Spettacoli 

Balcony Tv, la musica underground suonata in terrazza

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Di Diego Curcio

Il caro vecchio “poggiolo” usato come palcoscenico. Un piccolo impianto voce e qualche amplificatore. Una videocamera digitale e, naturalmente, una band. L’approccio rock’n’roll e un pizzico di tecnologia, sono gli ingredienti principali di Balcony Tv Genoa, il format internazionale di video musicali dal vivo e su Internet, approdato nella nostra città a gennaio. I fondatori della costola genovese di Balcony sono Michele Ferrero e Davide Colombino, un organizzatore di concerti underground e un videomaker: la sintesi perfetta della filosofia della musica in terrazza. Ma vediamo di saperne di più facendo quattro chiacchiere proprio con Ferrero.

Cos’è Balcony tv?

Il format balconytv nasce grazie all’intraprendenza di alcuni giovani irlandesi che, nel 2006, decisero di occupare le loro domeniche organizzando e riprendendo dei mini live sui propri “balcony”. Poi, via via, l’idea si è ramificata, fino a diventare un’azienda con “sede” in 55 città del mondo e relative produzioni. Senza divagare troppo ogni produzione locale invita e riprende la performance di una band o di un artista su un balcone o tetto: solitamente un pezzo più 4-5 domande di intervista; il genere non importa, così come la lingua, ma il tutto deve avere un’impostazione di fondo decisamente alternativa, se vogliamo, anarchica. Il quartier generale, nonché stanza dei bottoni, è ora nella Grande Mela, dove ogni giorno si ricevono i video delle varie città poi caricati nel portale www.balconytv.com: un vero e proprio giro del mondo in musica, da Mumbai a Sidney, passando per Londra e Sao Paulo, senza dimenticare di fare un giretto tra Lisbona, Sassari e Johannesburg…

A chi è venuta l’idea di portare questo format a Genova?

A me medesimo (ride, nda). In realtà conosco balconytv da tempo. Parecchi miei amici sparsi per il mondo avevano partecipato a questo programma e ho sempre pensato che, in fatto di balconi e panorami, Genova potesse essere una città ideale. Ho contattato allora Marina Petrillo del Teatro della Tosse, spirito sempre aperto a nuove iniziative più che a nuovi mugugni (classico della non-intraprendenza genovese), che si è dimostrata subito entusiasta nel darmi una mano a mettere insieme i pezzi. Soprattutto è riuscita a indicarmi la location del tetto del teatro quale soluzione più appetibile. Oltretutto il progetto nasce nell’area dei Giardini Luzzati, che ormai da anni si occupa di rigenerare uno spazio per troppo tempo lasciato in mano all’incuria e alle lamentele. Il percorso di accettazione non è comunque stato facile, prima di accettare la candidatura, da Balconytv vogliono sapere chi sei, cosa fai e cos’hai fatto finora, le tue “skill” e se sei in grado di girare almeno un paio di video al mese. Detto fatto da gennaio è iniziata quest’avventura, che per me è sempre solo all’inizio.

Quanti gruppi sono passati su Balcony Tv Genoa e quali sono stati i migliori?

Domanda che sarebbe irriverente nei confronti degli uni o degli altri, ma iniziamo comunque con i numeri. Sabato scorso abbiamo registrato il video numero 49 in, diciamo, 9 mesi: una cifra elevatissima se si pensa che le registrazioni avvengono una volta la settimana e non certo in condizioni da studio, bensì su un tetto a cui si accede tramite una scaletta a chiocciola. Pioggia, vento, freddo, rumori esterni, caldo che ti sciogli, e “camallare” su e giù apparecchiature musicali, orari limitati: insomma non sono proprio sempre rose e fiori, considerando che la crew di Balcony non supera le 3-4 unità. Da parte mia c’è anche tutto un lavoro di preparazione per cercare di fare domande pertinenti e sempre originali agli artisti. Finora ho intervistato in 5 lingue differenti (e tutte e 5 parlate malissimo! ride, nda). Tornando alla domanda non ti dirò i migliori artisti, ma i più curiosi. Per esempio la californiana Eliza Rickman accompagnata da un teatralissimo Stanley Roy Williamson, con una maestosa e bizzarra entrata finale a corollario della performance della Rickman. Prendo ad esempio questo episodio perché nonostante ci siamo accorti qualche giorno dopo che l’audio ripreso per motivi tecnici si era rivelato disastroso, la puntata è venuta fuori tanto simpatica e ben “sceneggiata” che ancora adesso è una delle più apprezzate. Un altro caso simile è la puntata con i fiorentini Baro Drom Orkestar, un quartetto balcan-swing con il quale mi ero messo d’accordo per una “scenetta finale” in cui dovevano riniziare a suonare interrompendo il  commiato e beccandosi una mia occhiataccia… Naturalmente hanno sbagliato completamente i tempi ma anche in questo caso è stato un successo. Insomma cerco sempre di dare un taglio mio, per così dire, a ogni puntata, per dare più “colore” possibile e non farla sembrare la solita piatta live/intervista; la chiamiamo regia?

Hai avuto delle esperienze negative?

Non mi piace fare nomi, comunque, quest’estate, in una giornata di afa particolare, ero stato avvertito dagli amici del Bloser, un locale del centro, che ci sarebbe stato il concerto di S. J., una ex modella americana, da qualche anno nel mondo della musica, decisamente ad alti livelli. Abbiamo deciso di registrarla in modalità off (cioè in una location diversa da quella del tetto del Teatro della Tosse), puntando su Villetta Dinegro. Lei si è dimostrata subito entusiasta, ma poco dopo ha cominciato a pretendere di voler metter mano al file audio, per cambiare piccole imperfezioni. Ci ha chiesto persino di passare l’intero video alla sua casa di produzioni per correggere alcune cose. Per farla breve quando è arrivato il momento di mandare in onda l’episodio, ci ha detto che la sua etichetta non acconsentiva all’uscita del video. Ecco questa forse è l’unico fatto un po’ triste capitato, per il resto grande simpatia da parte di tutti e sicuramente non c’è nessuno che sia rimasto insoddisfatto della nostra produzione Diy (Do it yourself).

Come scegliete le band?

La maggior parte sono gruppi che invito a suonare ai Giardini Luzzati, dove mi occupo della programmazione. La mia è una direzione artistica di ispirazione internazionale/underground, ossia quello che sta avvenendo nei locali europei di dimensioni simili e che si occupano di questo tipo di eventi musicali. Prima del concerto serale saliamo sul tetto della Tosse e lì giriamo la puntata. Magari in versione molto più acustica rispetto al vero concerto, per motivi logistici e di tempo. Le caratteristiche dei gruppi invitati sono più o meno le stesse che contraddistinguono gli artisti che si esibiscono ai Giardini: novità, colore, umiltà. Detto questo mi piacerebbe comunque che tutti i collettivi genovesi che si occupano di concerti, si ricordassero della mia iniziativa, e mi portassero nuovi artisti sul Balcony, che, ripeto se ce ne fosse bisogno, non è un canale privato, ma è piuttosto un qualcosa a favore del brulicare di eventi underground che sta impreziosendo in questo periodo la scena musicale genovese.

Com’è composta la squadra di Balcony Tv Genoa al completo?

Oltre a me, che sono l’ideatore, il fondatore e quello che presenta i gruppi, ci sono Davide Colombino (co-fondatore/videomaker), Fabio Smeraldo (audio) Enrica Orrù (blogger/assistente). Ma chiunque volesse darci una mano è ben accetto.

http://www.balconytv.com/videos/geeta-rituals

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