Voltri apre il suo scrigno: per i 200 anni della cassa di Sant’Erasmo tornano visibili anche i cristi più antichi

Sabato 12 settembre, nell’oratorio di piazza Saredo, una serata dedicata al gruppo processionale scolpito da Giovanni Battista Garaventa nel 1826. Per l’occasione saranno esposti crocifissi, fanali ottocenteschi, cappe e antiche vesti normalmente difficili da vedere

Due secoli di arte, fede e tradizione marinara saranno celebrati sabato 12 settembre a Voltri. Alle 20.45 l’Oratorio dei Santi Nicolò ed Erasmo, in piazza Saredo, ospiterà il secondo appuntamento dedicato al bicentenario della cassa processionale “Sant’Erasmo liberato dal carcere”.
L’opera fu scolpita nel 1826 da Giovanni Battista Garaventa per i confratelli voltresi. Nel linguaggio delle confraternite, la “cassa” è un grande gruppo scultoreo in legno, dipinto e trasportato a spalla durante le processioni come una rappresentazione teatrale capace di mettere in scena gli episodi della storia sacra.
A ricostruire la nascita e le vicende dell’opera sarà la storica dell’arte Sara Garaventa. La conferenza sarà introdotta dall’assessore comunale alla Cultura Giacomo Montanari e dal presidente del Municipio Ponente Matteo Frulio.
La documentazione conservata nell’archivio dell’oratorio consente di seguire con precisione l’intera commissione, dalla raccolta del denaro alla consegna avvenuta nel settembre del 1826. Celebrata già dagli studiosi dell’Ottocento, la cassa fu esposta nel 1939 alla celebre mostra dedicata alle Casacce ed è considerata uno degli esempi più importanti della scultura lignea genovese.
La serata offrirà anche un’occasione rara per osservare gli altri beni custoditi dall’Arciconfraternita. I grandi crocifissi processionali saranno presentati completamente montati con i “canti”, le decorazioni applicate alle estremità della croce. Tra le opere visibili ci sarà il più antico crocifisso dell’oratorio, attribuito all’ambito di Anton Maria Maragliano, insieme a un piccolo Cristo che in passato veniva portato dai bambini.
Saranno esposti anche fanali ottocenteschi, tabarrini, cappe e abiti da pellegrino: oggetti che raccontano la vita religiosa e comunitaria di Voltri attraverso i secoli.
«Conoscere e valorizzare questo patrimonio significa restituire anima e prospettive ai luoghi e alle comunità», sottolinea Montanari, ricordando la lunga stagione della scultura processionale genovese, dai Bissoni a Maragliano fino agli artisti dell’Ottocento.
L’Arciconfraternita dei Santi Nicolò ed Erasmo è presente in piazza Saredo fin dal Trecento. «La cassa del Garaventa rappresenta uno degli ultimi esempi di macchina processionale tipica della tradizione ligure – spiega Frulio – Questo anniversario può aiutare anche le nuove generazioni a conoscere e prendersi cura di un luogo fondamentale per la storia locale».
Se non volete perdere le notizie seguite il nostro sito GenovaQuotidiana, la nostra pagina X e la nostra pagina Facebook. E iscrivetevi al canale Whatsapp dove vengono postate solo le notizie principali



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.