Sampierdarena, costruire il rilancio. Intervento di Luca Borzani

È possibile pensare un percorso di recupero e rilancio della vivibilità di Sampierdarena che vada oltre agli interventi necessari per “tamponare” le emergenze e, cioè, imboccare un percorso serio, fattibile, individuando gli errori del passato per non ripeterli e costruendo la scala per risalire dal degrado.
GenovaQuotidiana ospita un intervento di Luca Borzani, presidente della Fondazione per la Cultura.
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di Luca Borzani*
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   Sampierdarena costituisce nel contesto genovese il punto di coagulo delle crisi e dei mutamenti che hanno segnato la città negli ultimi venti anni. A differenza di altri quartieri, tradizionalmente in maggiore difficoltà sociale come il centro storico o Cornigliano, Sampierdarena non ha vissuto nel corso di questo decennio interventi di riqualificazione o di  ripensamento della sue funzioni urbane. A Sampierdarena è mancato un “progetto” che accompagnasse le trasformazioni e contribuisse a ridisegnarne l’identità. Anzi, negli anni in cui il recupero del centro, dal Porto Antico agli investimenti legati al 2004, e a Cornigliano il superamento della siderurgia a caldo, contribuivano a dare un nuovo possibile sentimento di appartenenza territoriale e a tratteggiare segmenti di futuro, Sampierdarena viveva la perdita del suo ruolo storico e la fine della  tradizionale “centralità” tra il centro e il Ponente e la Valpolcevera.

Deindustrializzazione, calo demografico, crisi della rete commerciale, crescita esponenziale dell’indice di vecchiaia, consistente e accelerata presenza di immigrati ne  hanno disegnato  una sorta di inavvertita “unicità” nell’ambito della città. La lettura semplificata e stereotipata della “periferizzazione” rimanda in realtà all’assenza di una complessiva strategia di rilancio territoriale del quartiere.

La presenza di migranti, oggi sostanzialmente stabilizzata ma quasi quadruplicata tra il 2001 e il 2005, è stata più un effetto, a sua volta moltiplicatore di contraddizioni, che una causa della crisi . La diversità di origine e il divario generazionale hanno modellato una nuova rappresentazione e nuove forme di socialità/ solitudine nel quartiere. Le funzioni urbane di pregio (terzo ospedale della città, polo scolastico superiore con afflusso dal Ponente e dalla Valpolcevera, unico teatro storico di Genova, percorso delle ville) sono state appannate in uno scenario dove  il conflitto sulla fruizione dello spazio pubblico e il moltiplicarsi dei “luoghi di nessuno” è diventato prevalente.

Di fatto è sedimentato un atteggiamento emergenziale che non corrisponde da tempo a un processo di integrazione largamente in via di consolidamento.  La domanda diffusa di “sicurezza” non può trovare risposta duratura nel tempo se non all’interno di un più generale ripensamento sul “destino urbano” del quartiere.

Senza voler in alcun modo minimizzare gli effetti di un difficile equilibrio sociale, non modificare lo sguardo rischia di riprodurre una catena di azioni segnate dalla contingenza e a uno spreco di risorse. Finora è stata solo la scuola  il motore principale dei processi d’integrazione e di coesione. La scelta di puntare sulla riqualificazione e la valorizzazione dello spazio pubblico (giardini, ville, teatro, centro civico, scuole) per fare emergere un livello di partecipazione e di cittadinanza attiva non consegnato a una occasionale “rioccupazione ludica”  del territorio forse può essere la strada per cominciare a riconnettere Sampierdarena  con un disegno più generale di tenuta e fuoriuscita dalla crisi della città.

*Luca Borzani
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Laureato in filosofia presso l’Università di Genova, è stato ricercatore presso l’Archivio Storico Ansaldo, direttore del Centro Ligure di Storia Sociale e redattore della rivista di studi storici Ventesimo secolo.
È stato per più anni docente a contratto presso la Facoltà di Lettere di Genova. È autore di saggi e volumi diversi sulla storia sociale del Novecento e la cultura d’impresa pubblicati, tra l’altro, da Franco Angeli, Einaudi, Pirella, Sagep.
È coautore con Valerio Castronovo di Ansaldo 1853-1993 e con Geo Pistarino e Franco Ragazzi di Storia di Genova, VI volum, Sellino Editore.
Dal 1997 al 2007 è stato assessore prima alla scuola e al decentramento e poi alla cultura del Comune di Genova.
È presidente della Fondazione Palazzo Ducale di Genova e membro del Cda del Festival della Scienza e del Teatro Stabile.

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