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I sindacati: “Siamo al funerale della Fiera. Subito tutele per i lavoratori”

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I lavoratori in distacco stanno tornando. Domani rientra quello che era a Sviluppo Genova

di Monica Di Carlo

<La vertenza della Fiera di Genova è un paradosso; lo scorso 27 ottobre il nuovo presidente Ariel Dello Strologo e l’amministratore delegato Nannini in un incontro in Confidustria hanno comunicato ai sindacati che in Fiera continuano a persistere forti problemi di liquidità e che la sopravvivenza sia al limite di poco più di un mese – dice Maurizio Fiore Filcams Cgil Genova -. L’annuncio della costituzione di un nuovo ramo d’azienda con Porto Antico, senza davvero avere un piano industriale sostenibile, di fatto consegna un esubero di circa il 70 per cento dell’attuale forza lavoro che è di 42 unità.
Gli azionisti di Fiera hanno ben pensato che i danni provocati in questi anni debbano essere pagati dai soli lavoratori; non ci stiamo, ed esigiamo che Comune, Regione, Camera di Commercio, Città Metropolitana ed Autorità Portuale si facciano carico delle responsabilità e si impegnino a trovare soluzioni concrete per la salvaguardia dei livelli occupazionali>.
<Per l’ennesima volta – dice il segretario generale regionale di Fisascat Cisl Silvia Michela Avanzino – sono stati i sindacati a dover annunciare gli esuberi e non l’ha fatto l’azienda. Fiera sta morendo se non è già morta. Intabnto domani tornerà uno dei lavoratori in distacco, quello di Sviluppo Genova, che ha terminato il periodo concordato. È partito con un reddito che nella nuova azienda è stato quasi dimezzato. Rientrerà con lo stipendio tagliato. I lavoratori che sono rimastiin fiera si sono decurtati lo stipendio di 300 euro lordi. I lavoratori hanno rinunciato a molto e siamo stufi che presidenti e amministratori delegati annuncino piani favolosi che si rivelano un disastro. Quando lo dicevano, nel 2012, che questo piano era inadeguato, che non si reggeva e siamo stati attaccati. Questo è il risultato: avevamo ragione. Siamo stanchi di ritrovarci Cassandre. Ora serve un piano serio per i lavoratori, che vanno tuterlati. Siamo prontyi a metterci a discutere al tavolo da subito, ma non a piani precari, provvisori, che non portano a niente>.
Oltre al lavoratore di Sviluppo Genova che rientrerà domani, ci sono a rischio, oltre ai 40 lavoratori rimasti in Fiera, i 5 che sono finiti ne “I Saloni nautici” (3 hanno già terminato e due termineranno a dicembre). I cinque lavoratori oggi in Amiu termineranno  il distacco il 31 dicembre 2016.
I debiti di Fiera, secondo Avanzino, sarebbero ben maggiori di quelli dichiarati, relativi agli affitti e ai mutui e alle manutenzioni. Solo quella del pagiglione B costa 700 mila euro l’anno.

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