Emanuele Luzzati e Genova, un legame che ha trasformato la città: in mostra oltre cento opere

Da giovedì 29 ottobre Casa Luzzati racconta il rapporto tra l’artista e il paesaggio urbano genovese, tra teatro, arti applicate e spazi pubblici. L’esposizione, a ingresso gratuito, è visitabile a Palazzo Ducale fino al 10 gennaio

Una mostra per rileggere la città
Genova attraverso gli occhi e il lavoro di Emanuele Luzzati: apre giovedì 29 ottobre alle 18 a Casa Luzzati, negli spazi di Palazzo Ducale, la mostra Luzzati Genova Mai Uguale. Curata da Francesca Parodi e Antonio Crugliano, l’esposizione ricostruisce il rapporto tra l’artista e la città, mettendo in luce il contributo delle sue opere alla trasformazione del paesaggio urbano e della vita culturale genovese.

Il percorso riunisce bozzetti, figurini, illustrazioni, manifesti e più di cento opere originali, molte delle quali inedite. Non è soltanto una retrospettiva: l’intento è mostrare come il lavoro di Luzzati abbia portato l’arte fuori dai luoghi tradizionalmente deputati alla cultura, intrecciandola con gli spazi, gli edifici e le attività della città.


Dal teatro agli spazi pubblici
La mostra segue il filo che unisce la vicenda artistica di Luzzati alla storia di Genova, dalla rinascita del dopoguerra alle esperienze teatrali più innovative. Il suo lavoro ha attraversato linguaggi e ambiti diversi: il teatro, la grafica, le arti applicate e il rapporto con l’industria, contribuendo a costruire collaborazioni e occasioni culturali.
Tra i luoghi evocati nel percorso ci sono la Borsa di Arlecchino, il Teatro della Tosse e la Galleria del Deposito, nata a Boccadasse su iniziativa di Eugenio Carmi. Quest’ultima promosse i multipli d’artista, opere prodotte in più esemplari per rendere l’arte contemporanea più accessibile. La mostra racconta così anche una stagione in cui la sperimentazione artistica si intrecciò con la vita quotidiana e con la trasformazione degli spazi urbani.
Il porto di ieri e quello di oggi
Accanto alle opere di Luzzati, l’esposizione ospita una mostra di Raymond Verdaguer, artista cosmopolita che lavora tra New York e Parigi. Le sue incisioni raffigurano navi, banchine, gru e container: immagini del porto contemporaneo che entrano in dialogo con l’immaginario navale di Luzzati e con una componente centrale dell’identità genovese.
Il confronto tra i due artisti accompagna il visitatore dal porto raccontato da Luzzati a quello di oggi. Il paesaggio portuale diventa così uno dei fili che collegano passato e presente, arte e trasformazioni della città.
Una casa studio da ascoltare
Il percorso si estende idealmente anche alla storica casa studio di Luzzati in via Caffaro 8A, luogo di incontro per generazioni di artisti e intellettuali. Un’installazione interattiva permetterà di ascoltare storie e ricordi della vita culturale genovese attraverso telefoni a disco: sollevando la cornetta, il pubblico potrà incontrare alcuni dei protagonisti di quella stagione, interpretati dalle voci di attori.
Il progetto è stato ideato da Sergio Noberini e realizzato anche con la collaborazione dell’Istituto Majorana-Giorgi di Genova. L’esperienza recupera un oggetto e un gesto familiari per costruire un racconto sonoro della città, mettendo in relazione la memoria con un modo diretto e partecipato di esplorare la mostra.
L’iniziativa della Fondazione
L’esposizione è promossa dalla Lele Luzzati Foundation ETS e si inserisce nel programma culturale di Casa Luzzati, centro di produzione ospitato a Palazzo Ducale e dedicato alla valorizzazione dell’opera del maestro. La Fondazione, costituita nel 2017 da Sergio Noberini, custodisce l’Archivio Emanuele Luzzati, che comprende oltre 3.000 opere originali tra disegni, bozzetti, dipinti, materiali scenografici, modelli teatrali, documenti e fotografie.
La mostra sarà visitabile fino al 10 gennaio 2027, con ingresso gratuito a Casa Luzzati, nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale. Gli orari indicati sono giovedì e venerdì dalle 15 alle 19, sabato e domenica dalle 10 alle 19
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