De Ferrari, Stefano Mai e il doppio finale di Cappuccetto Rosso
Sono sempre stato convinto che la favola di Cappuccetto Rosso avesse un lieto fine, almeno per gli esseri umani e, al contrario, letale per gli animali feroci. Feroci ed aggressivi come un branco di lupi, o come un lupo solitario, verso il quale esiste tutto un tipo di letteratura che tende a mitizzarlo accostandogli, in molti casi, l’istinto primordiale del cacciatore, o come in Plauto e Hobbes quello innato dell’uomo per la sopravvivenza. Eppero’, ricordo che nella tradizione popolare esiste anche un’altra conclusione, diversa da quella più conosciuta dei fratelli Grimm, e ascrivibile a Charles Perrault, scrittore francese del Seicento, in cui a vivere felice e contento, e con la pancia piena, e’ proprio il lupo. Tanto che alcuni studiosi, volendo infiocchettare la versione francese con una morale nascosta, hanno identificato nel lupo una sorta di aggressività sessuale tipica di noi maschietti. Così, in epoca di femminismo imperante, le interpretazioni sociologiche della fiaba potrebbero moltiplicarsi.
In entrambi i casi, comunque, la bestia risulta un animale negativo e quindi da sopprimere. Attualmente però gli animalisti e gli ambientalisti hanno lanciato l’allarme, legittimo, per una razza in via di estinzione e quindi da preservare. E la battaglia per la sopravvivenza, che dovrebbe, a breve, trovare sfogo fra le pareti consiliari della Regione, sta tutta in questa doppia faccia della questione, visto il grido d’allarme proveniente da molte zone dell’Appennino per il rinfoltimento della specie lanciato dagli allevatori alle prese con le razzie delle greggi. Un problema che non è soltanto di sicurezza o di tipo ambientale ma sconfina anche nell’aspetto economico perché gli ovicoltori, e non solo, hanno diritto ad un indennizzo per ogni capo predato.
A sostenere le due tesi contrapposte l’assessore leghista all’agricoltura, caccia e pesca Stefano Mai e il consigliere pentestellato Marco De Ferrari. Proprio quest’ultimo ieri ha postato sulla sua pagina twitter un cinguettio sotto al titolo “Il lupo perde il pelo, la Lega non perde il vizio” premettendo “E’ vergognoso quanto illegale allestire trappole fai da te per catturare o ferire mortalmente lupi, e non solo, a causa dei fuorvianti allarmismi scatenati contro questi animali”. Per entrare in argomento “Ancor ieri, in commissione l’assessore Mai ha continuato a fomentare queste irrazionali e immotivate apprensioni affermando e rilanciando in commissione la volontà di aprire la caccia al lupo. Il lupo e’ segnalato specie ad alta protezione e a forte rischio estinzione sia a livello nazionale che europeo. L’ ipotesi di abbattimento di 60 capi all’anno (folle intenzione uscita dalla conferenza Stato-Regioni) e’ stata scongiurata a livello nazionale grazie ad un ordine del giorno del Movimento 5 stelle a firma Patrizia Terzoni, rivolto al ministero dell”Ambiente”. Ed è lo stesso De Ferrari a suggerire quale debba essere la linea alternativa attraverso monitoraggi sulla popolazione ferina, l’applicazione del piano quinquennale d’azione per la conservazione della specie, la conferma del divieto di abbattimento, l’attuazione concreta e standardizzata delle efficaci misure di protezione – dalle reti elettriche, ai cani da guardia, il contrasto del randagismo e l’indennizzo per i capi effettivamente predati – di informazioni inerenti alla convivenza fra uomini e lupo.
Ed ecco il punto, perché proprio alla fine dell’anno alcuni pastori dell’imperiese hanno lamentato l’aumentata aggressività di alcuni animali nei confronti delle bestie e addirittura degli uomini. Anche nelle altre Regioni la questione è stata messa all’ordine del giorno. La scorsa estate a Bologna i pastori avevano invaso la Regione portando davanti all’ingresso le carcasse delle bestie azzannate. In Liguria sarà curioso constatare quale sarà l’atteggiamento dei consiglieri regionali, costretti a trovare un punto di equilibrio tra le ragioni degli ambientalisti e quelle finanziarie, dopo la recente denuncia dell’assessore Mai che i fondi scarseggerebbero. Anche perché in altre assemblee omologhe sono state assunte decisioni in linea con la crisi delle risorse economiche legate, appunto, alla sostenibilità delle spese per l’indennizzo previsto per gli allevatori colpiti dalle razzie dei lupi.
Vale la pena di ricordare che in precedenti occasioni l’unità della maggioranza di Toti si era sfaldata, ma in quei casi si discuteva di proposte legate alla questione di presunte sevizie agli animali del circo, o della macellazione barbara legata alla pratica della religione mussulmana (halal) o ebraica (kasher). Per la mozione che riguardava gli animali del circo alcuni consiglieri leghisti avevano votato il documento presentato dallo stesso consigliere del Movimento 5 stelle Marco De Ferrari. In questo caso, però, si tratterà di decidere se le ragioni di cassa saranno più importanti rispetto a quelle esposte dagli animalisti. E nel caso prevalessero gli animalisti occorrerà inventarsi un finale del tutto diverso anche per la favola di Cappuccetto Rosso, facendo scomparire la figura del cacciatore che salva la nonna e la bambina. Magari introducendo San Francesco che, nel bosco, convince il lupo a diventare vegano.
Il Max Turbatore


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