L’ultimo saluto a Daniele Callà: il canto degli alpini e le biciclette degli amici davanti alla chiesa

Centinaia di persone hanno partecipato questa mattina ai funerali del quarantaduenne morto nell’incidente del 3 settembre sull’Aurelia, a Bogliasco. Accanto alla famiglia si sono stretti il gruppo Zena Cycling, le Guardie Ambientali Escursionistiche e le comunità che avevano condiviso con lui la passione per la natura e lo sport

La chiesa del Sacro Cuore e di San Giovanni Bosco, in via Carrara, non è riuscita a contenere tutte le persone arrivate questa mattina per salutare Daniele Callà. In tanti sono rimasti all’esterno, uniti nel silenzio e nella commozione che hanno accompagnato l’intera cerimonia.
Il funerale del quarantaduenne genovese, morto nel tragico incidente stradale avvenuto giovedì 3 settembre a Bogliasco, è cominciato alle 10. Intorno alla sua famiglia si sono riuniti gli amici del gruppo ciclistico Zena Cycling, il coro degli alpini, i colleghi delle Guardie Ambientali Escursionistiche e numerosi rappresentanti delle realtà cittadine alle quali Daniele era legato.
La bicicletta, la montagna e l’impegno per la tutela dell’ambiente erano parti importanti della sua vita. Mondi differenti che, davanti alla chiesa di Quarto, si sono ritrovati l’uno accanto all’altro. Le voci del coro hanno accompagnato l’ultimo saluto, mentre gli amici ciclisti hanno reso omaggio al compagno con il quale avevano condiviso strade, salite e giornate all’aria aperta.
In prima fila c’erano i genitori, la sorella Federica, la compagna Barbara e il fratello Simone, rimasto ferito nello stesso incidente e presente alla cerimonia su una sedia a rotelle.
I due fratelli stavano percorrendo in bicicletta l’Aurelia quando furono travolti da un’automobile diventata incontrollabile in seguito al malore dell’anziano conducente. Daniele non era sopravvissuto alle gravissime ferite riportate, mentre Simone era stato soccorso e trasportato in ospedale.
Le parole della famiglia
La cerimonia si è aperta con i messaggi affidati dai familiari, dalla compagna e dagli amici. Parole che hanno restituito il ritratto di un uomo premuroso, pieno di energia e capace di diventare un punto di riferimento per chi gli stava vicino.
«Daniele è il mio respiro, il mio cuore, la mia anima. Non c’è parola che possa esprimere la sua grandezza», ha detto la compagna Barbara, richiamando poi la riflessione sulla morte attribuita al religioso e poeta inglese Henry Scott Holland: «Sono solamente passato dall’altra parte».
La sorella Federica ha ricordato Daniele come una guida e un modello: «Sarai sempre il mio fratellone, la mia guida, pura gioia. Rimani una delle persone più pure e premurose che abbia mai conosciuto».
A sostenere la famiglia sono state anche le parole di don Stefano Bisio, parroco delle sette parrocchie di Quarto. Durante l’omelia ha parlato della fragilità avvertita davanti a una perdita improvvisa e della necessità di affrontare il dolore senza pretendere di superarlo tutto insieme.
«La fragilità che oggi proviamo ci aiuta a comprendere la grandezza della vita», ha detto il sacerdote. Rivolgendosi ai genitori, alla compagna e ai fratelli, ha ricordato un’esortazione che lo stesso Daniele aveva rivolto alla propria famiglia: procedere lentamente, un passo dopo l’altro. «Ora, in questo momento di dolore, quell’invito deve essere accolto».
L’abbraccio della città
Tra le persone presenti c’erano il consigliere regionale Federico Romeo, il presidente del Consiglio comunale Claudio Villa, il presidente di Legambiente Liguria Stefano Bigliazzi e il responsabile della comunicazione del Genoa Luca Russo.
Accanto al feretro erano state sistemate numerose corone, tra le quali quelle del Genoa, società per la quale lavora Simone Callà, e delle Guardie Ambientali Escursionistiche. Proprio queste ultime hanno ricordato l’impegno di Daniele come guardia ambientale e la sua attenzione per il territorio.
Al termine della funzione, il personale di A.Se.F., al quale erano state affidate le esequie, ha accompagnato il feretro al cimitero di Staglieno per la cremazione.
Davanti alla chiesa sono rimasti a lungo gli amici con le biciclette. Un’immagine semplice che ha riunito le passioni di Daniele e il dolore di chi, da oggi, continuerà a percorrere quelle strade senza di lui.
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