Senza categoria Vivibilità 

Alcol, nel regolamento comunale la chiusura di bar e negozi che non rispettano le regole

Il testo proposto dall’assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazza e dell’assessore a Legalità e ai Diritti Elena Fiorini. Sostanziale gradimento delle associazioni di categoria. Venerdì l’approvazione in commissione, poi il passaggio in consiglio. Ci vorranno poi le ordinanze del sindaco che consentiranno di dare attuazione allo strumento.

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di Monica Di Carlo

Saranno le ordinanze del Sindaco a limitare gli orari  <per i pubblici esercizi, i circoli privati abilitati alla somministrazione, gli esercizi commerciali, le attività artigianali alimentari e le attività di commercio su aree pubbliche in relazione ai singoli ambiti territoriali in cui sono emerse criticità in relazione alla vivibilità cittadina, documentate dagli organi di controllo di polizia>. Così recita il testo della proposta di debera che venerdì approderà in commissione consiliare sviluppo economico e che è stata a lungo discussa e rielaborata insieme alle associazioni di categoria dei pubblici esercizi, Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti, ai quali l’ultima stesura del provvedimento sembra piacere. Tutto sta, in realtà, in come verrà applicata. Senza massicci controlli, anche le regole del regolamento serviranno a poco ed è per questo che Fepag e ascom chiedono una sorveglianza strettissima. La delibera l’affida alla polizia municipale e alla polizia amminisrativa annonaria del settore commercio.
Il Sindaco potrà

  1. limitare l’orario delle attività commerciali e di somministrazione e vendita di alimenti e bevande, di attività artigianali alimentari, consumo sul posto e commercio sulle aree pubbliche, a tutela di interessi costituzionalmente rilevanti quali l’ambiente, l’ordine pubblico, la pubblica sicurezza, la salute e la quiete pubblica , la sicurezza stradale e l’ambiente urbano, anche su richiesta dell’Autorità di Pubblica Sicurezza, sentito il parere del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, e anche su indicazione dei Municipi;
  2. ordinare il divieto di vendita e somministrazione di alcolici in determinati orari, oltre a quello legislativamente previsto dall’art.6 del D.L. 3.8.2007 n.117;
  3. limitare l’asporto di bevande in contenitori di vetro e/o metallo.

Nelle aree e negli orari oggetti di limitazioni sarà consentita <ai soggetti abilitati, la somministrazione o la vendita di bevande destinate esclusivamente al consumo sul posto, che non comporti in nessun modo l’asporto di contenitori per le bevande fuori dal locale di vendita>. Non solo vetro e lattine, quindi, ma anche i semplici bicchieri di plastica.
Incaso di violazione, sono previste multe (che, di solito non spaventano chi vende alcol senza criterio, pronto magari a cambiare l’intestatario dell’esercizio per non ottemperare) e <a seguito di ripetute violazioni, accertate anche con provvedimento non definitivo, delle disposizioni del presente Regolamento l’Amministrazione può ridurre l’orario di apertura dei singoli locali>.
C’è di più:

  1. L’Amministrazione Comunale, per motivi di pubblico interesse, può sospendere o revocare con apposito provvedimento motivato, qualsiasi titolo abilitativo di competenza del Comune ed eventualmente chiudere i locali dove si svolge l’attività.
  2. Qualora espressamente previsto nel provvedimento di sospensione o revoca, la Polizia Municipale applicherà appositi sigilli ai locali ove venivano esercitate le attività il cui titolo abilitativo sia stato sospeso o revocato.

Insomma, alla fine un provvedimento deciso, che se applicato grazie ai controlli può portare velocemente alla chiusura delle tante attività che non rispettano le regole. La prima finalità è la vivibilità delle zone interessate sia dalla movida del centro storico sia dalle notti alcoliche degli stranieri a Sampierdarena.

L’articolo che piace meno alle associazioni di categoria è quello che stabilisce

 

Anche il rilascio di nuove concessioni “Dehors”, il rinnovo delle stesse e il subentro, è soggetto alle condizioni più idonee a minimizzare l’impatto sul suolo pubblico e alla quiete dei residenti in rapporto alla conformazione urbanistica, anche mediante l’eventuale differenziazione tra l’orario di esercizio dell’attività e l’orario di esercizio del dehor.

Ma c’è anche una nota positiva: gli esercizi virtuosi verranno premiati. Ecco alcuni esempi di agevolazioni delle quali potranno godere.

 

– organizzazione di serate di intrattenimento, ricomprese tra le attività rumorose temporanee autorizzate in deroga analogamente agli eventi cittadini di cui all’art. 4 comma 4 del presente Regolamento, con eventuale chiusura delle strade strettamente circostanti l’esercizio ed esenzione dal pagamento del canone Cosap, con concerti su palchi e/o pedane messi a disposizione dal Comune; tali concerti potranno aver luogo unicamente tra le ore 20,00 e le ore 0.30;

– individuazione e messa a disposizione di spazi pubblici a favore dei locali virtuosi con esenzione dal pagamento del canone Cosap, per il periodo estivo, in cui esercitare la somministrazione in occasione di eventi cittadini non oltre le ore 24.00; gli spazi pubblici saranno individuati con gli accordi di cui all’art. 5 del Regolamento di Polizia urbana in aree a basso impatto rispetto al tessuto residenziale.

– restrizioni alla viabilità funzionali alla circolazione pedonale degli avventori;

 

Il regolamento stabilisce anche il divieto di pubblicizzare alcol e sconti per volumi di consumo maggiori (i famigerati chupiti “2×1”),

Dalle 22 alle 7 tutti, compresi gli artigiani alimentari, i circoli e i negozi, dovranno tenere le porte chiuse.
Altra frase del regolamento che non a tutti gli esercenti sarà gradita è l’affermazione della responsabilità al di fuori del locale, circostanza esclusa da alcune sentenze recenti, ma imposta dal regolamento genovese per una delle poche ragioni che consentono di attuare deroghe alle regole generali: la tutela della salute pubblica.

Il regolamento stabilisce infine che l’attività dei distributori automatici in cui si voglia vendere alcol è subordinata alla presenza costante di <un somministratore in possesso dei requisiti professionali>. Di fatto, i distributori “h24” erano riusciti a sfilarsi da ogni regola e recentemente hanno ottenuto dallo Stato di poter vendere anche alcol dietro inserimento del codice fiscale (come avviene per le sigarette). Facile per un minorenne farsi imprestare sserina sanitaria di un amico diciottenne. Il regolamento impone la presenza di un responsabile che possa verificare l’età di chi compra come accade nei bar, dove i gestori ne hanno l’obbligo.

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