Spettacoli 

La diagnosi diventa teatro: al Teatro dell’Ortica il nuovo spettacolo nato con pazienti, familiari e sanitari

Sabato 16 maggio debutta in prima nazionale “Tempo di pesi e sospesi”, nuovo lavoro del laboratorio “Versi di cura”. Sul palco l’esperienza della malattia oncologica, raccontata da chi la vive, da chi accompagna e da chi cura

Prosegue la stagione “DeclinAzioni”, con cui il Teatro dell’Ortica celebra i suoi trent’anni di attività, e lo fa tornando a uno dei terreni più identitari della sua ricerca: il teatro sociale come luogo di ascolto, relazione e trasformazione del vissuto. Sabato 16 maggio, alle 21, debutta in prima nazionale “Tempo di pesi e sospesi”, nuovo spettacolo nato nell’ambito di “Versi di cura”, laboratorio che coinvolge pazienti oncologici, familiari e personale sanitario.

Il progetto, diretto da Mirco Bonomi e Giancarlo Mariottini, porta in scena un gruppo eterogeneo di partecipanti che ha lavorato sulla propria esperienza, personale o professionale, per trasformarla in materia teatrale. Il punto di partenza non è la rappresentazione astratta della malattia, ma il momento in cui la vita ordinaria viene attraversata da una parola che cambia tutto: la diagnosi. È lì che lo spettacolo concentra lo sguardo, cercando di restituire la complessità di un passaggio in cui il piano clinico, quello emotivo e quello relazionale si intrecciano senza possibilità di separarli davvero.

Dopo avere affrontato, nel precedente lavoro, la dimensione sospesa della sala d’attesa, il laboratorio compie ora un passo ulteriore dentro il percorso di cura. “Tempo di pesi e sospesi” dà voce a chi riceve la diagnosi, a chi resta accanto alla persona malata e a chi, come medico o operatore sanitario, deve trovare le parole per comunicarla. Ne nasce una drammaturgia collettiva fatta di domande, paure, silenzi, tentativi di vicinanza e frammenti di poesia, dove la profondità del tema non esclude una leggerezza necessaria, capace di rendere condivisibile anche ciò che spesso resta indicibile.

Lo spettacolo abbatte la distanza tra ruoli che nella realtà clinica possono apparire rigidi: paziente, familiare, medico, operatore. Sul palco queste posizioni non scompaiono, ma vengono attraversate e rilette da una prospettiva comune, quella dell’umanità di fronte alla fragilità. È questo uno degli elementi centrali del lavoro del Teatro dell’Ortica: non usare il teatro come semplice racconto del dolore, ma come spazio in cui il dolore può essere ascoltato, rielaborato e restituito alla comunità.

“Tempo di pesi e sospesi” si inserisce pienamente nello spirito di “DeclinAzioni”, stagione costruita per attraversare le molte forme del reale senza ridurle a formule semplici. In questo caso il teatro diventa uno strumento per interrogare la cura, la comunicazione, la paura, la responsabilità e la presenza. Il laboratorio “Versi di cura” conferma così il proprio ruolo dentro il percorso artistico e sociale del Teatro dell’Ortica, da anni impegnato a fare della scena un luogo di incontro tra esperienza individuale e patrimonio collettivo.

Per Giancarlo Mariottini, direttore artistico del Teatro dell’Ortica, il teatro sociale resta uno strumento fondamentale per “tessere comunità”. Ed è proprio questa la direzione dello spettacolo: trasformare una vicenda che spesso viene vissuta nella solitudine, o dentro relazioni segnate dall’urgenza e dalla paura, in un racconto condiviso, capace di aprire uno spazio di confronto tra chi cura, chi è curato e chi accompagna.

La prima nazionale è in programma sabato 16 maggio alle 21 al Teatro dell’Ortica, in via San Felice 21, a Genova. Lo spettacolo è una produzione del Teatro dell’Ortica, scritto e interpretato dai partecipanti del laboratorio “Versi di cura”, con la regia di Mirco Bonomi e Giancarlo Mariottini. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la segreteria del teatro al numero 010.838.01.20, scrivere a segreteria@teatroortica.it o consultare il sito https://www.teatroortica.it.


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