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Il costo della corruzione “pesato” da giuristi ed economisti

Al termine la consegna dei premi “Francesco Manzitti” all’imprenditore Augusto Cosulich ed “Economia Internazionale” all’economista Lucrezia Reichlin

 Lucrezia Reichlin

La corruzione è un fenomeno globalizzato, così come l’economia: secondo stime della Banca Mondiale, il 3% del PIL globale sarebbe affetto da tangenti, mentre la Commissione Europea nel 2014 ha stimato in 120 miliardi il fenomeno in tutta Europa. Su questo tema giuristi ed economisti si sono confrontati oggi, nel Palazzo della Borsa, nel corso della tavola rotonda promossa da Camera di Commercio di Genova e Istituto di Economia Internazionale in concomitanza con l’ottava edizione dei premi “Francesco Manzitti” ed “Economia internazionale”.

Il dibattito, moderato dal vice direttore de La Stampa Francesco Manacorda, è stato preceduto dagli interventi introduttivi del presidente della Camera di Commercio di Genova Paolo Odone, che ha annunciato che dall’anno prossimo la prestigiosa rivista “Economia Internazionale/International Economics”, pubblicata dal 1946 dall’Istituto di Economia Internazionale, sarà diffusa on line, e del direttore dell’Istituto Amedeo Amato. L’economista ha presentato un’analisi dei più recenti studi economici ed econometrici sulla corruzione, in cui si tenta di superare il noto “indice di percezione della corruzione” – utilizzato da Transparency International e da alcuni ritenuto inadeguato – con strumenti alternativi in grado di misurare la corruzione reale e non quella percepita.

Dopo di lui la parola è passata ai giuristi. Renato Balduzzi, ex ministro del governo Monti e membro laico del Consiglio Superiore della Magistratura, ha focalizzato il proprio discorso sulla razionalizzazione legislativa come risposta alla crisi della legalità e alla degenerazione burocratica. Ugo Draetta, della camera arbitrale ANAC (Autorità nazionale anti corruzione) ha delineato il quadro della lotta globale alla corruzione, dal Foreign Corrupt Act americano alla Convenzione OCSE contro la corruzione dei pubblici ufficiali. Gian Carlo Caselli ex procuratore di Torino e di Palermo oggi ai vertici dell’osservatorio sulle agrimafie, ha portato la propria esperienza di una vita spesa nella lotta alla corruzione.

Raffaele Squitieri, presidente della Corte dei Conti, non è potuto intervenire per un evento imprevisto. Le valutazioni della Corte dei Conti sul fenomeno della corruzione e il suo legame con l’eccesso di leggi, sull’importanza del principio di legalità e sul significato dei controlli (sia interni che giurisdizionali) sono raccolte in una pubblicazione presentata oggi dall’Istituto di Economia Internazionale in occasione dell’evento.

“Perché parlare di corruzione nel nostro evento annuale dedicato all’economia internazionale? – commenta Paolo Odone – perché la corruzione è un fenomeno globale e in quanto tale ha pesanti riflessi sulla performance economica degli stati e sugli scambi internazionali.”

 

Al termine della tavola rotonda Paolo Odone e Amedeo Amato hanno consegnato i premi “Francesco Manzitti” ed “Economia Internazionale” rispettivamente all’imprenditore Augusto Cosulich e all’economista Lucrezia Reichlin, per essersi distinti quest’anno nel campo dell’internazionalizzazione.

 

Augusto Cosulich, amministratore delegato della Fratelli Cosulich SpA, è stato protagonista nella propria lunga carriera ai vertici dell’azienda di famiglia di storiche aperture prima al mercato cinese, poi a quello turco e a quello iraniano: quest’ultima operazione era stata congelata nel 2009 con l’embargo internazionale ed è ripartita l’estate scorsa con l’accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni.

 

Lucrezia Reichlin, professore di economia alla London Business School e, fra le tante cariche, consigliere dell’Istituto Internazionale di Tecnologia, è autrice di numerose pubblicazioni scientifiche di econometria applicata, economia politica e politica economica e finanziaria. È una sostenitrice della politica di quantitative easing voluta da Mario Draghi ma ritiene che per far ripartire la crescita in Europa siano necessarie politiche economiche coordinate da parte dei governi.

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