Pensionati Fipac Confesercenti, domani manifestazione alla Fiumara

news_img1_70332_anziani-farmaciDomani, giovedì 24 settembre, davanti al Palazzo della Salute della Fiumara a Genova, Fipac Confesercenti Liguria organizzerà una raccolta firme da accompagnare ad un decalogo di richieste che verrà poi sottoposto al presidente del consiglio Matteo Renzi, al ministro della salute Beatrice Lorenzin e al presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. «L’iniziativa nasce dalla convinzione che quello alla salute sia un diritto inalienabile e come tale da salvaguardare nella sua dimensione pubblica e universalistica», spiega Giampaolo Barbieri, coordinatore regionale Fipac.
«Spendere per il welfare – prosegue il rappresentante dei pensionati liguri – non è uno spreco ma, al contrario, rappresenta un investimento su benessere, coesione sociale ed occupazione, con ricadute positive sullo stesso Pil. E invece assistiamo con preoccupazione al moltiplicarsi dei casi di abbandono delle cure mediche da parte di molti anziani per motivi economici, o il ricorso a strutture private per ovviare agli eccessivi tempi di attesa del pubblico».
«L’attuale modello sanitario, basato su una medicina riparativa, è ormai insostenibile. Diventa necessario passare ad un nuovo paradigma incentrato sulla prevenzione, ma perché ciò avvenga è necessaria la partecipazione attiva dei cittadini e delle associazioni. Da questo punto di vista, confidiamo che il rinnovo degli accordi collettivi per la medicina territoriale possa offrire l’occasione per una riforma delle cure primarie che abbia come obiettivo una assistenza territoriale h24».
E proprio nell’ottica della partecipazione e del confronto, ecco le dieci richieste di Fipac Confesercenti al Governo e alle Regioni:

  1. la strutturazione di centri h24 nei distretti sanitari e nelle sedi pubbliche (case della salute, poliambulatori, piccoli ospedali da riconvertire);
  2. l’apertura h24 di più servizi medici associati in ogni distretto sanitario, con la presenza di infermieri e altri operatori e la possibilità di effettuare semplici esami di laboratorio;
  3. l’assistenza domiciliare infermieristica garantita anche nei giorni festivi;
  4. una riduzione dei costi della sanità che passi per l’eliminazione dei doppioni di alte specialità e cliniche universitarie e l’assegnazione di funzioni specifiche e complementari dagli ospedali di primo livello a quelli territoriali, a garanzia della continuità assistenziale e di una sufficiente dotazione di cure intermedie;
  5. la costituzione, in ogni distretto, di comitati di partecipazione che includano associazioni e cittadini, riconoscendo loro il diritto all’informazione e alla verifica dei processi decisionali inerenti la programmazione sanitaria;
  6. la rimodulazione dei ticket sanitari sulla base dell’Isee;
  7. la creazione di un fondo sociosanitario integrato per la non autosufficienza, al cui interno sia previsto, per gli anziani malati cronici non autosufficienti, il diritto di prestazioni domiciliari e alla frequenza in centri diurni;
  8. l’abbattimento delle liste d’attesa, mediante l’istituzione di corsie preferenziali per gli anziani e i disabili;
  9. la tempestiva conclusione dei lavori per i nuovi livelli essenziali di assistenza (Lea) che garantiscano le prestazioni in termini di effettiva necessità, in modo uniforme su tutto il territorio nazionale e senza distorsioni di tipo finanziario;
  10. l’istituzione di una governance centrale che operi per uniformare servizi e prestazioni a livello nazionale.
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