Costi della Politica, il taglio della Paita per fare dimenticare “il cattivo esempio”

Silvio Berlusconi, anni fa, firmò sotto le telecamere di Porta a Porta, davanti a un compiaciuto Bruno Vespa, il “Patto con gli Italiani” in cui si impegnava a portare a termine una serie di impegni entro i primi 100 giorni nel caso in cui, come puoi fu, fosse stato eletto. Ieri, Raffaella Paita, candidata Pd alla presidenza della Regione, per l’accordo pre elettorale con i liguri si è data tempi più stretti, solo 30 giorni, per tagliare le spese relative alla gestione dell’assemblea di via Fieschi. Insieme ad alcuni candidati della lista e del listino, ha firmato nel suo point al Porto Antico il “Patto per la riduzione dei costi della politica”.
overvalued-euroTre i punti programmatici: “I compensi dei consiglieri saranno ridotti ed equiparati a quello del sindaco di Genova”; “Azzeramento delle spese di funzionamento dei gruppi “(salvo quelle per i dipedenti) per “chiudere per sempre il capitolo spese pazze”; “Abolizione del listino e introduzione della doppia preferenza di genere” (chi vota una donna e vuole esprimere una seconda preferenza deve scegliere un uomo e viceversa). Insomma, coi venti di antipolitica forcaiola che soffiano (non senza ragione, per altro, se saranno provate le accuse a moltissimi consiglieri del mandato in conclusione), Paita ha deciso di giocare il jolly. La parola d’ordine è “sobrietà”, ripetuta in conferenza stampa più di una volta, quasi come un mantra utile ad allontanare anche il pensiero della brutta vicenda. C’è di più: niente più rimborsi-spese forfettari, ha promesso Paita, ma solo dietro presentazione di scontrini di benzina e dei pesaggi autostradali, per evitare che nella prossima legislatura la collettività si trovi a pagare cifre ingiustificatamente alte a causa di quegli eletti residenti (almeno legalmente) più o meno ai confini di Orione. Il rimborso, fino ad oggi, è stato legato alla distanza chilometrica tra l’indirizzo registrato all’anagrafe e il palazzo dell’ente. Paita vorrebbe, invece, che venissero rimborsate solo le spese vive. Si dice che il precedente sistema consentisse ad alcuni consiglieri di incassare tra i 3.500 e i 5.000 euro in più rispetto allo stipendio mensile non esattamente da busta paga di precario. Leggende metropolitane, forse, ma c’è chi è pronto a giurare che non proprio tutti vivessero realmente dove avevano residenza e spendessero, quindi, davvero quelle cifre (per altro, perfettamente legali perché garantite dal regolamento vigente). Col metodo “rimborsi a piè di lista”, non dovrebbe più nascere nemmeno il sospetto che qualcuno possa incassare quantità enormi di denaro pubblico ottenendo quotidiane diarie calibrate su e decine di chilometri da percorrere avanti e indietro a fronte di tragitti reali ben più limitati, magari addirittura con destinazioni nei confini del capoluogo.
Si parla del 17% in meno, pari a circa 1.500 euro per ogni consigliere. , insomma, di quelle spese non ortodosse messe in conto alla collettività delle quali sono accusati diversi ex consiglieri. Di quegli acquisti di assorbenti e mutande o di quei conti dell’estetista che hanno sottratto, ad esempio, risorse all’assistenza sanitaria. .
Infine, Paita ha lanciato agli altri candidati presidenti e alle loro liste “un invito che non si può rifiutare”, pena l’esposizione al pubblico ludibrio: ha concluso.
A firmare, ieri, c’erano anche i due candidati dal listino che provengono dalla società civile: Enrico Giuseppe Costa, attuale presidente del Ceis fondato dalla madre Bianca, e Ilaria Mussini, dirigente di Ascom Confcommercio, cioè rappresentante di una categoria da sempre estremamente critica rispetto alle “spese della politica”, in particolare a fronte dell’aumento della tassazione per le imprese. “È sicuramente un primo atto che va nella direzione di quanto richiesto da quella società civile che ho accettato di rappresentare nel listino – ha detto Mussini -, la direzione che i liguri hanno diritto di veder imboccata e la politica ha il dovere di imboccare. La firma del patto è un primo passo verso quello che spero sia un percorso per ricondurre questa politica che per troppo tempo è stata un privilegio al ruolo che le proprio, cioè quello di servizio ai cittadini per i quali non deve essere un ostacolo, ma un aiuto”.

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