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«Alle famiglie interessa la spesa, non le primarie»: Silvia Salis scuote il centrosinistra da Fabio Fazio

Nella prima puntata di “Che tempo che fa”, la sindaca di Genova parla di leadership, costo della vita e unità della coalizione. Difende l’ipotesi di rifornire Cornigliano con materie prime acquistate sul mercato, annuncia che sarà in manifestazione e torna sul mancato invito al palco del Salone Nautico

«Le primarie sono evidentemente divisive. E credo che al popolo progressista non interessi nulla delle primarie». Silvia Salis sceglie una frase netta per intervenire nel dibattito sulla guida del centrosinistra. Ospite di Fabio Fazio nella prima puntata della nuova stagione di “Che tempo che fa”, la sindaca di Genova respinge l’idea di una propria candidatura alla guida della coalizione, ma rivendica per i sindaci un ruolo nella prossima campagna elettorale. In studio affronta anche il futuro dello stabilimento di Cornigliano, la vicenda del Salone Nautico e alcuni passaggi della propria storia personale. La puntata ha segnato il debutto della 24ª stagione del programma sul Nove.

Il confronto politico parte dalla proposta di Giuseppe Conte di individuare un nome terzo, un federatore, al posto delle primarie. Fabio Fazio chiede alla sindaca se accetterebbe quell’incarico, qualora le venisse proposto. «No, io faccio la sindaca di Genova e nessuno me l’ha chiesto», risponde Silvia Salis. E precisa: «In questo momento no. Non vedo le condizioni».

A suo giudizio, il lungo confronto sulle candidature rischia di aver spostato l’attenzione dal punto centrale: il programma da sottoporre agli elettori. «Ci siamo arrovellati su una discussione che già mesi fa sembrava ridondante», afferma, criticando la trasformazione del confronto politico in una competizione interna. Il rischio, avverte, è allontanare un elettorato che si era riavvicinato alla partecipazione: «È un peccato perché sfiduciamo un elettorato che dopo il referendum era, come si dice in modo informale, gasatissimo».

La sindaca lega la discussione sulle primarie alle difficoltà concrete delle famiglie. Mentre i partiti discutono di regole e leadership, sostiene, molte persone fanno i conti con il costo della vita: «Le famiglie italiane cominciano a rateizzare la spesa settimanale». Per Salis, questo dovrebbe essere un tema più urgente della gara per la guida del centrosinistra. La sua proposta è rimettere al centro le priorità del Paese e costruire una piattaforma politica condivisa prima di decidere chi dovrà rappresentarla.

La sindaca non esclude però che gli amministratori locali possano sostenere la coalizione. «Come sindaco si può fare campagna elettorale per i partiti che ti sostengono», dice, spiegando che i primi cittadini possono portare nella competizione nazionale l’esperienza maturata sul territorio. La prossimità ai problemi quotidiani, osserva, può contribuire a ricostruire fiducia: «I sindaci rappresentano sul territorio anche le istanze della politica nazionale». Per la sindaca, sono «carte importanti» per il centrosinistra, perché possono parlare a cittadini che non sempre si riconoscono nei partiti o hanno smesso di votare.

Sul profilo della coalizione, la prima cittadina genovese si definisce progressista e invita a non sovrapporre questa identità a quella moderata. «Si sta confondendo “moderato” con “progressista”, che non è la stessa cosa», afferma. La sfida, secondo lei, è trovare una leadership capace di sostenere temi di sinistra senza rinunciare al dialogo con gli altri mondi del Paese. «È importante trovare un leader progressista che non abbia paura a dire e fare cose di sinistra, ma che poi sappia dialogare con tutti», spiega. E aggiunge che il centrosinistra può vincere sia al centro sia a sinistra, a condizione di presentarsi unito.

Dalla politica nazionale si passa alla crisi dell’ex Ilva, con l’attenzione rivolta alla possibile fermata di Cornigliano. Silvia Salis indica una soluzione per mantenere in attività gli impianti genovesi: procurare sul mercato internazionale la materia prima che non arriverebbe più da Taranto. «Basta mettere le risorse su questa azione: non solo si può fare, è il mercato che lo chiede», sostiene, riferendosi alla possibilità di acquistare semilavorati da destinare alle lavorazioni dello stabilimento ligure. La sindaca ha annunciato che lunedì mattina (domani, 11 ottobre) sarà con i lavoratori.

Un altro passaggio riguarda l’inaugurazione del Salone Nautico, alla quale la sindaca non era stata invitata sul palco durante la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Fabio Fazio le chiede se creda davvero a una dimenticanza. Salis esclude che la responsabilità sia della premier e definisce l’episodio «un incidente che archiviamo come incidente». Aggiunge che una figura «così preparata e comunicativamente pronta» come Meloni non avrebbe compiuto deliberatamente una scelta del genere, giudicandola un autogol comunicativo. Alla domanda del conduttore su chi abbia ideato l’organizzazione dell’evento, la sindaca non risponde con un nome. In precedenza fonti di Palazzo Chigi avevano fatto sapere che la premier era rimasta sorpresa e dispiaciuta per l’assenza della sindaca sul palco.

L’intervista ha avuto anche una dimensione più personale, legata al libro “È già domani”, in uscita il 13 ottobre. Silvia Salis ricorda il padre, operaio, sindacalista e iscritto al Partito Comunista, che aveva attraversato i cambiamenti della sinistra con una partecipazione spesso critica. Nel raccontare un episodio della propria giovinezza, la sindaca torna a quando, appena patentata, rimase senza benzina con l’auto ferma in strada. Il padre arrivò con una tanica, la aiutò e poi le disse: «Silvia, tu sei la figlia di un operaio, non ti puoi permettere di essere una cretina nella vita, non ne abbiamo le possibilità. Quindi ti devi svegliare». Un richiamo severo, che la sindaca descrive come un insegnamento di responsabilità e consapevolezza delle proprie possibilità.

Tra i temi affrontati c’è infine la presenza di bambini stranieri nelle scuole. Per la sindaca, non vanno spostati da un istituto all’altro come se fossero un problema da distribuire. «La soluzione non è dividere i bambini, ma sostenere gli insegnanti», afferma, indicando nei mediatori linguistici e culturali uno degli strumenti per accompagnare le classi. «Non si può considerare un bambino come un problema», conclude.

Dalla scuola alla fabbrica, fino al confronto sulle primarie, il filo che Silvia Salis prova a tenere insieme è quello delle ricadute concrete della politica. Il suo messaggio al centrosinistra è di spostare il dibattito dalle candidature ai contenuti; a Genova, intanto, la richiesta resta quella di trovare una via per non fermare Cornigliano.


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