Spaccata in corso Italia, scontro politico sulla sicurezza: «È degrado». «No, basta allarmismi»

Un tombino sarebbe stato utilizzato per infrangere le vetrate di alcuni locali, provocando danni ingenti per un bottino modesto. La presidente del Municipio Medio Levante Anna Palmieri chiede più pattuglie, mentre la minoranza municipale di centrosinistra replica: «Un episodio grave non può trasformare la zona in un’area fuori controllo»

Una notte di danneggiamenti ai locali di corso Italia accende lo scontro politico sulla sicurezza. Secondo quanto denunciato dalla presidente del Municipio Medio Levante Anna Palmieri, qualcuno avrebbe divelto un tombino dalla strada e lo avrebbe utilizzato per infrangere le vetrate del Baretto e di una gelateria, colpendo successivamente altri esercizi commerciali.

L’azione avrebbe provocato danni economici consistenti a fronte del furto di una somma molto contenuta. Restano da chiarire il numero esatto delle attività coinvolte, la dinamica completa e l’identità dei responsabili.

Nel suo intervento pubblicato su Facebook, Palmieri parla di un nuovo episodio capace di alimentare paura e preoccupazione tra residenti e commercianti. Dopo avere ringraziato le forze dell’ordine per il lavoro svolto, chiede una maggiore presenza di pattuglie e controlli più capillari, soprattutto durante le ore considerate maggiormente a rischio.
«La sicurezza dei cittadini e delle nostre attività commerciali deve essere una priorità», sostiene Anna Palmieri, secondo la quale Genova avrebbe bisogno di più attenzione e di una presenza più visibile sul territorio.
Alla lettura della presidente replica il gruppo di minoranza del Municipio Medio Levante, composto da Partito Democratico, Avs, Lista Salis e Riformiamo Genova. La nota, trasmessa dalla commissaria esterna Silvana Leone, condanna la spaccata ma contesta la rappresentazione di corso Italia come una zona segnata da un degrado crescente.
Per la minoranza, il fatto è grave e richiede indagini e una risposta adeguata, ma non sarebbe sufficiente a descrivere un’intera area cittadina come insicura o fuori controllo. La frequentazione registrata durante l’estate, con migliaia di giovani, famiglie e turisti presenti ogni giorno e ogni sera, offrirebbe un quadro differente.
Le attività commerciali e i locali, sostiene il gruppo, avrebbero contribuito alla vitalità e alla socialità di corso Italia. Associare stabilmente la zona a paura e degrado potrebbe quindi produrre un danno d’immagine proprio per gli esercenti già colpiti dall’episodio.
Secondo Riformiamo Genova, la sicurezza deve essere costruita attraverso controlli, prevenzione, collaborazione istituzionale e presenza sul territorio, evitando però di estendere il significato di un singolo reato all’intero quartiere.
«Un episodio grave va affrontato per quello che è», afferma Leone, sostenendo che trasformarlo nella dimostrazione di un degrado generalizzato rischierebbe di danneggiare corso Italia, le sue attività economiche e l’immagine della città.
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