Capodanno, Terrile dopo la sentenza: «Convinti del corretto operato degli uffici, valutiamo l’appello»

Dopo l’annullamento della gara del concertone da parte del Tar, il vicesindaco chiarisce costi, rapporti con la società aggiudicataria e conseguenze sul calendario degli eventi in seguito alle interrogazioni dell’opposizione

Il caso del concertone di Capodanno torna in Consiglio comunale, questa volta dopo la sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Liguria che ha accolto il ricorso della società Duemila Grandi Eventi, inizialmente prima in graduatoria e poi esclusa dalla procedura per l’affidamento della progettazione, organizzazione e realizzazione dell’evento musicale del 31 dicembre in piazza della Vittoria. I giudici hanno annullato sia l’esclusione sia la successiva aggiudicazione alla concorrente Rst Events, la società che ha poi organizzato la serata con i Pinguini Tattici Nucleari. Il nodo, secondo la ricostruzione già pubblicata da GenovaQuotidiana, riguarda la richiesta dei contratti di ingaggio degli artisti nella fase di verifica dell’offerta: per il Tribunale amministrativo regionale quel requisito era previsto al momento dell’aggiudicazione e non poteva essere trasformato, prima, nel motivo dell’esclusione.

Le interrogazioni hanno riaperto il fronte politico su tre punti: la legittimità della procedura, il costo complessivo della serata e gli effetti dell’annullamento sui rapporti futuri con la società aggiudicataria. Pietro Piciocchi, capogruppo di Vince Genova, ha chiesto conto dell’esborso finale per il Comune e delle eventuali ricadute sulla clausola che avrebbe consentito di affidare altri eventi analoghi nel triennio, sollecitando anche chiarimenti sul concerto di Olly allo stadio. Anna Orlando, consigliera di Vince Genova, ha insistito sulla posizione della Duemila Grandi Eventi, società legata alla storia imprenditoriale di Vincenzo Spera, e sul fatto che, secondo la sua lettura, l’offerta esclusa avrebbe consentito un risparmio per l’amministrazione. Paola Bordilli, capogruppo della Lega, ha concentrato l’intervento sui costi, sostenendo che la cifra complessiva sarebbe sostanzialmente in linea con quella del “Tricapodanno”, ma per una sola serata, e ha chiesto garanzie sul futuro delle grandi manifestazioni cittadine.
A rispondere è stato il vicesindaco e assessore al Bilancio Alessandro Terrile, che ha ricostruito il contenuto della sentenza e la posizione dell’amministrazione. «L’interrogazione prende le mosse dalla sentenza del Tribunale amministrativo regionale della Liguria numero 493 del 2026, pubblicata in data 23 aprile 2026, con la quale il giudice amministrativo di primo grado, con riferimento alla procedura aperta per l’affidamento della progettazione, organizzazione e realizzazione dell’evento musicale per il Capodanno 2026, ha ritenuto illegittima l’esclusione dalla procedura della società Duemila Grandi Eventi per vizi procedurali nella verifica di congruità dell’offerta disposta nei confronti del predetto operatore».
Il vicesindaco ha poi spiegato il punto tecnico contestato dai giudici. «In particolare è stato contestato che, nell’ambito della verifica di congruità dell’offerta, la stazione appaltante, cioè il Comune, sarebbe andata oltre gli approfondimenti esigibili in tale fase, richiedendo i contratti di ingaggio degli artisti al fine di verificare l’effettiva sostenibilità dell’offerta e disponendo l’esclusione dalla procedura senza aver attivato un’ulteriore fase di contraddittorio con l’operatore».
Alessandro Terrile ha chiarito anche gli effetti pratici del pronunciamento. «Con la sentenza il Tribunale amministrativo regionale ha annullato l’esclusione di Duemila Grandi Eventi disponendo un rinnovo delle operazioni di gara ora per allora, a partire dall’iter procedimentale di valutazione di anomalia dell’offerta della ricorrente. La richiesta di risarcimento che era stata avanzata dalla ricorrente Duemila Grandi Eventi e quantificata in 63.305,78 euro per mancato utile, oltre al danno patrimoniale, è stata allo stato ritenuta dal Tribunale amministrativo regionale della Liguria inammissibile e potrà essere eventualmente riproposta solo a valle della citata riedizione della fase di verifica di congruità dell’offerta».
Sul comportamento degli uffici, la linea dell’amministrazione resta di difesa dell’operato seguito nella gara. «Gli uffici e con loro l’amministrazione sono convinti del corretto operato dell’amministrazione e degli uffici nell’istruttoria della procedura di gara e stiamo valutando con la direzione avvocatura, la direzione delle politiche contrattuali e la stazione appaltante l’opportunità di proporre appello al Consiglio di Stato avverso la sentenza di primo grado».
Il vicesindaco ha poi risposto al tema degli affidamenti futuri, escludendo che la clausola per servizi analoghi sia stata utilizzata dopo il Capodanno. «Per quanto riguarda le ulteriori domande, ad oggi non sono previste né sono state affidate dopo il Capodanno ulteriori eventi alla Rst Events società a responsabilità limitata, che è l’azienda aggiudicataria del concerto di Capodanno. Non è stata attuata la clausola relativa all’opzione di affidamento di servizi analoghi nel triennio che era clausola inserita nel contratto».
Poi il capitolo dei costi, al centro delle contestazioni politiche. «Per quanto riguarda il costo dell’evento Capodanno, alla Rst Events, cioè all’aggiudicatario, sono andati 736.343,45 euro oltre imposta sul valore aggiunto. Costi di sicurezza a carico della stazione appaltante per 198.566,94 euro. Forniture e servizi aggiuntivi a carico della stazione appaltante per 47.528,18 euro. Spese di comunicazione per 15.439 euro. Per un totale di 997.857,57 euro. Sono importi esclusa imposta sul valore aggiunto, alla quale va aggiunta l’imposta sul valore aggiunto a seconda della natura della prestazione, perché l’imposta sul valore aggiunto sulla parte artistica è al 10 per cento e l’imposta sul valore aggiunto sui servizi è al 22 per cento».
Infine Alessandro Terrile ha risposto anche alle domande arrivate oralmente sui concerti successivi. «Per essere precisi, sono domande che non erano forse scritte nell’interrogazione ma che sono state fatte oralmente e rispondo che non ho problemi. Né il concerto di De Vitte, quello che è stato fatto ad aprile, né il concerto allo stadio, che peraltro non è organizzato dal Comune, e quindi il concerto di Olly, risultano organizzati dalla Rst Events società a responsabilità limitata, che è l’aggiudicataria della procedura di gara del Capodanno 2026».
Resta quindi aperto un doppio binario: quello giudiziario, con la possibile impugnazione davanti al Consiglio di Stato, e quello politico, con l’opposizione che contesta costi, trasparenza e metodo seguito nella procedura. L’amministrazione, dal canto suo, rivendica la correttezza dell’istruttoria, precisa che non sono stati affidati altri eventi alla società del Capodanno e mette sul tavolo il conto ufficiale della serata: quasi un milione di euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto.
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