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Sabato prossimo GenovAccesa e Confeugo

Il 19 dicembre ci sarà in piazza De Ferrari lo spettacolare evento piromusicale di GenovAccesa. Uno spettacolo davvero suggestivo, che torna a Genova anche quest’anno, come momento che prepara alle feste. Lo spettacolo, che inizierà alle 19:30, sarà preceduto da due ore di musica dal vivo in piazza De Ferrari, a partire dalle 17:30.

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A Palazzo Ducale ci sarà, inoltre, la suggestiva Cerimonia del Confeugo, tradizionale cerimonia genovese, che si svolge ogni sabato prima di Natale e consiste nell’omaggio dell’Abate del popolo al Doge con scambio di auguri. L’omaggio avviene offrendo il ceppo di alloro che viene poi incendiato: la tradizione vuole che i ceppi incombusti siano magici.

Anche quest’anno la Cerimonia sarà caratterizzata dal tradizionale corteo di figuranti in costume e sbandieratori che partirà alle ore 16 dal Porto Antico-Area Mandraccio, per percorrere P.zza Caricamento, Via Frate Oliverio, Piazza della Raibetta, Via San Lorenzo, Via Petrarca fino a Piazza De Ferrari.

In Piazza De Ferrari, a partire dalle ore 16, in attesa del corteo storico, musiche e danze del Gruppo Folclorico Città di Genova.

Alle ore 17 circa, ci sarà il tradizionale incontro tra l’Abate del Popolo (oggi impersonato dal Presidente della Compagna) ed il Doge ( oggi rappresentato dal Sindaco).

L’Abate saluterà il Sindaco con la storica formula “Ben trovòu messe ro Duxe” (Ben ritrovato Messer Doge), ricevendone come risposta “Benvegnou messe l’Abbou” (Benvenuto Messer Abate); gli offrirà poi il tradizionale “Confeugo” che verrà acceso al rintocco del “Campanon do Paxo” (la campana del Palazzo Ducale, collocata sulla Torre Grimaldina) in un suggestivo contesto coreografico.

La Cerimonia proseguirà a Palazzo Ducale.
Nella Sala del Maggior Consiglio verranno sciorinati dall’Abate tutti quei mugugni sui problemi solitamente insoluti della città con l’augurio e la speranza che il Sindaco e la Civica Amministrazione ne possano tener conto.
A cornice della cerimonia alcuni intensi momenti musicali:
Omaggio a Felice Romani ( 1788– 1865) , librettista, personaggio a cui è stato dedicato il Confeugo 2015 , con l’esecuzione di due romanze :

– “Sgombra è la sacra selva” – Aria di Adalgisa Dalla “Norma” di Vincenzo Bellini (1831)

– “Nella fatal di Rimini” – Aria di Orsini
Da “Lucrezia Borgia” di Gaetano Donizetti (1833)

Anna Venturi Caruso – mezzosoprano Teatro Carlo Felice Carla Casanova – pianista

Seguiranno le Armonie natalizie dei
Giovani Cantori – Accademia Vocale Genova, diretti da Roberta Paraninfo e, , sarà il consueto “Ma se ghe penso” cantato da tutti i presenti.

Cenni storici sul Confeugo

a concludere la cerimonia

Il rito d’o Confeugo o Confuoco riprende un’antica tradizione della Repubblica di Genova, documentata dal secolo XIV, ma probabilmente più antica risalendo presumibilmente al Medioevo, forse all’epoca del Comune del Popolo ( XII secolo) . Essa consisteva infatti nell’omaggio da parte dell’Abate , che rappresentava il Popolo , alle massime Autorità di un grosso tronco di alloro, ricoperto di rami. Ne furono destinatari nel corso del tempo, prima il Podestà, poi il Capitano del Popolo e infine il Doge.

Esistono testimonianze del fatto che il corteo partisse dalla Valle del Bisagno e attraverso il Ponte di Sant’Agata percorresse le attuali via San Vincenzo, Via Porta d’Archi, vico Dritto Ponticello, Porta Sant’Andrea fino ad arrivare al Palazzo del Governo, l’attuale Palazzo Ducale.
Davanti al Ducale l’Abate si rivolgeva al Doge pronunciando le seguenti frasi : Bentruvou Messe ro Duxe” e il Doge rispondeva: “Bentruvou Messe L’Abbou”.

In tarda serata il Doge e il suo seguito appiccavano fuoco all’alloro, per buon auspicio, e vi gettavano sopra un vaso di vino e lo addolcivano con confetti e zucchero. I presenti cercavano di portare a casa un tizzone come amuleto.

La Cerimonia venne sospesa nel Settecento, ripresa nel 1923 dall’Associazione A Compagna, associazione nata in quell’anno per la tutela e la conservazione della cultura e delle tradizioni genovesi, per esser nuovamente interrotta nel 1937.
Da allora è il presidente della Compagna che impersona l’Abate del Popolo, portando il tradizionale tronco d’alloro al Sindaco.

Dal 1951 la Cerimonia è continuata di anno in anno sempre con l’offerta di una pianta di alloro, adorna dei colori rosso e bianco , completata con il falò rituale di un fascio di alloro ed uno scambio di auguri contornato da commenti sugli avvenimenti dell’anno trascorso e impegni e richieste per l’anno a venire.

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