Servizi della Polizia Provinciale nell’entroterra a rischio: incontro in Regione
Il rischio immediato è che si cancelli un servizio fondamentale per i cittadini in particolare dell’entroterra: ecco perchè questa mattina alcuni rappresentanti della Polizia Provinciale di Genova hanno incontrato i capigruppo in Consiglio regionale. Tradotto significa che mancherà il presidio sul territorio rurale, il contrasto al bracconaggio e la garanzia di una presenza su più turni del pochissimo personale convenzionato. Un problema che nasce a monte: la convenzione prevede che la Regione Liguria si faccia carico degli stipendi di solo nove agenti e, con altre convenzioni, per sette agenti di Imperia, cinque a Savona e tre alla Spezia. L’assessore all’Ambiente della Regione Stefano Mai è concorde sul tema, ma i fondi stanziati ammontano a un milione. <Ne servirebbero almeno il doppio – spiega Gianfelice Isola, della Cgil – ma basterebbero per svolgere un’attività sufficiente>. I capigruppo si sono trovati d’accordo sulla questione e si sono impegnati a portare la discussione sui banchi del Consiglio, così come ha fatto il sindaco della Città Metropolitana Marco Doria: ne discuterà insieme agli altri sindaci nel giorno previsto per la conferenza. <Non esisterà più un centro operativo – prosegue Isola – e i cittadini non avranno modo di fare le loro segnalazioni. Inoltre non è prevista la presenza di ufficiali, quindi non si potranno effetuare sequetri o perquisizioni>. Insomma, un guaio che porta con se anche il problema del lavoro. Il richio è che i dipendenti si trasformino in precari, dato che non ci sono certezze sul rinnovo della convenzione. Dal 1 gennaio 2017, inoltre, 17 agenti potrebbero essere considerati in esubero e collocati in mobilità, con la riduzione al 70% dello stipendio per i successivi due anni, sino al rischio del licenziamento. 


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