Goletta Verde, un campione su quattro fuori limite in Liguria: Genova “promossa”, l’allarme arriva dalle foci

Sei dei 23 punti controllati da Legambiente hanno mostrato valori microbiologici oltre i limiti: quattro sono risultati “fortemente inquinati” e due “inquinati”. Tutti regolari i campionamenti effettuati in provincia di Genova. Il direttore di Legambiente Liguria Federico Borromeo chiede interventi sul sistema di depurazione e sugli scarichi che raggiungono torrenti e mare
Un quarto dei punti controllati lungo le coste liguri presenta valori microbiologici oltre i limiti. È il risultato del monitoraggio effettuato da Goletta Verde tra il 20 e il 29 luglio, presentato questa mattina, sabato 8 agosto, a Savona nell’ultima tappa della quarantesima edizione della campagna estiva di Legambiente dedicata alla salute del mare e delle coste italiane.

Su 23 campioni raccolti tra Imperia e La Spezia, 17 sono risultati entro i limiti, quattro hanno ricevuto il giudizio di “fortemente inquinato” e altri due quello di “inquinato”. A preoccupare sono soprattutto le foci di fiumi e torrenti, dove si concentra la quasi totalità delle criticità rilevate.
Il quadro, però, cambia sensibilmente spostandosi da una provincia all’altra. Genova esce senza segnalazioni negative dal monitoraggio: tutti e sei i punti sottoposti ad analisi lungo la costa della Città metropolitana sono risultati entro i valori di riferimento. Le situazioni peggiori sono state individuate invece soprattutto nell’Imperiese, oltre che nel Savonese e nello Spezzino.
I risultati sono stati illustrati a bordo di Goletta Verde, ormeggiata nel porto di Savona, alla presenza del direttore di Legambiente Liguria Federico Borromeo, del direttore del Dipartimento Stato dell’Ambiente e Tutela dai Rischi Naturali dell’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente ligure Stefano Maggiolo, di Marco Esposito Vulgo Gigante della Capitaneria di Porto – guardia costiera di Savona e della responsabile nazionale di Goletta Verde Marcella De Mestria.
Dei 23 punti esaminati, 13 sono stati campionati direttamente in mare e dieci in corrispondenza di foci di fiumi, torrenti o canali. I quattro campioni classificati come “fortemente inquinati” provengono tutti da foci. Dei due risultati “inquinati”, invece, uno riguarda una foce e l’altro un punto a mare.
La concentrazione maggiore di criticità è stata registrata nella provincia di Imperia. È risultato fortemente inquinato il campione raccolto alla foce del fiume Roja a Ventimiglia, area che, secondo quanto riportato da Legambiente sulla base del Portale Acque del Ministero della Salute, risulta classificata come balneabile. Stesso giudizio per la foce del torrente Santa Caterina a Santo Stefano al Mare e per quella del torrente Argentina ad Arma di Taggia.
Gli altri tre campionamenti effettuati nell’Imperiese non hanno invece evidenziato superamenti: entro i limiti il tratto di mare in corrispondenza del torrente Nervia a Ventimiglia, quello davanti al torrente San Romolo a Sanremo e la foce del torrente San Pietro a Diano Marina.
In provincia di Savona l’unica criticità rilevata riguarda Pietra Ligure, dove il campione prelevato alla foce del torrente Maremola è stato classificato come fortemente inquinato. Sono risultati invece entro i limiti il tratto di mare davanti alla foce del Centa ad Albenga, la foce del canale sul lungomare Diaz a Ceriale, il mare davanti alla foce del Pora a Finale Ligure e la foce del torrente Quiliano a Savona.
È completamente positivo, almeno nei punti scelti per questa campagna, il quadro della provincia di Genova. Il campione prelevato in mare in corrispondenza del torrente Nervi è risultato entro i limiti. Stesso risultato per Bogliasco, presso la spiaggia in fondo a via dei Mille, per il mare davanti alla foce del torrente Recco, per la foce del rio San Siro a Santa Margherita Ligure, per la foce dell’Entella tra Chiavari e Lavagna e per il tratto di mare davanti al torrente Petronio a Riva, nel Comune di Sestri Levante.
Le ultime due criticità emergono nella provincia della Spezia. È stato classificato come “inquinato” il campione raccolto alla foce del rio Corniglia, nel Comune di Vernazza. Fuori dai limiti anche il prelievo effettuato direttamente in mare sotto il belvedere di Manarola, a Riomaggiore. Legambiente sottolinea una situazione particolare proprio in quest’ultima località: secondo il Portale Acque la zona è indicata con qualità “buona”, ma durante il sopralluogo era presente un cartello di divieto di balneazione e, nonostante questo, al momento del campionamento c’erano persone in acqua.
Nello Spezzino sono invece risultati regolari il campione raccolto alla Venere Azzurra di Lerici, quello di Marinella a Sarzana, la foce del fiume Magra ad Ameglia e il punto in corrispondenza di piazza Garibaldi a Monterosso al Mare.
Per Legambiente il vero campanello d’allarme continua dunque a essere rappresentato dai corsi d’acqua che scaricano sulla costa. La linea espressa da Federico Borromeo è che, nonostante il miglioramento osservato rispetto al 2025, permangano problemi legati agli scarichi fognari che attraverso torrenti e fiumi possono raggiungere il mare. L’associazione chiede quindi una programmazione degli interventi capace di aumentare l’efficienza degli impianti di depurazione e individuare ed eliminare eventuali scarichi abusivi o comunque inquinanti.
Anche Marcella De Mestria, nel bilancio conclusivo della quarantesima edizione di Goletta Verde, mette al centro il problema strutturale della depurazione. Per Legambiente servono maggiori investimenti e interventi che consentano di ridurre progressivamente le contaminazioni in corrispondenza delle foci, con l’obiettivo di recuperare anche porzioni di costa oggi penalizzate dalla qualità delle acque.
Il monitoraggio di Goletta Verde, precisa la stessa associazione, non sostituisce però i controlli ufficiali e non stabilisce se una spiaggia possa essere considerata balneabile. I punti vengono scelti prevalentemente perché ritenuti potenzialmente critici, anche sulla base delle segnalazioni provenienti dai circoli locali e dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta. Non si tratta quindi di una fotografia statistica dell’intero litorale ligure, ma di un’indagine mirata alla ricerca delle situazioni più problematiche.
Le analisi prendono in considerazione due indicatori microbiologici, gli enterococchi intestinali ed Escherichia coli. Un campione viene definito “inquinato” quando almeno uno dei parametri supera il limite previsto dalla normativa italiana sulle acque di balneazione, mentre il giudizio di “fortemente inquinato” viene attribuito quando il superamento è superiore al doppio del valore di riferimento.
Il dato conclusivo resta così quello di sei campioni problematici su 23. Cinque delle sei criticità indicate nel dettaglio del monitoraggio riguardano foci di corsi d’acqua e una il mare aperto davanti a Manarola. Un risultato che, secondo Legambiente, riporta ancora una volta l’attenzione sul percorso compiuto dai reflui a monte prima che torrenti e fiumi li riversino lungo la costa.

LEGENDA
Facendo riferimento ai valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) i giudizi si esprimono sulla base dello schema seguente:
INQUINATO = Enterococchi intestinali > 200 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 500 UFC/100ml.
FORTEMENTE INQUINATO = Enterococchi intestinali > 400 UFC/100 ml e/o Escherichia coli > 1000 UFC/100ml.
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