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Caricamento, i ristoratori: “Di nuovo murati dai chioschi della festa dell’Unità”. Lo denuncia l’assemblea del Civ di Sottoripa

I commercianti del consorzio Ascom chiedono al Comune anche ulteriori interventi sul degrado che si aggiungano al nuovo servizio della Municipale, dehors meno cari, interventi decisi sul suq abusivo notturno

Gli anni passano, i problemi restano. Ad esempio quello denunciato anche ieri sera, nel corso dell’assemblea del Civ di Sotttoripa, agli assessore al Commercio Paola Bordilli e alla sicurezza Stefano Garassino, oltre che al presidente del Municipio Centro Est Andrea Carratù. Il guaio in questione, uno dei tanti segnalati ieri dai negozianti, riguarda un ingombrante vicino temporaneo: la Festa dell’Unità. Da quando la settembrata (da diverso tempo anticipata ad agosto) ha traslocato dalla Foce a Caricamento i ristoratori denunciano che non si tiene in alcuna considerazione la loro attività. Ecco il servizio, con le interviste e i video, realizzato da GenovaQuotidiana lo scorso anno.

Quest’anno i ristoratori avevano chiesto per tempo all’amministrazione che vegliasse perché i loro dehors non venissero completamente stretti e coperti dai chioschi del Pd. Del fatto si erano interessati Bordilli e Carratù.
“Tutto il possibile” è stato meno di niente rispetto all’edizione 2016 della Festa. È bastato un breve sopralluogo, a fine riunione, nella piazza in cui è in corso l’allestimento per mettere in luce il fatto che, se possibile, di spazio ce n’è ancora meno.

[one_half]Nella foto sotto, Carratù mostra che, nonostante le raccomandazioni, non è stato lasciato nemmeno mezzo metro. Sarebbe difficile che potesse passare una mamma col passeggino. Impossibile per un disabile eccedere ai dehors. Insomma, come non detto. <Non ci sembrava opportuno imporre “d’ufficio” limitazioni alla Festa appena arrivati al governo della città – ha spiegato Bordilli ai commercianti -. Le autorizzazioni erano, tra l’altro, già state concesse. Ci siamo affidati al buonsenso>. Che, evidentemente, è mancato.[/one_half]

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Quando i tendoni saranno tirati e gli spazi chiusi, i ristoranti saranno invisibili a chiunque passi per la piazza, genovese o turista che sia. I commercianti del Civ hanno ricordato che sono molteplici le manifestazioni che, come la stessa Festa dell’Unità, offrono ristorazione. In primavera le occupazioni “mangerecce” della piazza sono senza soluzione di continuità. <Entro la prossima primavera – ha detto l’assessore al Commercio – cambieremo le regole per l’occupazione suolo di tutte le piazze>. Gli esercenti hanno chiesto di permettere solo sporadiche iniziative alimentari di qualità. Insomma, Slow Fish una volta ogni due anni ci sta, la raffica di fiere viste negli ultimi anni no.

Nel corso dell’assemblea di ieri si è toccato, ovviamente, anche il tema della sicurezza. L’assessore Garassino, dopo aver sottolineato l’impegno della polizia municipale del centro storico-I Distretto nel nuovo servizio contro il degrado, ha raccomandato al Civ di presentare ogni denuncia sia alla Prefettura sia alla Questura, oltre che al Comune, perché tutti siano direttamente informati delle emergenze <e non si possa pensare che sia il Comune ad essere troppo apprensivo rispetto alla necessità di impegnare le forze di polizia>. Sempre per quanto riguarda, l’assessore ha parlato del progetto del sindaco di aumentare le telecamere e rivedere il sistema per migliorarne la qualità. <Bisogna evitare l’esasperazione – hanno ricordato assessori e responsabili del Municipio -. L’amministrazione è tutta a disposizione per affrontare i problemi>.Problemi che  in qualche caso esasperano i commercianti. Per quanto riguarda la richiesta di vendita di alcol da parte di market e negozi della zona, Bordilli, insieme a Carratù e Garassino, ha spiegato che si sta studiando un problema che eviti di danneggiare gli esercizi virtuosi per colpire quelli che campano delle birre vendute agli ubriachi. Il presidente del Municipio ha pensato al divieto a partire dalle 15, ma non può essere per tutti. Da salvare ci sono negozi tradizionali, come l’enoteca Pesce, e artigiani alimentari, come il “Gran Ristoro” che, essendo virtuosi, non meritano la diminuzione del giro d’affari che ne conseguirebbe. Ovviamente, però, bisogna tentare di “imbrigliare”quelle attività, soprattutto i supermercati e quegli artigiani alimentari meno rispettosi delle regole, dalle quali esce la maggior parte dell’alcol consumato per strada.

 

Non ultimo, il problema del suq abusivo che occupa la notte portici vecchi e portici nuovi per il quale, ha detto Garassino <Chiederò al Questore un ulteriore impegno>.

Appello di assessori e presidente anche ad evitare di descrivere il centro storico come un luogo pericoloso. <Noi sappiamo che si tratta soprattutto di problemi di percezione di sicurezza e che ben difficilmente accade qualcosa a chi transita in Sottoripa – hanno detto -. A furia di ribaltare e ingigantire i problemi sulla rete si creano immotivati problemi d’immagine alla città>.
Tre le richieste dei commercianti, dehors chiusi e meno cari per i pubblici esercizi, la sorveglianza sui tempi del cantiere che sta, sostengono i negozianti, riducono i loro affari a causa dell’impossibilità di accosto carrabile della piazza. Da Tursi arriva la richiesta di presentare idee e progetti da costruire assieme. Sottoripa è la prima zona di Genova che i turisti incontrano dopo aver visitato l’Expo, è un biglietto da visita. Bisogna che cambi registro.

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