stessi  siano stati fatti scendere dal treno e ha ribadito la necessità di una informazione sempre tempestiva in caso di disservizi sulla linea e sulle procedure per l’eventuale abbandono del convoglio: <È necessaria una procedura chiara da seguire in questi casi perché i passeggeri devono scendere in tutta sicurezza>.

Cassa integrazione richiesta da Fincantieri

Gianni Berrino ha anche la delega al lavoro, ecco perchè il consigliere Pastorino ha chiesto conto della cassa integrazione richiesta da Fincantieri: con un’interrogazione ha ricordato che il 26 gennaio scorso Fincantieri rendeva nota una prospettiva di “scarico” di lavoro per le officine “navale” e “meccanica”, del cantiere di Riva Trigoso, per un numero equivalente a nove unità, solo in questi due reparti; nel successivo incontro con le RSU,  l’11 febbraio  – ha sottolineato – l’Azienda ha presentato una richiesta di cassa integrazione per trentacinque unità su tutti i reparti del cantiere in questione. Il consigliere ha però rimarcato che da poco tempo, l’azienda ha beneficiato di commesse da parte dello Stato per 6,3 miliardi di euro, che dovevano garantire la continuazione di un settore vitale per l’economia  ligure e anche un tentativo di espansione, anche occupazionale. Pastorino ha quindi chiesto alla giunta di intervenire presso l’INPS sulla correttezza della richiesta aziendale che – secondo Pastorino – pare utilizzare gli ammortizzatori sociali per riorganizzazioni interne e non per il loro scopo precipuo, che è quella di supportare le aziende in periodi di crisi. Infine il consigliere ha chiesto alla giunta di appurare se l’azienda non intenda turbare le normali relazioni sindacali. Le risposta di Berrino: <La cassa integrazione guadagni ordinaria è un rapporto diretto tra l’azienda che la richiede e l’Inps e  la Regione può capire che cosa sta succedendo, ma non ha un suo ruolo, che è esclusivo tra Insp e azienda.  Devo anche dire – ha aggiunto – che al mio Assessorato non è giunta nessuna comunicazione relativa alla richiesta di cassa integrazione guadagni straordinaria, quindi si può ragionare sui motivi per cui sono stati richiesti gli ammortizzatori sociali e non la cassa integrazione guadagni straordinaria>. Berrino ha aggiunto che sulla cassa integrazione guadagni straordinaria, invece, la Regione ha un ruolo più importante e può entrare  maggiormente nel merito. Rispetto alla seconda domanda, l’assessore ha chiarito che <alla Regione non è arrivata nessuna richiestarealtiva ad una vertenza sindacale né dalle organizzazioni sindacali, né dall’azienda, che è l’unica condizione per potere intervenire ufficialmente nel merito della vicenda>. L’assessore ha comunque disponibile ad approfondire la questione.

Capitolo sui porti liguri

Alice Salvatore, capogruppo del Movimento 5 Stelle, ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Marco De Ferrari, Francesco Battistini, Andrea Melis, Gabriele Pisani e Fabio Tosi relativa ai gravi casi di importazione di materiale radioattivo e dei rischi che ne conseguono. Dopo aver ricordato che tra l’elenco dei valichi di frontiera dotati di sistemi radiometrici denominati “RTM910T”, figurano i porti della Spezia, Genova e Savona, il consigliere ha chiesto alla giunta di salvaguardare il territorio dall’ ingresso di materiali contaminati e, in particolar modo, dal pericolo proveniente dall’ inquinamento radioattivo.A rispondere l’assessore alla sanità, Sonia Viale, che ha tracciato un preciso quadro di quanto previsto da norme e decreti statali per la disciplina della materia e ha ricordato che, con la collaborazione dell’Istituto Superiore della sanità e di diverse Agenzie regionali per la protezione ambientale, inclusa quella ligure, sono state elaborate precise linee guida da applicare, in maniera omogenea, in caso di ritrovamento di materiale radioattivo o comunque contaminato. L’assessore si è impegnato a sollecitare nuovamente la massima diffusione e l’applicazione delle linee guida.

Coop alla Fiumara

Sempre Alice Salvatore ha illustrato un’interrogazione, sottoscritta anche dagli altri componenti del gruppo, Fabio Tosi, Gabriele Pisani, Francesco Battistini, Marco De Ferrari e Andrea Melis, in cui ha chiesto se l’apertura del nuovo centro commerciale Coop alla Torre Fiumara di Genova non contrasti con la legge regionale relativa alla “sospensione temporanea della presentazione di domande per medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita e centri commerciali” in quanto è vietata l’apertura alle medie imprese fino al 30 giugno 2016.
L’assessore al commercio Edoardo Rixi ha innanzitutto premesso che sotto la superficie di 1500 metri quadrati ( come il caso in questione) il procedimento rimane in capo al Comune. La richiesta di autorizzazione, secondo quanto riferito da Rixi e risultante da verifiche effettuate dalla Regione, è stata presentata via pec il 29 gennaio ed il Comune di Genova ha rilasciato l’autorizzazione il 25 febbraio 2016, cioè due giorni dopo l’approvazione della legge regionale che prevede la sospensione di domande per medie strutture di vendita, grandi strutture di vendita e centri commerciali, divenuta immediatamente esecutiva. La disposizione, quindi, avrebbe potuto consentire al Comune di Genova di effettuare la sospensiva. Rixi ha annunciato un confronto con l’amministrazione comunale per verificare la sua posizione e le sue motivazioni, non escludendo che il procedimento si fosse già concluso al momento dell’approvazione della legge regionale che sancisce la sospensiva delle domande fino al prossimo 30 giugno, e semplicemente notificato due giorni più tardi.

Lanterna di Genova

Infine, come anticipato si è discusso anche della Lanterna di Genova e di come il simbolo della città debba essere promosso adeguatamente: il Consiglio ha approvato  all’ unanimità un ordine del giorno sottoscritto da tutti i gruppi che impegna la giunta a sollecitare gli enti competenti ad attivarsi rapidamente affinché la Lanterna, che è il simbolo di Genova e dell’intera Liguria, non venga dimenticata ma sia sottoposta ad una gestione attenta e una promozione adeguata. Nel documento si ricorda che dal luglio 2014 la Fondazione Mario e Giorgio Labò ha assunto, a titolo gratuito, la gestione della parte museale della Lanterna di Genova evitandone, quindi, la chiusura al pubblico ma occorrono interventi per la manutenzione della struttura e per la sua promozione turistica. Nel documento si chiede la convocazione di un tavolo di concertazione fra gli enti interessati per individuare il soggetto competente. lanterna

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