Ex Ilva, Cornigliano verso lo stop: Salis chiede al Governo di garantire la produzione

La sindaca scrive al ministro Urso e ai commissari: «Si acquisti materiale sul mercato». Alla vigilia della mobilitazione, la Fim Cisl Liguria chiede alle istituzioni di fare fronte comune. Domani la manifestazione e il rischio paralisi per la viabilità cittadina

La prospettiva di una fermata dello stabilimento di Cornigliano preoccupa il Comune e i sindacati. La sindaca Silvia Salis ha scritto al ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso e ai commissari straordinari di Acciaierie d’Italia chiedendo di individuare subito le soluzioni necessarie a mantenere attiva la fabbrica genovese.

Nella lettera, Silvia Salis definisce inaccettabile la sospensione delle attività e ricorda il ruolo di Cornigliano nella filiera siderurgica: nello stabilimento si svolgono lavorazioni a freddo e di zincatura, sostenute da competenze che, secondo la sindaca, rappresentano un patrimonio industriale strategico. Il fermo, aggiunge, avrebbe conseguenze per i lavoratori, le famiglie e l’economia del territorio.
La proposta avanzata al Governo e alla struttura commissariale è di valutare l’acquisto sul mercato di semilavorati, come coils e bramme, da destinare agli impianti genovesi. Un’ipotesi già sostenuta dalla rappresentanza sindacale unitaria e che, secondo la sindaca, potrebbe consentire di proseguire la produzione e limitare il ricorso agli ammortizzatori sociali. Silvia Salis ha inoltre chiesto un incontro urgente e la creazione di un tavolo permanente con istituzioni e vertici aziendali.
L’appello arriva alla vigilia dell’assemblea dei lavoratori convocata per domani mattina, alla quale la sindaca ha annunciato che porterà la solidarietà della città. Nel pomeriggio anche il segretario generale della Fim Cisl Liguria, Christian Venzano, ha invitato le istituzioni e i parlamentari liguri a partecipare alla mobilitazione.
«Lo stabilimento di Cornigliano non può essere lasciato solo e il futuro dei lavoratori non può diventare una questione di parte», ha dichiarato Christian Venzano, chiedendo una risposta unitaria che metta al centro occupazione e produzione. Per il sindacalista, la vertenza riguarda l’intera città e richiede una presenza concreta delle istituzioni.
La richiesta di fondo è che la fermata temporanea annunciata dall’azienda non si traduca in un’interruzione prolungata delle attività. Per il sito genovese, il nodo è trovare in tempi rapidi materia prima e condizioni operative che permettano di continuare a lavorare mentre resta aperto il confronto sul futuro del gruppo.
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