Le palle di cannone nei muri dei palazzi, un “souvenir” del bombardamento piemontese del 1849

cannoneTrentasei ore di bombardamento (anche sugli ospedali), oltre 400 morti, esecuzioni sommarie, città messa al sacco, donne violentate dai bersaglieri piemontesi. Le palle di cannone tirate sulla città sono ancora visibili in molti palazzi del centro storico. I genovesi le vollero murare nel desiderio di perpetuare il ricordo dei fatti. Alcune furono rimosse nel rifacimento dei palazzi dopo la seconda guerra mondiale. Questa è in vico dei Cartai che da Sottoripa raggiunge la chiesa di San Pietro in Banchi.

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Genova insorge contro i Savoia. Trentamila uomini marciano verso Genova. È l’aprile 1849, solo 166 anni fa. L’esercito piemontese, comandato dal generale Alfonso Ferrero Della Marmora (conosciuto ai più semplicemente come “La Marmora)  scende dalla Val Polcevera e arriva a Sampierdarena. I sampierdarenesi lottano casa per casa, ma non ce la fanno a resistere. La Marmora, allora, assedia Genova, assalta i forti, prende con l’inganno la porta della Lanterna. Un piccolo gruppo di Bersaglieri dice di voler trattare e viene fatta entrare, ma appena dentro spara sui soldati genovesi. Vi siete mai chiesti chi era Alessandro De Stefanis, a cui è intitolata una strada a Marassi, in Valbisagno? Era un militare genovese (savonese di nascita) e morì ad appena 23 anni in seguito alle ferite e alle percosse dei piemontesi dopo aver tentato un blitz per riprendere forte Begato.
Nonostante a difesa della città ci sono solo 10 mila effettivi (contro i 30 mila su cui poteva contare La Marmora), Genova resiste. A quel punto, il generale sabaudo ordina il bombardamento della città. Centinaia di proiettili, anche incendiari, partono da San Begnigno e dal forte Tenaglia. Gli edifici distrutti non si contano. Muoiono oltre 400 persone e nemmeno l’ospedale di Pammatone viene risparmiato: cento i morti, poi seppelliti in una fossa comune. La Marmora, come avrebbe lui stesso scritto, visto che bisognava <non meritar riguardo per una città di ribelli>, concede ai bersaglieri 24 ore di saccheggio libero e i soldati piemontesi non si fanno pregare. Come un’orda barbarica, armati fino ai denti saccheggiano ogni casa (e persino qualche chiesa), ammazzano quelli che tentano di resistere. Le cronache parlano anche di stupri e vessazioni. Gian Guido Trulzi scrive: «Frattanto il La Marmora bombardava spietatamente la città … Sedici bombe caddero sull’Ospedale di Pammatone (…) La soldatesca, avanzando, si abbandonava alla sfrenatezza e al saccheggio (…) un giovinetto di 11 anni che si era affacciato alla finestra sentendo bussare, vi lasciò la vita. Solo fuggendo le donne poterono salvarsi da ogni brutalità: in una casa il marito, legato a un tavolo, fu costretto ad assistere all’onta che gli si faceva. Nulla fu rispettato: gli arredi sacri, che si trovavano nel santuario di Belvedere, e così pure quelli della chiesa dei Missionari di Fassolo, vennero rubati».
Vittorio Emanuele, il futuro primo re d’Italia, si congratula personalmente con il generale, attraverso una lettera scritta in francese, dove si rallegra per la vittoria, definendo gli insorti <vile e infetta razza di canaglie>. La sua statua equestre troneggia al centro di piazza Corvetto.

15 thoughts on “Le palle di cannone nei muri dei palazzi, un “souvenir” del bombardamento piemontese del 1849

  1. dovrebbero riscrivere la storia e cancellaroe i nomi dalle strade e piazze dedicate ai savoia e i suoi accoliti.

  2. Genova-Napoli stessa sorte… Ma la storia da torto ai vinti e i barbari ce li fanno chiamare eroi

  3. Karonte, e’ roba sbufalata da storici piu’ di una volta, I neoborbonici cercano disperatamente di riscrivere una storia che non e’ mai avvenuta. Ci furono sicuramente eccessi, come in tutte le guerre, Ma quello che dici e’ provato esser falso!

    1. @Gabriele Calvillo Scommetto che anche tu hai preso la laurea in Albania. Il massacro del Sud, la depredazione di uno degli Stati più ricchi d’Europa, la conseguente colonizzazione…una bufalata? Eccessi come in tutte le guerre? Quale guerra? Quella avvenuta senza alcuna dichiarazione? Io la chiamerei aggressione ad un popolo pacifico. Consiglio di prendere un libro in mano ogni tanto. Per cominciare: Nitti, Maddaloni, Ferrara, De Sivo , Savarese, Alianello, Zitara, Gramsci, Manna etc. fino ad arrivare ai giorni nostri. Davvero mon c’è che l’imbarazzo della scelta. Perfino la Banca d’Italia ha pubblicatoi uno studio a riguardo dove risulta chiaro la ricchezza del Regno delle Due Sicilie e la discesa negli inferi dopo il “trattamento” savoiardo e la successiva floridezza del nord. Eh, si è proprio una bufalata…

      1. E’ la prima volta che ricevo una richiesta di censura da parte di un giornale. Ho più volte riletto quella frase e, francamente, per quanti sforzi faccia non riesco a trovare nulla che non rientri nei canoni di una discussione dai toni civili ed educati. Se volete potete cancellare la parte “incriminata”.

      2. La frase può risultare offensiva. La “laurea in Albania” è sinonimo di laurea comperata. Soccome, per la legge della diffamazione a mezzo stampa, l’eventuale causa convolgerebbe anche noi, riteniamo di non ammetterla. Tutto il resto va bene. Se riposta tutto senza quella frase, saremo felici di approvare.

      3. Purtroppo non ho salvato il mio commento, se vi riesce di inserirlo mancante della prima parte ve ne sarei grata.

      4. Glielo mando
        @Gabriele Calvillo Il massacro del Sud, la depredazione di uno degli Stati più ricchi d’Europa, la conseguente colonizzazione…una bufalata? Eccessi come in tutte le guerre? Quale guerra? Quella avvenuta senza alcuna dichiarazione? Io la chiamerei aggressione ad un popolo pacifico. Consiglio di prendere un libro in mano ogni tanto. Per cominciare: Nitti, Maddaloni, Ferrara, De Sivo , Savarese, Alianello, Zitara, Gramsci, Manna etc. fino ad arrivare ai giorni nostri. Davvero mon c’è che l’imbarazzo della scelta. Perfino la Banca d’Italia ha pubblicatoi uno studio a riguardo dove risulta chiaro la ricchezza del Regno delle Due Sicilie e la discesa negli inferi dopo il “trattamento” savoiardo e la successiva floridezza del nord. Eh, si è proprio una bufalata…

    2. Il massacro del Sud, la depredazione si uno degli Stati più ricchi d’Europa, la conseguente colonizzazione. ..un a bufalata? Eccessi come in tutte le guerre? Quale guerra? Quella senza dichiarazione? Io la chiamerei aggressione ad un popolo pacifico. Consiglio di prendere un libro in mano ogni tanto. Per cominciare: Nitti (Napoli e la questione meridionale 1903) Maddaloni ( interpellanza parlamentare Ferrara, De Sivo, Savarese, Alianello, Zitara, Gramsci, Angelo Manna, fino ad arrivare ai giorni nostri con : Antonio Ciano, Izzo, Lorenzo del Boca, Gigi di Fiore, Gennaro de Crescenzo, Pino Aprile, Lino Patruno etc. Davvero non c’è che l’imbarazzo della scelta. Perfino la Banca d’Italia ha pubblicato uno studio dei prof Fenoaltea e Ciccarelli (L’unità d’Italia ha creato il sottosviluppo del Mezzogiorno) dove risulta chiaro la ricchezza del Regno delle Due Sicilie prima del “trattamento” savoiardo e la successiva floridezza del nord. Prosegua anche con il prof. Viesti docente di economia o con gli ultimi dati dello Svimez… Eh, si è proprio una bufalata.

    3. non solo i neoborbonici ma l’intero popolo dell’ex Regno delle Due Sicilie ha voglia e necessità di conoscere e riscrivere la loro Storia, quella Storia nascosta dall’invasore di turno.
      Poi nei dettagli spieghi meglio qual è quella “…storia che non è mai avvenuta”

  4. i saBoia ne hanno fatte di schifezze, quando hanno invaso il regno delle due Sicilie, hanno violentato e ucciso donne e bambini, hanno torturato, devastato, hanno depredato il sud di ogni sua ricchezza economica e culturale. Hanno trovato uno degli stati più ricchi ed evoluti d’Europa e lo hanno ridotto alla disperazione che ancora oggi permane.

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