Cultura 

Loggia dei Banchi, svolta sul progetto: reperti custoditi e spazio culturale aperto alla città

La nuova proposta, accolta positivamente dalla Soprintendenza, prevede di rendere nuovamente fruibile gran parte della Loggia e di conservare una porzione degli scavi a vista. Il progetto non è ancora definitivo e a novembre è attesa una decisione sui fondi residui

La Loggia dei Banchi potrebbe tornare a essere una piazza coperta nel cuore del centro storico: uno spazio attraversabile e aperto, capace di ospitare incontri, conferenze, presentazioni, teatro e musica, senza cancellare le testimonianze archeologiche nascoste sotto il pavimento. È il nuovo indirizzo progettuale presentato lunedì 19 ottobre alle Commissioni consiliari IV, V e VI, riunite per discutere il futuro dell’edificio. La Soprintendenza e la Compagnia di San Paolo hanno dato un riscontro positivo alla proposta, che punta a superare lo stallo seguito alla scoperta degli scavi. Non si tratta però ancora di un progetto definitivo.

L’ipotesi è stata illustrata dagli assessori ai Lavori pubblici Massimo Ferrante e alla Cultura Giacomo Montanari, durante la seduta coordinata dalla consigliera Donatella Alfonso. Il precedente piano, che prevedeva la realizzazione del Museo della Città, si era fermato di fronte alla necessità di tutelare i reperti. La nuova soluzione prova a tenere insieme le due esigenze: conservare le stratificazioni storiche e restituire alla città un luogo utilizzabile, con una regia pubblica e una programmazione culturale costruita insieme alle associazioni e alle realtà del territorio.

Secondo l’indirizzo presentato, circa il 90 per cento dell’area di scavo sarebbe coperto e nuovamente calpestabile, ma resterebbe accessibile per le verifiche e le ispezioni archeologiche. Una parte dei ritrovamenti rimarrebbe invece visibile al pubblico, con attenzione particolare alla bottega dell’orefice e alle cantine storiche. Il progetto prevede anche una struttura a gradoni, pensata come platea per assemblee, conferenze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali e iniziative musicali. Una porzione della superficie sarebbe destinata all’accoglienza e all’incontro, per rafforzare il collegamento tra Porto Antico, centro storico e sistema museale.

La Loggia ha una storia strettamente legata alle attività economiche che hanno modellato Genova. Piazza Banchi, già in epoca medievale, era uno dei principali punti d’accesso alla città dal mare e un luogo di scambi, con banchieri, cambiavalute e notai. La Loggia dei Mercanti fu costruita tra il 1589 e il 1595 per offrire agli operatori una sede coperta; il progetto architettonico è legato ad Andrea Ceresola, detto il Vannone, con il coinvolgimento anche di Cantone e Ponsello. Nel 1855 l’edificio ospitò la prima Borsa Merci d’Italia; perse poi la sua funzione finanziaria con lo spostamento delle contrattazioni nel nuovo Palazzo della Borsa di piazza De Ferrari. Dopo anni di abbandono e vari usi espositivi, dal 2011 ha accolto l’Urban Center comunale.

Sotto la pavimentazione cinquecentesca sono riemersi edifici, botteghe e magazzini del quartiere medievale degli Usodimare, separati da un vicolo e da un canale di scarico. Le strutture più antiche risalgono al XII e XIII secolo e raccontano un’area in cui si intrecciavano attività commerciali e artigianali: tra i ritrovamenti figurano una bottega di orefice e argentiere e depositi per le merci. Gli scavi, avviati nel 2021 durante i lavori per il Museo della Città, hanno interessato quasi il 60 per cento della superficie della Loggia.

Massimo Ferrante ha spiegato che il lavoro degli uffici comunali e il confronto con la Soprintendenza hanno permesso di individuare una strada per uscire dalla situazione di blocco. Giacomo Montanari ha insistito sulla funzione pubblica della Loggia: non un semplice spazio da affidare in gestione, ma un luogo culturale da progettare con il coinvolgimento del Comune, del Municipio, delle associazioni e degli operatori del territorio. L’obiettivo è riportare l’edificio alla sua natura di spazio d’incontro e di passaggio, mantenendo leggibile la sua storia.

Sul piano economico, la Compagnia di San Paolo aveva destinato al precedente progetto un contributo complessivo di 1,5 milioni di euro. Circa 400 mila sono già stati impiegati per la progettazione; la disponibilità dei restanti 1,1 milioni sarà sottoposta a una decisione prevista a novembre. L’intervento è inserito nella programmazione triennale delle opere pubbliche per il 2027. L’amministrazione punta a procedere per lotti funzionali: prima la messa in sicurezza, il consolidamento e la tutela dei reperti, poi la realizzazione delle pedane e delle strutture necessarie per rendere pienamente fruibile la Loggia.


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