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Autorità Portuale di Genova, il governatore Toti rilancia Biasotti

<Biasotti al momento è il migliore nome sulla piazza, gli altri nomi sono tutte candidature
legittime non provenienti dalla mia persona>. Parola del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a margine del Consiglio regionale che interviene sul futuro presidente dell’Autorità portuale di Genova indicando Sandro Biasotti come <l’uomo
giusto a concretizzare il modello di sviluppo del centrodestra che guida la Regione Liguria>.
<Biasotti ha un passato da imprenditore importante del porto, – sottolinea il governatore ligure – ha il gradimento tra gli attuali operatori e i terminalisti, è stato capogruppo in commissione Trasporti con un’esperienza specifica nel settore, è un uomo moderato e di equilibrio. Ritengo sia una candidatura legittima>. <Nessuno è mai gradito da tutti ma posso dire che non è particolarmente osteggiato da nessuno – prosegue Toti – ciò che non potrei accettare sarebbe un “no” alla candidatura tecnico-politica di Forza Italia, mentre si nomina Luigi Merlo a consulente del Ministero, non sia mai che resti senza stipendio mezza giornata, col suo curriculum di assessore del Pd a Spezia e in Regione>. Ma il presidente Toti ha anche un’idea per le nuove autorità di sistema: trasformarle in società per azioni ad eminente capitale pubblico per renderle più efficaci e capaci di fare investimenti. Il governatore ha sostenuto questa tesi nella Conferenza delle Regioni a cui ha partecipato il ministro Marianna Madia. <È una proposta non ancora formalizzata, ma su cui abbiamo tutti ragionato: ricondurre le autorità di sistema a enti della pubblica amministrazione le ingessa moltissimo, sarebbe meglio trasformarle in società per azioni ad eminente capitale pubblico. La proposta va a incidere nel cuore della riforma Delrio perchè creare il tavolo nazionale di coordinamento tra SpA diventerebbe più difficile, temo che nell’impianto del governo non sia possibile – ammette Toti – Avere azionisti pubblici sopra il 50% con una golden share sulle decisioni permetterebbe di favorire gli investimenti privati, aprirebbe alla concorrenza, a discapito dell’indirizzo della filiera romana>.s.giorgio2

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