“Riqualificazione e parcheggi”, lo slogan dei “no suq”

Uno “spot” per promuovere la manifestazione di martedì
striscione

Al grido di “riqualificazione e parcheggi” una parte di “anti suq”, oggi, ha messo in scena a Sarzano il contro mercatino delle pulci in versione “resistenza”. Sulle lenzuola profumate di lavanda tirate fuori dall’armadio di casa, hanno esposto qualche oggetto ormai fuori moda, quelli che quando ingombrano troppo i guardaroba si portano in parrocchia “per i poveri”. Così è stato costruito lo “spot”, la promozione della manifestazione indetta in via Garibaldi per martedì prossimo, giorno in cui, a Palazzo Tursi si svolgerà il consiglio comunale. L’obiettivo è ottenere che il mercatino di Turati non venga collocato in corso Quadrio, dove per anni c’è stata un’area di cantiere e che l’amministrazione di Marta Vincenzi aveva promesso proprio ai residenti, ma rimasto occupato fino a un mesetto fa, quindi sgomberato e cintato dall’attuale amministrazione comunale che, in sede di comitato per L’Ordine e la Sicurezza, ha ricevuto dalla Prefettura e dalle forze dell’ordine la richiesta di una sito dove spostare il suq e poterlo controllare meglio. A dire il vero, le operazioni sono già cominciate in questi giorni in via della Mercanzia, dove i venditori abusivi si collocano quando c’è bel tempo. Il risultato delle operazioni condotte dalla polizia di stato e dalla polizia municipale è di una ventina di persone fermate, sette delle quali italiane (sospettate di svolgere l’attività di ricettazione) e le altre nordafricane. Oltre ai problemi di immagine per la città turistica determinati dall’accampamento degli stranieri con le proprie merci proprio davanti all’ingresso del Porto Antico, ci sono, infatti, da risolvere due problemi di sicurezza: il mercato di oggetti rubati (alimentato proprio dai ricettatori italiani che al mercatino vengono a “scegliere”) e lo spaccio di droga. Anzi, un vero e proprio cash & carry delle sostanze stupefacenti. Alcuni centro africani usano, infatti, il mercatino come luogo di appuntamento per la distribuzione della “merce” ai cavalli.
Uno slogan-ossimoro
Lo slogan del Civ Confesercenti di Sarzano, dell’associazione Asset e dell’associazione dei consumatori Assoutenti, però, non richiama alla necessità di riportare la legalità o di intervenire sui fenomeni criminosi per i quali il mercatino viene usato. E nemmeno manifesta la solidarietà alle forze di polizia che intervengono rischiando “in proprio” (la settimana scorsa, due agenti di polizia municipale che hanno tentato di sequestrare la merce a un senegalese sono finiti all’ospedale con sette e dieci giorni di prognosi). Lo slogan, stampato su un grande cartellone firmato dalla Confesercenti, è “riqualificazione e parcheggi”. Insomma, un ossimoro che potrebbe far inorridire qualsiasi ambientalista. L’obiettivo di questa parte dei “no suq” è, in definitiva, evitare lo spostamento in corso Quadrio dei venditori. Lì devono trovare posto posteggi per 38 auto. I commercianti della zona li chiedono a rotazione, per facilitare l’accesso dei clienti, mentre gli abitanti li vorrebbero riservati. Il compromesso sarebbe quello di consentire la sosta a rotazione la mattina e nel primo pomeriggio e, dalle 17, ammettere solo i veicoli dei residenti, quegli stessi veicoli che oggi deturpano piazza Sarzano che doveva diventare isola pedonale e, invece, oggi è un parcheggio. “E pensare che la maggior parte di chi posteggia qui l’auto – diceva, ieri pomeriggio, un residente della zona, incuriosito dalla manifestazione dei “no suq” – ha ottenuto posteggi a prezzo agevolato nel posteggio di Mura della Marina, che, invece, resta quasi sempre vuoto o è occupato da mezzi delle persone alle quali vengono subaffittati gli spazi”.
Le varie anime dei “no suq”
Insomma, non proprio tutti sono d’accordo con la presa di posizione dei “no suq” che martedì manifesteranno sotto palazzo Tursi. Lo si è notato anche all’assemblea aperta a tutti i comitati del centro storico che si è svolta qualche giorno fa nel chiostro di Santa Maria di Castello, alla quale si sono alternati interventi al limite del razzismo e posizioni più equilibrate, anche se pesantemente segnate dall’esasperazione dei cittadini per una serie di disagi non solo legati al mercatino, ma ai più disparati problemi della zona, dalla movida alla scarsa pulizia. C’è chi chiede di cancellare il mercatino dalla faccia della città e chi, invece, in perfetto stile “not in my garden”, vuole semplicemente che non venga trasportato nella propria zona. C’è, poi, chi si rende conto che un mercato ripulito dalle attività criminose e gestito in forma commerciale (come prevede il regolamento comunale), quindi onerosa per i venditori che hanno i documenti in regola e la licenza di commercio ambulante, potrebbe essere la soluzione migliore per tutti. Tanto che il presidente di Assest, Giancarlo Bertini, ha invitato le associazioni degli stranieri a lavorare insieme per cercare una soluzione: “Non abbiamo nulla contro gli stranieri – ha detto -. Vogliamo che sia fatto tutto nel rispetto della legalità e della convivenza. La soluzione esiste, ma non è mai stata cercata,  siamo convinti che insieme si troverà”.
Le proposte
Per molti, comunque, il problema sta proprio nella collocazione del mercatino delle pulci. C’è chi lo vorrebbe sotto i piloni della Sopraelevata, di fronte a via Turati, nel posteggio un tempo riservato agli abitanti e oggi gestito dalla Porto Antico, una soluzione che permetterebbe di spostare i venditori dall’uscita della stazione della metropolitana e dall’area vicino all’accesso principale del Porto Antico e a Palazzo San Giorgio dove, oggettivamente, anche al netto delle attività criminose che vi si svolgono, è un brutto biglietto da visita per la città turistica. La Comunità egiziana, insieme all’associazione “Italia Colorata”, ha presentato a Tursi e al Prefetto la richiesta di collocare il mercatino in via Mura degli Zingari e di organizzarlo con banchi ordinati gestiti da una cooperativa, ma non ha mai ricevuto alcuna risposta.
Il suq e il consenso elettorale e associativo
Certo è che, a una settimana dalle elezioni, il “problema mercatino” viene usato in campagna elettorale come una mazza. L’arma della xenofobia viene utilizzata dai partiti che ne fanno da sempre una bandiera, ma in questi giorni non c’è stato schieramento che non abbia usato slogan “no suq” come strumento per acquisire il consenso. Ultimamente si sono levate voci di candidati che hanno avuto importanti incarichi di governo e che mai si erano sentiti fiatare sull’argomento sebbene il suq abbia radici molto lontane nel tempo e che cinque anni fa fosse più o meno come è adesso, anche se è innegabile che negli ultimi tempi i venditori siano aumentati e arrivino anche da altre città, come Torino. In consiglio comunale si è incredibilmente sentito un ex assessore Pd arringare il pubblico arrivato per protestare contro il suq come se il problema non fosse esistito quando era in giunta, senza che tenesse conto del fatto che la “sua” amministrazione non ha nè risolto nè contenuto il fenomeno. Il mercatino viene usato in consiglio comunale come clava contro la giunta Doria anche da chi, qualche anno fa, non è riuscito a risolvere il problema. Certo è che dobbiamo aspettarci una settimana densa di siparietti e passerelle elettorali che avranno come soggetto proprio il suq. Solo tra una settimana le acque si quieteranno e si potrà arrivare, molto probabilmente, a una soluzione che tenga conto della situazione reale, sulla quale stanno lavorando, insieme a Tursi, la Prefettura e le forze di polizia. Il Suq sta anche involontariamente procurando un bel numero di iscrizioni ad Assoutenti, che milita nell’ala “no Suq”-centro storico est. Alle varie manifestazioni, infatti, si raccolgono firme contro il mercatino che finiscono in calce al modulo di iscrizione dell’associazione e chi firma versa un euro a titolo, appunto, di iscrizione.
Iscrizioni
(Cliccate sull’immagine per ingrandirla e leggere il modulo)
In realtà l’idea di denunciare il Comune nel caso in cui agevolasse gli stranieri senza licenza di commercio rispetto agli ambulanti regolari è stata del dirigente Ascom Alessandro Cavo che leggittimamente si è schierato da subito a difesa della categoria che rappresenta. Assoutenti l’ha fatta propria e la rilancia ribaltandola, però, sui cittadini. Non a caso, il secondo slogan degli striscioni “no suq” di Confesercenti è “la legge è uguale per tutti”. Il terzo, stampato su un enorme striscione verticale riciclato da vecchie proteste (gli striscioni costano), è “Noi non ci stiamo”, una contestazione “per tutte le stagioni” (nella foto in alto). Già in passato c’è stata polemica tra le associazioni dei consumatori per l’abitudine di Assoutenti di acquisire associati “cavalcando” le problematiche cittadine e con quote di valore irrisorio. Il peso di ogni associazione “consumerista” serve a determinare i contributi pubblici che otterrà e il “peso” per ottenere il posto che spetta di diritto proprio ai consumatori nel consiglio della Camera di Commercio.

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