Mense scolastiche del Ponente, la prima gara va deserta: il Comune azzera il canone e prova a salvare il servizio

La nuova procedura riguarda oltre un milione di pasti dal 2027 al 2029. Prezzi aumentati fino al 7,27 per cento, nessun affitto per il centro cottura Thouar e investimenti obbligatori sulle attrezzature ridotti da 160 mila a circa 106 mila euro. Possibile aggiudicazione anche con una sola offerta

La prima gara non ha attirato neppure un’offerta e il Comune di Genova è stato costretto a correggere alcune delle condizioni considerate meno convenienti dalle imprese. Per assicurare la continuità della ristorazione scolastica nel Ponente dal primo gennaio 2027, l’amministrazione ha quindi avviato una seconda procedura europea, modificando soprattutto gli obblighi collegati all’utilizzo del centro cottura comunale della scuola primaria Thouar.

La nuova gara è stata indetta con una determinazione della Direzione Servizi educativi adottata e diventata esecutiva il 4 settembre. Il contratto attualmente in vigore scadrà il 31 dicembre 2026 perché l’impresa aggiudicataria non ha accettato l’opzione di prosecuzione. Il Comune aveva pubblicato una prima procedura il 10 luglio, fissando al 24 agosto il termine per la presentazione delle offerte, ma nessun operatore economico ha deciso di partecipare.

Il risultato negativo è arrivato nonostante un aumento medio del prezzo riconosciuto per ogni pasto di circa il 7 per cento. Dopo la gara deserta, gli uffici hanno esaminato le condizioni dell’appalto e interpellato informalmente alcune imprese del settore per capire quali elementi avessero reso il lotto poco appetibile.
La principale criticità individuata è il centro cottura Thouar, struttura di proprietà comunale utilizzata per preparare una parte dei pasti destinati alle scuole del Ponente. Secondo la relazione del responsabile del progetto, numerose attrezzature sono ormai datate e devono essere sostituite. Inoltre, per un’impresa che possiede già un proprio centro di produzione, l’obbligo di utilizzare la cucina comunale può determinare maggiori costi di personale rispetto alla preparazione di pasti da trasportare successivamente nelle scuole.
Per rendere più sostenibile l’affidamento, il Comune ha deciso di cancellare per i primi tre anni il canone richiesto all’azienda per l’utilizzo del centro cottura. Nella precedente impostazione era previsto un affitto annuo di 65.506 euro. Con la nuova gara, l’aggiudicatario non pagherà alcun canone per l’intero periodo compreso tra il 2027 e il 2029.
L’affitto tornerebbe a essere applicato soltanto nell’eventualità di un rinnovo del contratto oltre il primo triennio e sarebbe comunque dimezzato, scendendo a 32.753 euro all’anno.
È stato ridimensionato anche il piano delle attrezzature che l’impresa dovrà sostituire a proprie spese. L’investimento inizialmente quantificato in 160 mila euro viene ridotto a circa 106 mila euro, imposta sul valore aggiunto compresa. L’elenco sarà limitato ai macchinari considerati indispensabili, anche tenendo conto delle manutenzioni e delle sostituzioni già effettuate negli anni dal Comune per mantenere operativo il centro Thouar.
Restano invece invariati il quadro economico generale e i prezzi dei pasti, che erano già stati adeguati nella prima procedura per assorbire l’aumento dei costi del lavoro e l’inflazione. L’incremento rispetto al precedente appalto varia dal 6,79 al 7,27 per cento, a seconda della tipologia di servizio.
Il prezzo fisso sarà di 6,32 euro per i pasti cucinati direttamente nelle scuole, 6,77 euro per quelli preparati nei nidi e 6,15 euro per i pasti veicolati, cioè prodotti in un centro cottura e successivamente trasportati nelle diverse sedi. In ciascuna cifra è compreso un centesimo destinato agli oneri per la sicurezza derivanti dalle possibili interferenze tra attività.
Nel triennio il Comune stima la fornitura complessiva di 1.060.215 pasti. Di questi, 384.741 dovrebbero essere preparati nelle cucine delle scuole, 37.740 nei nidi e 637.734 consegnati attraverso il servizio di trasporto.
Le quantità non costituiscono però un numero rigido: sono state calcolate sulla base dell’andamento delle ultime annualità e potranno variare in relazione alle presenze, all’organizzazione scolastica e alle effettive richieste delle famiglie.
La base della gara ammonta a 6.598.524,87 euro, ai quali si aggiungono 10.602,15 euro per la sicurezza. Considerando l’eventuale rinnovo di altri 36 mesi, la possibilità di affidare fino a 500 mila euro di servizi analoghi e una variazione massima pari a un quinto del contratto, il valore globale stimato raggiunge 15.040.079,44 euro al netto dell’imposta sul valore aggiunto.
Il valore massimo indicato nell’oggetto della determinazione è di 15.641.682,62 euro, imposta compresa. Il quadro economico complessivo sale invece a circa 15,75 milioni includendo anche gli incentivi per le funzioni tecniche e l’imposta regionale sulle attività produttive.
L’appalto ordinario avrà una durata di 36 mesi, dal primo gennaio 2027 al 31 dicembre 2029. Il Comune si riserva la possibilità di estenderlo per altri tre anni alle stesse condizioni contrattuali, comunicando la decisione all’impresa almeno 60 giorni prima della scadenza.
Non ci sarà una gara al ribasso sul costo dei pasti. Tutti i prezzi sono stati dichiarati fissi e le aziende concorrenti dovranno confrontarsi esclusivamente sulla qualità del progetto presentato. L’offerta tecnica potrà ottenere complessivamente 100 punti e dovrà illustrare l’organizzazione del servizio, la gestione del personale, la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale, la qualità delle materie prime e le eventuali proposte migliorative.
L’amministrazione potrà procedere all’aggiudicazione anche se arriverà una sola offerta valida, purché ritenuta conveniente, adeguata e rispettosa di tutte le condizioni previste. Una clausola particolarmente significativa dopo l’esito della prima procedura e con la scadenza del contratto ormai distante meno di quattro mesi.
Il servizio comprende l’acquisto delle derrate, la preparazione, il confezionamento, il trasporto e la distribuzione dei pasti, oltre all’allestimento dei refettori, alla pulizia e al riordino dei locali. Riguarda i bambini iscritti ai servizi educativi per l’infanzia e gli alunni delle scuole del primo ciclo, dai nidi fino alle secondarie di primo grado.
L’impresa dovrà predisporre ogni anno un piano di controlli su alimenti, acqua e preparazioni. Sono previste analisi microbiologiche, chimico-fisiche e merceologiche, oltre alla ricerca di pesticidi e contaminanti ambientali. Particolare attenzione dovrà essere riservata a frutta, verdura, cereali e prodotti derivati.
La ristorazione dovrà inoltre rispettare i criteri ambientali minimi previsti per le mense collettive. Tra gli obiettivi indicati nei documenti di gara figurano la riduzione dell’impatto ambientale, il contrasto allo spreco alimentare, l’educazione a un’alimentazione equilibrata e la promozione della convivialità e della conoscenza del cibo fin dalla prima infanzia.
Il costo della manodopera è stato calcolato utilizzando i valori del contratto collettivo nazionale applicato ai dipendenti della ristorazione collettiva e tenendo conto del personale dell’impresa uscente, in modo da applicare la clausola sociale e tutelare la continuità occupazionale.
La seconda gara diventa così una corsa contro il calendario. Entro la fine dell’anno il Comune dovrà ricevere le offerte, valutarle e individuare un gestore disposto ad assumere un servizio essenziale. L’azzeramento del canone e la riduzione degli investimenti obbligatori al centro Thouar sono la risposta alla mancata partecipazione delle imprese. Resta ora da verificare se le nuove condizioni saranno sufficienti a evitare un’altra gara deserta e a garantire i pasti nelle scuole del Ponente dal primo giorno del 2027.
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