diritti e sociale 

Femminicidi, il calo dei numeri non cancella l’emergenza: «Dietro ogni cifra c’è una vita spezzata»

L’Unione nazionale vittime invita le istituzioni a non sottovalutare la violenza di genere. La coordinatrice ligure Valentina Jannacone: «I dati devono servire a prevenire e proteggere, non a costruire alibi»

Trentaquattro donne uccise nei primi sei mesi del 2026. Un numero inferiore rispetto alle 54 vittime registrate nello stesso periodo del 2025, ma che non può diventare un motivo per abbassare la guardia. L’Unavi, Unione nazionale vittime richiama la politica e le istituzioni alla responsabilità: dietro ogni dato ci sono persone, famiglie distrutte e figli costretti a crescere senza la propria madre.

«Quando il rumore delle polemiche si spegne, restano le vite spezzate, le donne minacciate e le richieste di aiuto arrivate troppo tardi o mai formulate», afferma Valentina Jannacone, componente del direttivo dell’associazione e coordinatrice ligure.

Secondo i dati del Viminale relativi al periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 giugno 2026, tra le 34 donne uccise si contano 26 vittime di omicidio volontario e otto casi classificati come femminicidio. La diminuzione rispetto all’anno precedente rappresenta un segnale positivo, ma per l’associazione non descrive da sola la reale estensione della violenza.

Nello stesso semestre, infatti, gli ammonimenti del questore per episodi di violenza domestica sono aumentati del 24,1 per cento, passando da 2.616 a 3.247. Un incremento che racconta quante situazioni di paura, controllo e sopraffazione continuino a consumarsi lontano dai riflettori e, spesso, dentro le abitazioni.

Anche le stime preliminari dell’indagine “Sicurezza delle donne” dell’Istituto nazionale di statistica restituiscono un quadro preoccupante. Nel 2025 circa 6 milioni e 400 mila donne tra i 16 e i 75 anni, pari al 31,9 per cento, dichiaravano di avere subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della propria vita.

Una parte rilevante di questi episodi non arriva mai davanti alle forze dell’ordine. Tra le vittime di violenze commesse dal partner o dall’ex partner negli ultimi cinque anni, soltanto il 10,5 per cento ha presentato denuncia. Per l’Unione nazionale vittime, proprio il sommerso rende fuorviante qualsiasi lettura basata esclusivamente sul conteggio degli omicidi.

«I numeri devono essere letti tutti», sottolinea Valentina Jannacone. «Accanto agli omicidi e ai femminicidi ci sono lo stalking, la violenza domestica, gli accessi ai centri antiviolenza, le denunce mancate, le richieste di aiuto e i figli rimasti soli. La matematica è una cosa seria e non può essere usata con il righello più corto».

L’associazione richiama anche il peso delle parole pronunciate da chi ricopre un incarico pubblico. Sui temi della violenza di genere, sostiene, le opinioni espresse da un rappresentante delle istituzioni contribuiscono a formare il clima di una comunità e possono influenzare la fiducia di chi sta valutando se chiedere aiuto.

«Le parole pubbliche hanno conseguenze», osserva Valentina Jannacone. Per questo, secondo la coordinatrice ligure, occorrono posizioni chiare che mettano al centro le vittime e non lascino spazio alla possibilità che la loro sofferenza venga ridimensionata attraverso un uso parziale delle statistiche.

La richiesta dell’Unione nazionale vittime è di spostare l’attenzione sulle azioni concrete: prevenzione, educazione al rispetto, ascolto, sostegno alle donne e collaborazione tra scuole, servizi sociali, forze dell’ordine, associazioni e centri antiviolenza.

«Se i dati migliorano, bisogna lavorare perché migliorino ancora», conclude Valentina Jannacone. «Se anche una sola donna muore per mano di chi diceva di amarla, se una sola famiglia rimane spezzata o una vittima rinuncia a chiedere aiuto perché teme di non essere creduta, il dovere delle istituzioni è non minimizzare. Mai».

L’Unione nazionale vittime opera nella tutela e nell’ascolto delle vittime e dei loro familiari, promuovendo iniziative dedicate alla memoria, alla giustizia e alla costruzione di reti territoriali capaci di offrire un aiuto concreto.


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