Porto, la svolta dopo anni di code: prima estate senza ingorghi per traghetti e crociere

Da giugno ad agosto la polizia locale ha garantito 553 ore di servizi straordinari, coordinando gli accessi allo scalo e i principali nodi stradali. Il costo del personale è stato sostenuto dall’Autorità portuale senza ridurre le attività ordinarie in città

Per la prima volta dopo molti anni, l’estate genovese si è chiusa senza le lunghe code provocate dai veicoli diretti ai traghetti o provenienti dagli sbarchi. Un risultato ottenuto attraverso una programmazione settimanale dei flussi e la presenza della polizia locale anche all’interno delle aree portuali.

Tra giugno e agosto 2026 sono state impiegate 45 pattuglie, ciascuna formata da due operatori. Trentadue hanno lavorato per sei ore, mentre le altre tredici hanno svolto turni di sei ore e mezza. Il totale è stato di 553 ore di servizio prestate dal personale.

Le attività sono state organizzate sulla base della convenzione sottoscritta a maggio tra il Comune e l’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale. L’accordo ha permesso di superare la gestione affidata soltanto agli interventi d’emergenza, introducendo un sistema capace di individuare preventivamente le giornate più delicate.
La polizia locale ha regolato la viabilità, indirizzato i veicoli verso gli imbarchi e all’uscita dagli sbarchi, presidiato i punti maggiormente esposti al rischio di congestione e contrastato le soste irregolari lungo le strade portuali.
I servizi si sono concentrati al varco Passo Nuovo, all’ingresso delle Stazioni Marittime, ai varchi 1, 8 e 9 e, quando necessario, al Ponte dei Mille per il traffico delle crociere.
La programmazione ha tenuto conto contemporaneamente dei mezzi diretti ai traghetti, degli arrivi, del traffico commerciale, degli accessi portuali e della situazione sulla rete autostradale. Questo ha consentito di intervenire prima che gli accumuli di veicoli potessero raggiungere le strade cittadine e ripercuotersi sui quartieri vicini allo scalo.
Dal 13 giugno è stato attivato anche un tavolo tecnico settimanale, destinato a proseguire fino al 20 settembre. Vi partecipano Prefettura, Questura, Capitaneria di porto, polizia di Frontiera, guardia di Finanza, Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, Stazioni Marittime, Autostrade per l’Italia, compagnie di navigazione e gli altri soggetti interessati.
Settimana dopo settimana sono stati esaminati i flussi attesi, individuando le giornate potenzialmente più problematiche e decidendo dove collocare le pattuglie. Il collegamento tra la Centrale operativa della polizia locale e il Centro di monitoraggio della sicurezza dell’Autorità portuale ha permesso di adeguare rapidamente il dispositivo alle necessità.
I turni aggiuntivi sono stati svolti su base volontaria e senza sottrarre personale ai servizi istituzionali. La convenzione prevedeva inoltre la possibilità di ridurre o interrompere l’attività nel porto in presenza di emergenze cittadine o di condizioni meteorologiche particolarmente gravose.
L’intero costo del personale impiegato nei servizi straordinari è stato sostenuto direttamente dall’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure occidentale.
La sindaca Silvia Salis sottolinea che l’assenza di particolari criticità ha protetto sia gli abitanti dei quartieri vicini sia le persone che percorrono quotidianamente le strade intorno al porto. Il risultato, osserva, dimostra l’utilità della collaborazione tra Comune, Autorità portuale e Stazioni Marittime.
«Il porto fa parte dell’identità e dell’economia di Genova, ma la sua attività non può scaricare i propri effetti sulla città», afferma Salis, secondo la quale lo sviluppo dello scalo deve procedere insieme alla tutela dei quartieri e al diritto dei genovesi di muoversi senza subire le conseguenze dei picchi di traffico.
L’assessora comunale alla polizia locale e alla Sicurezza Arianna Viscogliosi evidenzia il passaggio da una gestione delle crisi già esplose a un modello fondato sulla prevenzione. Gli ingorghi collegati ai traghetti hanno rappresentato per anni una delle principali difficoltà estive della viabilità genovese.
«Non più inseguire le emergenze, ma anticiparle con programmazione e coordinamento», sintetizza Viscogliosi, attribuendo il risultato al lavoro degli agenti e alla cooperazione costante tra tutti gli enti coinvolti.
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