diritti e sociale regione 

Caldo e solitudine, la rete regionale assiste 1.300 anziani

Custodi sociali, Maggiordomi di quartiere e InformAnziani restano operativi anche durante l’estate. Aumentano le richieste per il caldo, dagli accompagnamenti alla consegna di medicinali fino alla ricerca di luoghi climatizzati

Con le ondate di calore che continuano a interessare la Liguria aumenta anche il lavoro della rete regionale dedicata agli anziani e alle persone fragili. Sono circa 1.300 le persone seguite in maniera continuativa dai Custodi sociali, mentre i 58 punti dei Maggiordomi di quartiere registrano ogni mese circa 2.500 contatti e assicurano mediamente 4 mila servizi.

Un’attività che prosegue per tutto l’anno, ma che durante l’estate assume un peso particolare. Le alte temperature rendono più complicate anche le incombenze quotidiane e, nello stesso tempo, la riduzione delle occasioni di socialità può accentuare situazioni di isolamento e solitudine.

La rete comprende Custodi sociali, Maggiordomi di quartiere e il servizio telefonico InformAnziani ed è finanziata attraverso il Fondo Sociale Europeo, con il coinvolgimento di oltre trenta enti del Terzo settore. Gli interventi spaziano dall’ascolto all’accompagnamento, dalle piccole commissioni all’orientamento verso i servizi disponibili sul territorio.

Nelle settimane più calde sono cresciute soprattutto le richieste di informazioni sui bollettini meteorologici e sui comportamenti da adottare per ridurre i rischi legati alle temperature elevate. Molte persone chiedono inoltre dove si trovino gli spazi climatizzati accessibili sul territorio. A queste necessità si aggiungono accompagnamenti per brevi spostamenti e consegne di medicinali direttamente a domicilio.

«L’attenzione nei confronti degli anziani e delle persone più fragili non va in vacanza», sottolinea l’assessore regionale alla Sanità e alle Politiche Sociali Massimo Nicolò, evidenziando come nelle settimane di caldo intenso anche attività normalmente semplici possano diventare difficili. Per Nicolò, la rete rappresenta inoltre un presidio contro la solitudine che può accentuarsi durante il periodo estivo.

Particolarmente significativo è anche il volume di attività del numero verde InformAnziani, 800 593 235, operativo tutti i giorni, compresi i festivi, dalle 8 alle 20. Il servizio riceve mediamente una cinquantina di telefonate al giorno, superando le 1.500 chiamate mensili.

Non tutte le telefonate riguardano però richieste pratiche. In alcuni casi chi chiama cerca soprattutto qualcuno con cui parlare. Per questo è stato previsto anche un servizio di telecompagnia, realizzato insieme alle associazioni e ai servizi sociali territoriali e rivolto soprattutto a chi rischia di affrontare con maggiore difficoltà i mesi estivi.

I Custodi sociali possono contare complessivamente su circa 170 operatori distribuiti sul territorio regionale e assicurano circa 5.500 ore di attività e servizi rivolti agli anziani. Le persone assistite sono mediamente un migliaio nel corso dell’anno, ma nel periodo estivo il numero di quelle seguite continuativamente sale fino a circa 1.300.

I Maggiordomi di quartiere operano invece attraverso 58 punti distribuiti tra costa ed entroterra, con circa 80 operatori. Ogni mese vengono gestiti in media 2.500 contatti e circa 4 mila servizi, che comprendono informazioni, commissioni, accompagnamenti, piccoli interventi di manutenzione e assistenza nell’accesso ai servizi territoriali.

«Attraverso una programmazione attenta e strutturata delle risorse del Fondo Sociale Europeo e grazie al prezioso ausilio degli enti del Terzo settore Regione Liguria ha creato una rete assistenziale per gli anziani e per le persone più fragili davvero efficace», afferma l’assessore regionale alla Programmazione del Fondo Sociale Europeo Marco Scajola.

La continuità dell’intervento è uno degli aspetti sottolineati anche da Andrea Rivano, direttore della cooperativa Agorà e responsabile del progetto. Il sistema non viene infatti attivato soltanto durante le emergenze, ma mantiene durante tutto l’anno un’attività di presidio, ascolto e monitoraggio. Una presenza costante che consente, secondo i promotori, di conoscere in anticipo le situazioni di maggiore fragilità e di affrontare periodi critici come quello attuale con una rete già operativa sul territorio.


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