diritti e sociale 

Arriverà nella notte tra venerdì e sabato la “Life Support” indirizzata a Genova con 113 persone soccorse in mare. A bordo anche due donne incinte e 36 minori non accompagnati

A bordo della nave di Emergency ci sono 36 minori non accompagnati e due donne incinte. Il Comune non decide dove far sbarcare la nave: la gestione dell’approdo compete alle autorità statali, ma all’amministrazione comunale toccherà l’eventuale presa in carico riguarda i minori sotto i 14 anni e le donne incinte che saranno eventualmente destinati alla città

È attesa a Genova nella notte tra venerdì e sabato la Life Support, nave di ricerca e soccorso di EMERGENCY con 113 persone salvate nel Mediterraneo centrale. Tra loro ci sono nove donne, due delle quali incinte, un bambino e 36 minori stranieri non accompagnati.

Il numero delle persone a bordo è stato comunicato da EMERGENCY dopo due distinti interventi: 73 erano su un’imbarcazione in legno in difficoltà nella zona di ricerca e soccorso maltese; altre 40 viaggiavano su un gommone nell’area libica. Alle autorità italiane è stato assegnato il porto di Genova, distante circa 680 miglia nautiche dai luoghi dei soccorsi.

La scelta del porto spetta alle autorità statali

Il porto di sbarco non è stato scelto dal Comune di Genova. Il coordinamento dei soccorsi in mare fa capo alle autorità statali: quando è l’Italia a coordinare l’intervento, il riferimento è il Centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo della Guardia costiera, con sede a Roma. L’assegnazione del porto sicuro coinvolge anche il Ministero dell’Interno, in cooperazione con le autorità marittime.

Lo scalo non deve coincidere necessariamente con quello geograficamente più vicino al punto del salvataggio. Una sentenza del Consiglio di Stato ha riconosciuto la competenza del Ministero dell’Interno nell’assegnazione, chiarendo che la valutazione può considerare diversi elementi: il numero delle persone soccorse, le loro condizioni di salute, la presenza di minori o di altre persone vulnerabili e le necessità legate alla successiva accoglienza.

L’accoglienza degli adulti e dei minori

Per il Comune la questione riguarda l’eventuale arrivo sul territorio di minori non accompagnati sotto i 14 anni e donne incinte che, dopo lo sbarco e la valutazione delle singole situazioni, vengano assegnati a Genova. Gli adulti e gliover 14 sono inseriti nel sistema nazionale di accoglienza, attraverso strutture come i Centri di accoglienza straordinaria; l’accoglienza dei minori eventualmente affidati alla città ricade invece sull’amministrazione comunale.

Al momento non è noto quanti dei 36 ragazzi a bordo saranno destinati a Genova.

I dati su Genova

Il dato più recente reso pubblico dal Comune risale a marzo 2026: erano 381 i minori stranieri non accompagnati presi in carico, circa uno ogni 1.500 residenti. Nel corso del 2025, invece, 753 minori erano transitati nel sistema cittadino.

Un quadro ulteriore è offerto dal 31° Rapporto sulle migrazioni, presentato dalla Fondazione ISMU (ente indipendente di ricerca scientifica che studia le migrazioni e i percorsi d’integrazione) nel febbraio 2026 e basato sui dati del 2025 della Direzione generale dell’Immigrazione del Ministero del Lavoro. Alla rilevazione Genova contava 485 minori non accompagnati in accoglienza. Rapportati agli circa 819 mila abitanti della Città metropolitana, equivalgono a circa 59 ogni 100 mila residenti: il quarto tasso più alto tra le città metropolitane, dopo Messina, Catania e Reggio Calabria.

Il valore assoluto è inferiore a quello di Milano, Catania e Roma, ma il rapporto con la popolazione colloca Genova sopra diverse altre grandi aree urbane, tra cui Milano, Firenze, Bologna, Torino e Roma.

La navigazione verso Genova

La Life Support sta raggiungendo il porto assegnato dalle autorità italiane. EMERGENCY ha riferito che la nave resterà operativa durante il tragitto, pronta a intervenire in caso di altre imbarcazioni in difficoltà. Le modalità dello sbarco e l’eventuale distribuzione delle persone accolte saranno definite dalle autorità competenti. Al Comune spetterà seguire i minori che saranno effettivamente destinati alla città.


Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali

Related posts