Oggi a Genova 

Daneo, rimosso lo striscione dei bambini, Salis: «Un fatto grave. A Genova nessuno deve sentirsi escluso»

La Flc Cgil definisce «grave e ingiustificabile» la rimozione dello striscione e chiede chiarimenti. L’appello alle scuole: esporre messaggi dedicati all’inclusione e al diritto allo studio

La sindaca Silvia Salis è andata questa mattina alla scuola Daneo per incontrare bambini e bambine, genitori e personale scolastico, dopo la rimozione dello striscione «Qui nessuno è straniero». Il telo, realizzato dai bambini in vista dell’arrivo della Fiaccola della Pace, è stato restituito e rimesso al suo posto.

«Rimuovere uno striscione realizzato dai bambini davanti alla loro scuola è un fatto grave», ha dichiarato Salis, sottolineando il valore del messaggio e il ruolo dell’inclusione nel percorso educativo della Daneo. La sindaca ha espresso la solidarietà propria e della giunta alla comunità scolastica: «Alla Daneo nessuno è straniero. E così vogliamo che sia nella nostra città: a Genova nessuno deve sentirsi escluso».

Salis ha inoltre riferito di essersi messa in contatto con la Questura dopo aver appreso dell’accaduto. «Ha avviato tutti gli approfondimenti necessari», ha detto, aggiungendo che lo striscione è tornato al suo posto.

L’assessora comunale ai Servizi educativi Rita Bruzzone era arrivata alla Daneo subito dopo l’episodio, era rimasta con i bambini e le bambine e aveva fatto ricollocare il telo. La scuola era attesa dalla tappa della Fiaccola della Pace, con un momento di incontro tra studenti e atleti.

Dura la reazione della Flc Cgil di Genova. La segretaria generale Elena Bruzzese ha definito la rimozione «grave e ingiustificabile» e ha annunciato che il sindacato chiederà chiarimenti all’Ufficio scolastico regionale, all’ambito territoriale di Genova e alla Prefettura. La richiesta rivolta agli istituti è di esporre striscioni visibili dedicati all’inclusione e al diritto allo studio.

Per il sindacato, quanto avvenuto si inserisce in un clima di tensione nei confronti degli alunni stranieri e delle loro famiglie. «Il compito della scuola è quello di formare le coscienze dei nostri ragazzi e deve essere il luogo dell’integrazione», ha affermato Bruzzese, indicando nell’educazione uno strumento per superare barriere e pregiudizi.


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