Facce de Zena 

Cento anni di “Arman”, Genova abbraccia Sergio Lucattini: gli auguri di “Giotto, Gad Lerner e Salis

Alla festa di Bolzaneto anche il riconoscimento del Municipio Valpolcevera. La sindaca ha ringraziato il partigiano per la sua testimonianza, ricordando la responsabilità di trasmettere la memoria della Resistenza

Cento anni e una storia che continua a parlare alla città. Sergio Lucattini, nome di battaglia “Arman”, ha festeggiato il suo centesimo compleanno l’11 settembre alla Casa della Cultura “Edoardo Sanguineti“, in via Pasquale Pastorino 8, a Bolzaneto. Attorno a lui si sono raccolti gli auguri delle associazioni della Resistenza, delle istituzioni e di chi condivide l’impegno a conservare le testimonianze della Liberazione.

L’appuntamento, cominciato alle 16, è stato organizzato dallo staff di “Noi Partigiani” (presente Loris Viari), in collaborazione con il Municipio 5 Valpolcevera, la Casa della Resistenza in Valpolcevera (rappresentata da Gianni Crivello) e le sezioni territoriali dell’Anpi.

Per l’occasione la sindaca Silvia Salis ha inviato una lettera, rivolgendo a Sergio Lucattini gli auguri personali e dell’amministrazione comunale. Un messaggio che, oltre a celebrare il traguardo anagrafico, si sofferma sul significato della sua esperienza.

«Desidero ringraziarLa per ciò che la Sua storia e la Sua testimonianza continuano a insegnare: la libertà di cui godiamo è stata conquistata da donne e uomini che, giovanissimi, scelsero di lottare per tutti noi mettendo a repentaglio la propria vita», ha scritto Salis.

La sindaca ha poi richiamato un compito che riguarda il presente: «Sentiamo la responsabilità di raccogliere e trasmettere questa memoria, perché le loro voci non vadano perdute e possano aiutare a comprendere il valore della democrazia e a difenderla ogni giorno». La lettera si conclude con l’augurio di trascorrere il compleanno nella gioia e nell’abbraccio delle persone care.

Al centenario è stato dedicato anche un attestato con gli stemmi del Comune e del Municipio Valpolcevera, insieme ai simboli della Casa della Resistenza e dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia. Il documento, datato 11 settembre 2026 e firmato dal presidente del Municipio Michele Versace, esprime gratitudine a Sergio Lucattini per una vita spesa per la Costituzione e la democrazia.

Tra i saluti arrivati ad “Arman” c’è quello di Giordano Bruschi, il partigiano “Giotto“. Per pochi giorni i due condividono anche la stessa età: Giordano Bruschi compirà infatti 101 anni il prossimo 20 settembre. Due nomi di battaglia e due lunghissime vite, unite dall’esperienza della Resistenza.

Anche Gad Lerner ha partecipato agli auguri con un videomessaggio.

Presenti anche il presidente del Consiglio Comunale Claudio Villa e

Nato a Borzoli l’11 settembre 1926, operaio, Sergio Lucattini aderì alla lotta di Liberazione quando non aveva ancora vent’anni. L’archivio di “Noi Partigiani”, che ne custodisce la testimonianza, lo indica come appartenente alla 117ª Brigata “Iori” delle Squadre di azione patriottica.

La sua appartenenza riguarda dunque la formazione cittadina, da distinguere dall’omonima brigata di montagna della divisione “Cichero”. La distinzione tra le due formazioni intitolate a Germano Jori è ricordata anche nella rivista “Storia e Memoria” dell’Istituto ligure per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea: https://www.ilsrec.it/wp-content/uploads/2016/01/STORIA-E-MEMORIA-2-2015_Web-1.pdf.

Nella famiglia Lucattini l’impegno partigiano coinvolse anche la sorella Uliana Lucattini, staffetta nella brigata femminile “Alice Noli“. Nella testimonianza raccolta da “Noi Partigiani”, “Arman” ricorda inoltre il compagno Abramo Pongoli, morto il 25 aprile 1945. Accanto alla storia delle formazioni e della Liberazione rimangono così i legami personali, i nomi di chi c’era e di chi non tornò.

A Bolzaneto questa memoria ha incontrato una festa di compleanno. La lettera della sindaca, il riconoscimento del Municipio e gli auguri di “Giotto” e Gad Lerner hanno accompagnato il traguardo di “Arman”, riportando l’attenzione sul valore della sua voce. Ascoltarla significa poter incontrare, nel racconto di un uomo di cento anni, il ragazzo che scelse di partecipare alla Resistenza.


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