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Movida fai da te, sempre peggio

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di Monica Di Carlo

Alle 4, quando tutti i locali sono chiusi da un pezzo e anche i market gestiti dai bengalesi hanno abbassato la saracinesca, gli irriducibili della “movida fai da te” rovinano ancora la nottata agli abitanti. Senza che nessuno intervenga per fermarla. Questo fenomeno, relativamente nuovo, comincia per le 22 in piazza De Ferrari. Gruppi di giovani arrivano con i sacchetti pieni di bibite e, soprattutto, alcolici. Qualcuno di loro suona, altri stanno seduti sui gradini davanti a Palazzo Ducale a ubriacarsi. Gli irriducibili prendono possesso delle vie del centro storico quando i localichiudono. Portano sulle spalle pesanti stereo e ascoltano musica a tutto volume. Ieri, alle 4 del mattino, gli abitanti hanno chiamato il 113. La risposta è stata la solita: “Non abbiamo pattuglie, le manderemo quando le avremo”. Gli schiamazzi sono durati un’ora e sono terminati quando ai movidari fai da te è venuto, finalmente, sonno. La mancata risposta delle forze di polizia è stata denunciata anche lunedì scorso, nel corso di una conferenza stampa congiunta, da Fepag Ascom e Fiepet Confesercenti, le associazioni di categoria dei pubblici esercizi, che hanno chiesto anche più controlli per fare rispettare le regole che già ci sono, l’entrata in vigore del regolamento movida (che arriverà in commissione comunale solo tra due settimane e, quindi, ci vorrà ancora un po’ prima dell’approvazione), multe anche ai fruitori della movida che non si comportano come si deve. In sostanza, a chi schiamazza, orina nei vicoli bui, a chi gira con le bottiglie di vetro. A poco più di una settimana dall’omicidio di vico dei biscotti, invece, la militarizzazione della rive gauche del centro storico è andata a scemare e ieri sera si sono viste le scene di sempre: masse di ubriachi schiamazzoni nell’asse San Donato-piazza Ferretto-salita Pollaiuoli, spacciatori nei posti meno controllabili, ragazzi che fanno pipì ovunque.
Insomma, tutte le richieste dei pubblici esercizi sono cadute lettera morta. Per loro è sempre più difficile lavorare come per gli abitanti è sempre più difficile vivere in questa zona della città che ora, alla luce del completo disinteressamento delle istituzioni denunciata proprio dalle associazione di categoria, rischia l’abbandono.

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