D’estate le emissioni delle navi avvelenano l’aria più che in inverno: in via Buozzi biossido di azoto oltre i limiti quasi ogni giorno

L’analisi dell’Ecoistituto sui dati della centralina di Caricamento mostra valori medi estivi superiori a quelli invernali. Sotto accusa il traffico portuale e le navi ferme in banchina con i motori accesi

A Genova l’inquinamento atmosferico da biossido di azoto non diminuisce con l’arrivo dell’estate. Al contrario, nella zona di via Buozzi, a ridosso del porto e del terminal passeggeri, i valori registrati nei mesi di luglio e agosto risultano persino superiori a quelli rilevati durante l’inverno.

È quanto sostiene l’Ecoistituto di Reggio Emilia e Genova – Centro di Diritto Ambientale, che ha analizzato i dati giornalieri del 2026 forniti dall’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure, confrontando gennaio e febbraio con luglio e agosto.

Secondo l’elaborazione dell’Ecoistituto, nei 57 giorni invernali per i quali sono disponibili rilevazioni valide la concentrazione media di biossido di azoto è stata pari a 44,80 microgrammi per metro cubo. Nei 54 giorni estivi esaminati la media è salita invece a 52,06 microgrammi per metro cubo, con una differenza superiore a sette microgrammi. L’associazione precisa che lo scarto risulta statisticamente significativo e difficilmente attribuibile a una semplice oscillazione casuale.
Ancora più indicativa, per l’ecoistituto, è la frequenza con cui vengono oltrepassate le soglie prese come riferimento. Durante l’inverno il valore di 50 microgrammi per metro cubo è stato superato in 20 giornate su 57, pari al 35,1 per cento dei giorni validi. In estate i superamenti sono stati invece 30 su 54, il 55,6 per cento: più di un giorno su due.
La situazione appare ancora più critica prendendo in considerazione il valore di 25 microgrammi per metro cubo indicato nel 2021 dall’Organizzazione mondiale della sanità. Secondo l’analisi dell’associazione, questa concentrazione è stata oltrepassata in 52 giornate invernali su 57, pari al 91,2 per cento, e in 53 giornate estive su 54, cioè nel 98,1 per cento dei casi. In luglio e agosto, dunque, il superamento ha riguardato praticamente ogni giorno esaminato.
Per l’ecoistituto, il dato è sorprendente perché contraddice il modello tradizionale secondo cui le concentrazioni di biossido di azoto dovrebbero risultare più elevate durante la stagione fredda. In inverno, osserva l’associazione, alle emissioni ordinarie si aggiungono quelle prodotte dagli impianti di riscaldamento, ma la tramontana e il libeccio contribuiscono spesso a disperdere gli inquinanti e a contenere i picchi.
Durante l’estate, invece, entrerebbero in gioco in maniera più marcata le attività portuali. L’Ecoistituto indica tra i fattori principali le navi da crociera e i traghetti che arrivano e ripartono ogni giorno e che, in assenza di un sistema diffuso di alimentazione elettrica da terra, mantengono accesi i motori anche durante la permanenza in banchina. A queste emissioni si aggiungerebbero le frequenti condizioni di calma di vento e le inversioni termiche, capaci di trattenere gli inquinanti negli strati più bassi dell’atmosfera.
L’associazione sottolinea che la centralina dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure di via Buozzi è collocata nella zona di Caricamento, direttamente interessata dalle attività del porto e dal traffico stradale. Proprio qui, sostiene l’ecoistituto, le concentrazioni giornaliere arriverebbero in alcuni casi a sfiorare gli 80 microgrammi per metro cubo, superando in maniera considerevole la soglia di 50 microgrammi.
Il confronto proposto dall’associazione riguarda esclusivamente due periodi dell’anno e una singola centralina, quindi non può essere automaticamente esteso a tutta Genova. I dati, tuttavia, segnalano secondo l’ecoistituto una criticità locale persistente e rendono necessario approfondire il peso delle diverse fonti emissive nella zona portuale.
Per l’associazione, i risultati dimostrano che il traffico navale, le operazioni portuali e la circolazione sulle strade vicine agli scali passeggeri devono essere considerati elementi determinanti nell’analisi della qualità dell’aria. Le politiche di contenimento degli ossidi di azoto, sostiene l’ecoistituto, non possono quindi concentrarsi soltanto sul riscaldamento domestico e sui veicoli privati.
La priorità indicata dall’associazione è accelerare l’elettrificazione delle banchine, così da permettere alle navi di spegnere i motori durante la sosta, e incentivare l’impiego di carburanti meno inquinanti, come gas naturale e biometano. L’Ecoistituto chiede inoltre tecnologie specifiche per l’abbattimento degli ossidi di azoto e controlli adeguati sulle emissioni prodotte all’interno dello scalo.
Secondo l’associazione, i numeri di via Buozzi lanciano un messaggio: per migliorare davvero la qualità dell’aria di Genova è indispensabile guardare anche al mare e intervenire sulle emissioni del porto. L’estate, quando il riscaldamento domestico è spento ma il traffico passeggeri cresce, renderebbe questa responsabilità ancora più evidente.
In copertina: la fumata nera dal fumaiolo della Gnv Altair il 22 agosto scorso
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