I clochard “privatizzano” i truogoli del Barabino ai Giardini di Plastica
Una bella e robusta catena col lucchetto. Così una coppia di senza fissa dimora ha privatizzato i truogoli del Barabino, ai Giardini di plastica. Il tutto a 50 metri in linea d’area dalla stazione dei carabinieri di Campopisano, in pieno centro cittadino, in un bene di interesse storico e architettonico. A segnalare la situazione sono i cittadini della zona.


All’interno dei truogoli si possono vedere una tenda canadese, generi alimentari, pentole, sacchetti con capi d’abbigliamento. Tutto relativamente ordinato. La pavimentazione è isolata con dei cartoni per difendere gli occupanti dal freddo.
I lavatoi pubblici della Marina in via dei Servi sono stati traferiti ai Giardini di plastica dopo la demolizione della zona in cui erano inseriti, in via Santa Maria dei Servi, nel corso del programma post bellico di demolizione del centro storico che, per fortuna, si è fermato dopo la distruzione di Piccapietra e di via del Colle. Sono stati ambientati nella nuova sede da Ignazio Gardella. Furono costruiti nel 1797 su progetto dell’architetto Carlo Barabino ed erano alimentati dall’acquedotto pubblico.
Barabino fu certamente il più importante e creativo architetto genovese del XIX secolo. La sua opera, svolta principalmente nell’ambito genovese, fu di enorme importanza per la configurazione ottocentesca della città. La sua matrice culturale, improntata al principi del neoclassicismo, ebbe estrema coerenza formale ed influenzò il gusto della prima metà del secolo. La sua opera di urbanista determinò lo sviluppo della città come prima aveva fatto solo Galeazzo Alessi.
I lavatoi pubblici della Marina in via dei Servi sono stati traferiti ai Giardini di plastica dopo la demolizione della zona in cui erano inseriti, in via Santa Maria dei Servi, nel corso del programma post bellico di demolizione del centro storico che, per fortuna, si è fermato dopo la distruzione di Piccapietra e di via del Colle. Sono stati ambientati nella nuova sede da Ignazio Gardella. Furono costruiti nel 1797 su progetto dell’architetto Carlo Barabino ed erano alimentati dall’acquedotto pubblico.
Barabino fu certamente il più importante e creativo architetto genovese del XIX secolo. La sua opera, svolta principalmente nell’ambito genovese, fu di enorme importanza per la configurazione ottocentesca della città. La sua matrice culturale, improntata al principi del neoclassicismo, ebbe estrema coerenza formale ed influenzò il gusto della prima metà del secolo. La sua opera di urbanista determinò lo sviluppo della città come prima aveva fatto solo Galeazzo Alessi.







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