Capossela, Willie Peyote e gli Ex-Otago in piazza Matteotti: Genova si prepara al grande concerto gratuito della Comunità di San Benedetto

Sabato 30 maggio in piazza Matteotti arriva “Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”, il grande concerto gratuito promosso dalla Comunità di San Benedetto al Porto. Sul palco artisti di primo piano e una settimana di iniziative diffuse per riportare al centro partecipazione, diritti e legami sociali

Genova si prepara a vivere una grande serata di musica gratuita nel cuore della città, ma l’appuntamento del 30 maggio in piazza Matteotti vuole essere molto più di un semplice concerto. La Comunità di San Benedetto al Porto ha annunciato “Dimmi chi escludi e ti dirò chi sei”, evento centrale di una settimana di azioni culturali e sociali diffuse sul territorio, pensate per ricostruire relazioni, rimettere al centro la partecipazione e dare nuova coesione al tessuto urbano e umano della città. La manifestazione si svolgerà sabato 30 maggio 2026 e riporterà in piazza il segno di una storia lunga, quella della comunità fondata nel 1970 da Andrea Gallo, da sempre abituata a intrecciare impegno sociale, cultura e musica.

Il concerto sarà gratuito e vedrà salire sul palco una line up già molto forte, che unisce nomi storicamente vicini alla figura di don Gallo e artisti di generazioni diverse che ne condividono lo spirito. Tra quelli annunciati ci sono Vinicio Capossela, Willie Peyote, Tre Allegri Ragazzi Morti, Ex-Otago, Ministri, Dente, Sandri, Lowtopic, Stellare, Roberta Barabino, Irene Buselli e Gian Maria Accusani dei Sick Tamburo, mentre altri nomi sono ancora in via di definizione. L’idea è quella di costruire un dialogo artistico tra mondi differenti, tenuti insieme da una matrice comune fatta di attenzione agli ultimi, libertà espressiva e senso collettivo della festa.

La Comunità di San Benedetto torna così a organizzare un grande evento cittadino, raccogliendo un testimone che in passato aveva già prodotto momenti molto forti di incontro pubblico. Il comunicato insiste sul fatto che il concerto sia soltanto il momento più visibile di un progetto più ampio, articolato in forma di festival diffuso e sorretto da un principio semplice ma molto netto: l’accesso libero per tutte e tutti, così da creare spazi condivisi di ascolto, riflessione, partecipazione e festa. Dietro l’evento, quindi, non c’è soltanto una scelta artistica, ma un’idea precisa di città e di convivenza.
In questo senso, la musica torna a essere uno strumento politico e sociale nel significato più largo del termine, proprio come lo era per Andrea Gallo, che ha sempre considerato la festa e la partecipazione popolare come parte di una stessa pratica di libertà. Oggi la Comunità, cresciuta insieme ai cambiamenti dei bisogni sociali, continua a lavorare su dipendenze, cibo, diritti, lavoro, ambiente e cultura, e legge questo appuntamento come un modo per ricucire una città attraversata da fragilità, solitudini e nuove disuguaglianze. Il concerto del 30 maggio, dunque, non viene presentato come celebrazione nostalgica, ma come gesto pubblico attuale, aperto e fortemente urbano.
A sostenere l’iniziativa ci sono anche partner e realtà che hanno lavorato all’organizzazione nei mesi scorsi, tra cui Fondazione Carige, Coop, Cdm Lab, Fondazione Fabrizio De André Ente del Terzo settore, Palazzo Ducale, F.lli Guatti, BOC, Plurale e Bella Press. La produzione tecnica del concerto è affidata a BOC, mentre la comunicazione culturale e sociale è seguita da Plurale. La scelta di piazza Matteotti non è casuale: è uno spazio simbolico, alle porte del centro storico, quindi in una posizione che rafforza l’idea di un evento aperto, popolare e profondamente cittadino.
Dal comunicato emerge con chiarezza anche il significato che la Comunità attribuisce all’iniziativa. Marco Malfatto, presidente di San Benedetto al Porto, lega il ritorno negli spazi pubblici alla volontà di riportare al centro la lotta alle disuguaglianze, l’accoglienza senza pregiudizi e la giustizia sociale. Sul piano organizzativo, Mattia Cominotto, direttore di produzione dell’evento per BOC, sottolinea invece il valore del lavoro costruito con le istituzioni e con il Comune di Genova, spiegando che la line up resta aperta e che la manifestazione potrà ancora arricchirsi di nuovi contributi artistici.
Per Genova, quindi, il 30 maggio non sarà soltanto una data da segnare per chi ama la musica dal vivo. Sarà anche un’occasione per vedere all’opera, in uno dei luoghi più centrali della città, un’idea di cultura come strumento di legame e non di selezione, di incontro e non di barriera. In un tempo in cui l’esclusione è diventata spesso una misura silenziosa della vita urbana, la Comunità di San Benedetto prova a rovesciare il punto di vista e a farlo con il linguaggio più immediato e condiviso che esista: stare insieme in piazza, senza biglietto e senza distanze.
La line up completa e il programma dettagliato saranno pubblicati nei prossimi giorni sul sito sanbenedetto.org.
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