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L’assessore che ha scelto di dar vita alla lingua italiana

Confesso e mi cospargo il capo di cenere, ma tutta la storia del “petaloso” neologismo inventato, e da ora occorrerà dire coniato, pare da un bimbo di appena 8 anni, Matteo” allievo di una scuola elementare di Marchesi di Copparo, in provincia di Ferrara, proprio mi era, fino a qualche giorno fa, sconosciuta. E devo ringraziare davvero l’assessore al turismo della Regione Gianni Berrino per aver solleticato la mia curiosità inducendomi ad informarmi. È’ stato proprio lui a postare una foto dei giardini di villa Hanbury fioriti corredata da un commento “il luogo più petaloso al mondo e’ la riviera dei fiori. Siete d’accordo?”. Ho inizialmente pensato ad uno scherzo dell’autocorrettore a cui anche i miei articoli spesso vanno soggetti. Ma poi ho visto quel simbolo, quello dell’ hashtag e allora ho deciso di andare a fondo. E si’, ho scoperto che il termine in questione quel “petaloso” a cui aveva fatto ricorso il nostro assessore era stato sdoganato,addirittura qualche giorno prima, dall’accademia della crusca. E ancora ho scoperto che il ministro alla pubblica istruzione Stefania Giannini aveva inviato un messaggio al piccolo allievo della scuola in provincia di Ferrara complimentandosi”Bravo Matteo, la lingua e’ creativa e luogo di libertà”, copiata nientepopodimeno che dal premier Matteo Renzi. Fra una dichiarazione e una discussione sulla richiesta di fiducia, fra un contrattacco ai Cinque Stelle e un’apertura a Verdini ha trovato il tempo per staccare e per digitare un messaggio al piccolo omonimo “Grazie al piccolo Matteo, grazie all’Accademia della Crusca. Una storia bella, una parola nuova petaloso”.
È così il nostro assessore regionale ha optato per far vivere la lingua italiana, come se non bastassero i tanti extracomunitari che si incrociano per strada, le forme dialettali e quant’altro per dar vita a curiosi neologism con i quali dobbiamo quotidionamente far conto. Ci voleva l’intuizione di un bambino e di una maestra, ovviamente di parte, perché se di cognome fa Aurora di nome fa Margherita e il petaloso, che tanto piace all’assessore Berrino, probabilmente in competizione con il premier per capacità mediatiche, ci sta a pennello. E all’assessore Berrino suggeriamo di coniare un altro aggettivo “desertoso” e’ il rischio che corrono i gestori dei nostri stabilimenti balneari, un’estate “desertosa” appunto con l’arrivo della Bolkenstein.

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