Mercati di quartiere, 37 banchi cercano un futuro: affitti da 40 euro al mese per farli ripartire

Aperto fino al 3 ottobre il bando per gli spazi disponibili a Terralba, Scio, Dinegro e Treponti. Potranno insediarsi attività alimentari, gastronomiche, artigianali, commerciali e di servizio. Le concessioni dureranno fino alla fine del 2032

Trentasette banchi oggi vuoti da trasformare in negozi, laboratori, punti di ristoro o spazi dedicati ai servizi. Il Comune di Genova tenta di riportare attività e clienti nei mercati comunali di Terralba, Scio, Dinegro e Treponti con concessioni a costi contenuti: si parte da circa 40 euro al mese per gli spazi più piccoli e si arriva a 330 euro per quelli di maggiori dimensioni.

Il bando è disponibile dal 4 settembre e le domande potranno essere presentate fino alle 23.59 del 3 ottobre. L’iniziativa si rivolge a commercianti e artigiani già attivi, ma anche a chi vuole avviare una nuova impresa, trasferire nel mondo reale un’attività nata su Internet oppure sperimentare un secondo punto vendita senza sostenere i costi normalmente richiesti per un negozio.

I posti messi a disposizione sono 13 nel mercato di Terralba, 11 a Dinegro, nove a Scio e quattro a Treponti. Il canone sarà calcolato in base alla superficie: per un banco di circa cinque metri quadrati il costo mensile partirà da 40 euro, mentre per gli spazi vicini ai 22 metri quadrati potrà raggiungere approssimativamente 330 euro.
Le concessioni avranno carattere temporaneo e resteranno valide fino al 31 dicembre 2032. Gli assegnatari potranno rinunciare attraverso la procedura telematica senza obbligo di preavviso, ma non potranno cedere il banco a un’altra persona o impresa.
Le possibilità commerciali previste sono numerose. Gli spazi potranno ospitare la vendita di alimenti, comprese le produzioni locali a chilometro zero, la preparazione e la somministrazione di cibi e bevande, il commercio di articoli non alimentari e servizi collegati alla vendita. Ogni progetto dovrà comunque rispettare le disposizioni comunali e i requisiti previsti per la specifica attività.
«I mercati non sono soltanto luoghi nei quali fare acquisti, ma punti di incontro dove si costruiscono relazioni e si vive il quartiere», afferma la sindaca Silvia Salis. «Con canoni realmente accessibili vogliamo offrire spazio a idee e progetti imprenditoriali diversi, dalla gastronomia ai servizi. Ogni banco che torna ad aprire può aiutare il mercato a rinascere e rendere più vitale tutta la zona».
L’amministrazione considera i quattro bandi il primo passaggio di un piano destinato a coinvolgere progressivamente gli altri mercati comunali nei quali risultano disponibili posteggi. La sfida è interrompere il circolo vizioso creato dalle chiusure: meno operatori significano minore capacità di attrarre clienti e la riduzione del pubblico rende ancora più difficile la sopravvivenza delle attività rimaste.
«Vogliamo abbassare uno degli ostacoli principali per chi intende aprire o ampliare un’attività, quello rappresentato dal costo dello spazio commerciale», spiega l’assessora comunale al Commercio e al Turismo Tiziana Beghin. «Pensiamo ai giovani imprenditori, agli artigiani che hanno bisogno di una vetrina e a chi vende soltanto online ma vorrebbe provare un punto vendita fisico. L’opportunità può interessare anche chi possiede già un negozio e desidera allargarsi senza affrontare costi e rischi troppo elevati».
Secondo Tiziana Beghin, l’apertura di nuove attività può avere conseguenze che superano l’aspetto strettamente economico. Un mercato più frequentato, illuminato e presidiato durante la giornata contribuisce a rendere il quartiere maggiormente vissuto e può rafforzarne anche la sicurezza percepita.
Il bando è rivolto alle ditte individuali e alle micro, piccole e medie imprese costituite nelle forme giuridiche ammesse. Possono partecipare anche consorzi autorizzati a esercitare il commercio su area pubblica e società consortili.
L’iniziativa si collega alla campagna “Compra sotto casa”, promossa dalla Camera di Commercio di Genova e dalle associazioni di categoria per richiamare l’attenzione sul valore economico e sociale dei negozi di vicinato.
«Guardiamo con particolare interesse ai mercati più piccoli e ancora poco strutturati», dichiara il segretario generale della Camera di Commercio di Genova Maurizio Caviglia. L’obiettivo indicato è favorire la nascita di consorzi tra gli operatori, superando la frammentazione delle singole imprese e creando condizioni che consentano loro di organizzarsi e diventare più competitive.
La scommessa del Comune è che canoni bassi, libertà nella scelta delle attività e una durata sufficientemente lunga delle concessioni possano riportare le serrande alzate. L’esito del bando dirà se i 37 spazi disponibili riusciranno a trovare nuovi gestori e se i quattro mercati potranno tornare a essere poli commerciali riconoscibili nei rispettivi quartieri.
Informazioni, documentazione e modalità per presentare la domanda sono disponibili all’indirizzo https://www.comune.genova.it/avvisi-mercati.
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