Oggi a Genova 

Ericsson, lavoratori in corteo contro i 131 esuberi. Slc Cgil: «Sono famiglie, non soltanto numeri»

Manifestazione questa mattina tra via Melen e via dell’Acciaio, dopo l’assemblea dei dipendenti. Sonia Montaldo: «Cercheremo in tutti i modi di sollecitare l’attenzione delle istituzioni locali e anche del governo». Domani il passaggio in Consiglio regionale, mercoledì l’incontro con la sindaca Silvia Salis

La vertenza Ericsson è scesa in strada questa mattina. Dopo l’assemblea, i lavoratori hanno organizzato un presidio e un corteo contro i 131 esuberi annunciati dalla multinazionale delle telecomunicazioni. La manifestazione ha interessato via Melen e via dell’Acciaio dalle 10.40 e si è conclusa alle 12:00. Al centro della protesta c’è il futuro di una parte consistente dell’organico genovese e delle attività di ricerca e sviluppo presenti sul territorio.

«La situazione è molto preoccupante, i lavoratori al momento in forza sono circa 310, 131 esuberi significa il 40% della forza lavoro», spiega Sonia Montaldo, segretaria generale del Sindacato lavoratori della comunicazione della Cgil di Genova. Rapportati all’organico indicato, gli esuberi riguardano oltre quattro dipendenti su dieci.

Una dimensione che, nelle parole della rappresentante sindacale, va letta soprattutto attraverso le conseguenze sulle persone. «Abbiamo fatto un’assemblea e poi siamo scesi per fare un presidio e un piccolo corteo proprio per cercare di esprimere la rabbia, il malessere, la grande preoccupazione che provano questi lavoratori, dietro a cui ovviamente ci sono delle famiglie, perché 131 famiglie sono, non solo 131 esuberi».

La procedura di licenziamento collettivo coinvolge 56 impiegati, 64 quadri e 11 dirigenti. Sono professionalità legate a un settore ad alta specializzazione, nel quale il lavoro comprende lo sviluppo di tecnologie, apparati, software e infrastrutture di rete. Il ridimensionamento prospettato investe quindi anche un patrimonio di competenze costruito nel polo tecnologico genovese.

«Si tratta di 131 lavoratori di due reparti che si occupano prevalentemente di ricerca e sviluppo – precisa Sonia Montaldo – Ericsson si occupa di trasformazione delle tecnologie, infrastrutture di rete, apparati, software».

Nel piano comunicato ai dipendenti, la società colloca l’intervento all’interno di una revisione più ampia dell’organizzazione e delle attività del gruppo. Per il sito di Genova è prevista entro fine anno la dismissione dell’unità dedicata all’ottica e delle funzioni dell’area reti. Altre attività di ricerca e sviluppo sono interessate da una riorganizzazione nell’ambito del programma globale di efficienza della struttura che si occupa della gestione delle reti.

Il timore sindacale è che alla riduzione dell’occupazione corrisponda uno spostamento delle attività fuori dall’Italia. Montaldo lo presenta come una valutazione maturata sulla base delle informazioni finora disponibili: «Da quello che abbiamo potuto capire il mercato italiano è in contrazione, non lo ritengono competitivo e quindi probabilmente porteranno il lavoro all’estero». Una prospettiva temuta dai rappresentanti dei lavoratori, che non equivale all’indicazione di una destinazione già comunicata per le attività genovesi.

Dopo la mobilitazione di questa mattina, la vertenza si sposta nelle sedi istituzionali. «Andiamo domani in Consiglio regionale e mercoledì ci ha convocato la sindaca di Genova per un incontro a Palazzo Tursi», annuncia la segretaria SLC Cgil. Il calendario prevede dunque il passaggio in Regione martedì 15 settembre e il confronto con la sindaca Silvia Salis mercoledì 16.

L’obiettivo dei sindacati è ottenere un intervento che sostenga il confronto con l’azienda e la ricerca di alternative ai licenziamenti. Una richiesta che chiama in causa anche il rapporto fra investimenti pubblici, presenza industriale e tutela dell’occupazione.

«Cercheremo in tutti i modi di sollecitare l’attenzione delle istituzioni locali e anche del governo perché comunque l’azienda ha ricevuto contributi pubblici nel corso degli anni e nonostante questo continua a licenziare», afferma Sonia Montaldo.

La contestazione riguarda quindi sia l’impatto immediato dei 131 esuberi sia le prospettive della presenza Ericsson a Genova. Per i lavoratori, gli incontri dei prossimi giorni dovranno aprire uno spazio concreto di trattativa sul mantenimento dei posti e delle competenze, prima che il ridimensionamento annunciato diventi definitivo.


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