Puc, il Comune chiede la sospensione per valutare la legittimità e i contenuti delle prescrizioni della giunta regionale

12189715_10205144620881242_1657677713568998652_nIl Comune di Genova chiederà la sospensione della Conferenza dei servizi sul Puc per valutare legittimità e contenuti delle prescrizioni che la Giunta regionale intende imporre al piano urbanistico comunale. La decisione è stata comunicata in serata alla luce delle <dichiarazioni diffuse dalla Giunta regionale alla stampa> che, spiegano a Tursi <si basano su un assunto completamente falso e cioè che il Puc varato dal Comune consenta di costruire in zone a rischio senza la preventiva realizzazione delle opere di messa in sicurezza. Tale condizione, al contrario, è posta con chiarezza dal Puc per tutti gli interventi previsti, coerenti con il disegno urbanistico e tali da coinvolgere soggetti privati nella realizzazione degli interventi di messa in sicurezza>.
<In particolare – prosegue la nota della giunta comunale –  il Puc recepisce, sempre alla condizione della messa in sicurezza, un importante accordo stipulato, anche con la partecipazione di Regione Liguria, per consolidare la presenza di Esaote a Genova garantendo alcune centinaia di posti di lavoro e significativi investimenti in città. Questo importante risultato rischia di essere azzerato da scelte basate su falsi presupposti. L’Amministrazione comunale, anche attraverso il Puc, intende solo favorire una prospettiva di equilibrato sviluppo della Città in cui le attività economiche siano compatibili con il rispetto dell’ambiente>.
Intanto, il vice sindaco Stefano Bernini ha criticato il Piano Casa della Regione perché  <differisce sostanzialmente dal Piano
urbanistico del Comune di Genova, soprattutto sul consumo del suolo>.
<La Giunta Toti – ha proseguito Bernini – prevede la possibilità di trasferire a Nervi un edificio demolito a Cornigliano e il Puc lo vieta. La legge regionale prevede che la Conferenza dei servizi per consentire il trasferimento dei volumi sia fatta dalla Regione che avrebbe l’ultima parola su tutto, una limitazione fortissima al potere comunale di programmazione urbanistica. Inoltre, noi diamo la possibilita’ di ricostruire solo la superficie agibile, quando c’e’ un capannone alto sei metri, non si può
ricostruire l’intero volume, ma solo la superficie del capannone riducendo la presenza di costruito. Se passerà la legge regionale verra’ meno il consumo zero di territorio previsto dal nostro Puc>.

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