Piazza Don Gallo, l’sos degli abitanti esasperati dalla mini movida del ghetto

Basta un solo locale a tener svegli da mesi gli abitanti dell’ex ghetto ebraico, nel centro storico. I residenti sono esasperati perché la situazione da qualche tempo è peggiorata d’estate, con le finestre, non si chiude occhio. Chi deve andare a lavorare non prende sonno prima delle 3 del mattino, quando va bene e soprattutto nei giorni di festa non c’è un attimo di tregua nemmeno il pomeriggio. Da mesi gli abitanti (che vogliono rimanere anonimi per evitare rappresaglie, anche se puntualmente forniscono a polizia, carabinieri e “municipale” i loro nomi quando chiamano per chiedere aiuto) chiedono l’intervento del Comune e della polizia municipale. Nei mesi scorsi hanno anche presentato una serie di esposti contro il locale che si affaccia su piazza Don Gallo. Nei giorni scorsi, finalmente, sono cominciati i controlli della Pm, chiamata ripetutamente negli ultimi mesi dagli abitanti disperati. Gli agenti sono dovuti intervenire alle 3 nella notte tra sabato e domenica e, di nuovo, ieri pomeriggio. Ma il benefico effetto del loro intervento è durato poco. Il gestore del locale (al quale nel pomeriggio era atata fatta abbassare la musica) non ha rispettato a lungo le raccomandazioni della pm, tanto che alle 9 di sera la piazza e l’intero quartiere erano tornati invivibili a causa della musica ad alto volume. Molti dei clienti del locale, inoltre, escono puntualmente ubriachi e con le loro urla disturbano ulteriormente agli abitanti, fanno pipì ovunque (facile immaginare che odore ci sia in questi giorni di grande caldo) e a volte danneggiano anche vasi e piante.

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(Il momento dell’installazione della lapide nella piazza, fino a quel momento senza nome)

Nei giorni scorsi, a complicare la vita degli abitanti, che devono fare quotidianamente i conti anche con una situazione generale piuttosto difficile, ci si è messo anche un evento che doveva essere dibattito e a metà serata si è trasformato, dicono i residenti, in una discoteca per giovanissimi. Chi nella zona non si limita a lavorarci (come le trans, molte delle quali abitano altrove) racconta la difficoltà di fare i conti ogni notte con il baccano pòtre che, ogni giorno, con microdelinquenza e degrado. Nel quartiere ci sono interi palazzi abitati da stranieri (molti dei quali campano solo grazie al mercatino abusivo di Turati) che vivono in case diroccate, spesso senza acqua nè luce e ci sono i magazzini dei grossisti dei venditori di fiori abusivi. Ma il problema non è questo. In zona, infatti, gravitano diversi spacciatori e personaggi che intimoriscono i residenti. Ad esempio lo straniero che spesso arriva con un cane “da combattimento”, un animale di grande taglia che viene fatto girare libero per la piazza e terrorizza i bimbi che nella rinnovata piazza Don Gallo giocano all’area aperta tra i fiori sistemati nell’area dalla presidente dell’associazione Princesa, Rossella Bianchi.
Gli abitanti chiedono l’intervento delle forze dell’ordine e un maggior controllo su un quartiere che ha cominciato a rinascere grazie al restyling della piazza, ma dove la reale vivibilità è ancora molto distante. Al Comune, invece, chiedono il controllo delle aree dove vengono gettate spazzatura e rifiuti ingombranti e un intervento deciso sul titolare del locale che, nonostante le richieste degli abitanti, insiste a tenere la musica a tutto volume a qualsiasi ora.

11214146_967450646609939_3162849388231786388_nNell’ex ghetto, ogni rumore viene amplificato dall'”effetto canyon” determinato dal fatto che i vicoli sono stretti e i palazzi molto alti. La musica (da discoteca) che già viene diffusa ad altissimo volume, riecheggia fino agli ultimi piani. Nei palazzi abitano tante famiglie, anziani e bimbi che la prepotenza di chi gestisce il locale sostenendo che “deve lavorare” tiene svegli fino a tarda notte ogni giorno. I residenti vorrebbero che il bar i cui gestori non intendono consentire loro di vivere tranquilli venisse chiuso (cosa che le leggi non consentono, se non dopo una serie di sanzioni e deve essere chiesta dal Questore per l’inosservanza del Testo unico di pubblica sicurezza) o, almeno, privato della possibilità di diffondere musica e obbligato a tenere le porte chiuse. La gente chiede, ora, l’intervento del reparto Ambiente della polizia municipale che con le strumentazioni delle quali è dotato (i fonometri) misuri gli schiamazzi che escono dall’unico locale della zona e possano procedere a norma delle leggi sul rumore. Altra richiesta è quella di non autorizzare più eventi musicali nella piazza, limitandone l’utilizzo a iniziative di altro genere che coinvolgano il quartiere, diversamente da quanto è accaduto nel corso delle ultime manifestazioni organizzate.

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