Ponte Morandi, 11.36: le 43 vite dietro la tragedia raccontate dai giornalisti, a Tursi video e oltre cento fotografie

A otto anni dal crollo, Genova torna a guardare dentro una delle ferite più profonde della sua storia. Giovedì 13 agosto a Palazzo Tursi saranno presentate un’installazione dedicata alle vittime e una grande mostra fotografica sui giorni del disastro. L’iniziativa arriva poche settimane dopo la sentenza di primo grado

Alle 11.36 del 14 agosto 2018 il ponte Morandi crollò trascinando con sé 43 vite e dividendo fisicamente e simbolicamente Genova. Otto anni dopo, alla vigilia di un nuovo anniversario, la memoria di quelle persone torna al centro di un progetto costruito da chi quella tragedia l’ha raccontata giorno dopo giorno.

Giovedì 13 agosto, alle 17.30, nella Sala di Rappresentanza di Palazzo Tursi sarà presentata “Ponte Morandi 11.36, il crollo: 43 vite e una città spezzate”, una doppia iniziativa che unisce un’installazione video dedicata alle vittime a una mostra con oltre cento fotografie dei fotoreporter genovesi.

A promuoverla sono l’Ordine dei Giornalisti della Liguria e l’Associazione Ligure Giornalisti, con il patrocinio del Comune di Genova e la collaborazione del Comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi. Il progetto nasce con l’intenzione di andare oltre le immagini ormai impresse nella memoria collettiva del viadotto spezzato, delle macerie e dei soccorritori, riportando al centro le persone che il 14 agosto 2018 stavano attraversando il ponte.
L’installazione video è stata realizzata grazie al lavoro di circa trenta cronisti, che hanno ricostruito speranze, passioni, affetti e frammenti di quotidianità delle 43 vittime. Una narrazione che prova a restituire un volto e una storia a ciascuna persona, anche attraverso testimonianze inedite raccolte lavorando insieme ai familiari.
Il progetto video è stato curato da Pierpatrizia Lava e Lorenzo Battilana, mentre Andrea Leoni, vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria, ha coordinato la mostra fotografica.
Le oltre cento immagini ripercorreranno una lunga linea temporale che parte dal 14 agosto 2018 e arriva fino al 16 giugno 2026. Non soltanto, quindi, le ore immediatamente successive al disastro, ma anche gli anni nei quali Genova ha attraversato l’emergenza, il dolore, le demolizioni, la ricostruzione, le commemorazioni e il lungo percorso giudiziario.
L’iniziativa arriva infatti a poche settimane dalla sentenza di primo grado del processo per il crollo del viadotto Polcevera. Il Tribunale di Genova ha condannato 32 imputati a pene che, complessivamente, superano i 177 anni di reclusione.
Dopo i saluti istituzionali del 13 agosto sarà proiettata l’installazione video e verrà inaugurata la mostra, che resterà visitabile nel loggiato di Palazzo Tursi per circa un mese e mezzo. Da ottobre entrambi i progetti entreranno poi nelle sale del Memoriale del Ponte Morandi, diventando parte stabile del percorso dedicato alla tragedia.
Per i giornalisti la partecipazione all’appuntamento del 13 agosto consentirà di ottenere due crediti formativi. L’iscrizione è obbligatoria attraverso la piattaforma dedicata alla formazione professionale della categoria.
Il presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Liguria Tommaso Fregatti richiama il modello del memoriale di Ground Zero di New York, ma sottolinea una scelta precisa compiuta a Genova: raccontare prima di tutto chi erano le persone.
«Un po’ come il memoriale di Ground Zero a New York, anche quello realizzato per il crollo del ponte Morandi avrà un’installazione per ricordare le persone che hanno perso la vita nel crollo. Abbiamo scelto, però, di raccontare storie di vita con le speranze e le passioni delle vittime. Molti racconti sono inediti e toccanti».
Tommaso Fregatti ringrazia anche i cronisti che hanno lavorato al progetto insieme ai parenti delle vittime e definisce particolarmente emozionante il percorso fotografico, capace di ricostruire quasi otto anni di storia della città attraverso gli occhi dei professionisti che erano sul posto.
Alla realizzazione hanno contribuito anche il Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti e la Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Tra i soggetti che hanno sostenuto il progetto figurano Asef e Genova Parcheggi, mentre StarNews ha curato la realizzazione dell’installazione.
L’amministratore unico di Asef Paolo Scovazzi lega l’iniziativa anche al ruolo svolto dall’azienda nei giorni immediatamente successivi al crollo, quando partecipò all’organizzazione dei funerali di Stato e alle successive operazioni per le vittime.
«Siamo fieri di poter partecipare alla costruzione della memoria di un evento di tale portata, perché sia di monito e non possa ripetersi mai più», afferma Paolo Scovazzi, ricordando lo «sforzo corale» di donne e uomini che nelle ore successive al disastro si trovarono a intervenire in una città sconvolta. Per Scovazzi, sostenere oggi la mostra significa proseguire quel lavoro attraverso un’operazione di carattere storico, culturale e di verità.
Anche l’amministratore unico di Genova Parcheggi Stefano Costa insiste sul significato della memoria, non soltanto come ricordo delle 43 vittime ma anche come strumento per comprendere ciò che accadde e impedire che possa ripetersi.
«Una ferita per l’intera città, che le immagini di quei tragici giorni ci restituiscono in tutta la loro drammaticità, un ricordo ma anche un monito a fare in modo che non possa ripetersi», sottolinea Stefano Costa. Fotografie e video, aggiunge, sono stati individuati come strumenti capaci di aprire una finestra su quei giorni senza lasciare che il tempo attenui il significato della tragedia.
Il progetto è il risultato di un lavoro collettivo al quale hanno partecipato Marco Balostro, Lorenzo Battilana, Katia Bonchi, Fabio Bussalino, Valentina Carosini, Licia Casali, Massimo Cebrelli, Graziano Cetara, Anna Chieregato, Paolo Colombo, Danilo D’Anna, Mario De Fazio, Raoul De Forcade, Michela De Leo, Luca Difrancescantonio, Marco Fagandini, Giuseppina Fasano, Giuseppe Filetto, Astrid Fornetti, Davide Gentile, Maria Chiara Grandis, Marco Grasso, Pierpatrizia Lava, Andrea Leoni, Marco Lignana, Massimo Lovati, Giulia Mietta, Laura Nicastro, Tiziana Oberti, Davide Pambianchi, Andrea Pasqualetto, Alberto Pastanella, Rosanna Piturru, Marco Preve, Oscar Puntel, Alessandra Rossi, Sara Tagliente, Paolo Zeggio, Luca Zennaro e Michele Varì.
Il 14 agosto Genova tornerà ancora una volta alle 11.36. Ma il progetto che sarà presentato il giorno precedente prova a fermare lo sguardo non sul ponte che non c’è più, bensì sulle 43 persone che c’erano. E sulle vite che, dietro un numero diventato simbolo della tragedia, avevano famiglie, passioni, speranze e futuro.
In copertina: foto di Antonio De Marco
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