Ambiente comune 

Via Bobbio, il platano è ormai morto: scatta l’abbattimento per i danni del fungo killer. Chiude la corsia bus

La pianta, colpita dal cancro colorato, presenta un elevato rischio di cedimento e non può essere curata. L’intervento è previsto martedì 8 settembre. Successivamente sarà messo a dimora un nuovo esemplare

Un platano ormai morto e potenzialmente pericoloso sarà abbattuto martedì 8 settembre in via Bobbio. L’intervento urgente verrà eseguito in maniera controllata dai tecnici dell’Azienda servizi territoriali Genova, dopo che le verifiche visive e fitostatiche hanno escluso la possibilità di recuperare o mettere diversamente in sicurezza l’albero.

L’esemplare si trova in una zona attraversata quotidianamente da pedoni e veicoli e utilizzata anche per la sosta. La perdita di stabilità potrebbe provocare il distacco improvviso di rami o il cedimento dell’intera pianta, rendendo necessario procedere senza ulteriori rinvii. La chiusura già in corso della corsia riservata agli autobus consentirà di organizzare il cantiere e svolgere le operazioni in condizioni di maggiore sicurezza.

Gli accertamenti del settore fitosanitario regionale hanno confermato che il platano è positivo alla Ceratocystis platani, il fungo responsabile del cosiddetto cancro colorato. La diagnosi ha fatto scattare l’obbligo di intervenire secondo quanto previsto dal Piano di azione regionale per il contenimento della malattia.

Che cos’è il cancro colorato del platano

La Ceratocystis platani è un fungo microscopico altamente aggressivo che colpisce esclusivamente gli alberi appartenenti al genere Platanus. Non costituisce un rischio infettivo per le persone o per gli animali: il problema riguarda il patrimonio vegetale e, indirettamente, la sicurezza pubblica quando gli alberi compromessi diventano instabili.

Il patogeno penetra prevalentemente attraverso le ferite presenti nel tronco, nei rami o nelle radici. I tagli di potatura, gli urti provocati dai mezzi, gli scavi stradali e le lavorazioni del terreno possono quindi aprire una porta d’ingresso alla malattia. La diffusione può avvenire attraverso segatura e residui legnosi contaminati, attrezzi non adeguatamente disinfettati, terreno infetto oppure per contatto tra le radici di alberi vicini.

Una volta entrato nei tessuti, il fungo si sviluppa nel legno e ostacola progressivamente il passaggio della linfa. La chioma inizia a diradarsi, le foglie ingialliscono e appassiscono e sulla corteccia possono comparire lesioni allungate. Sollevando la parte superficiale della corteccia si possono osservare le caratteristiche alterazioni cromatiche del legno, con striature che vanno dal bruno rossastro al violaceo e che hanno dato alla malattia il nome di cancro colorato.

L’infezione può avanzare lungo il legno per decine di centimetri ogni anno ed è generalmente letale. Al momento non esiste una cura capace di guarire un platano già colpito: per questa ragione la prevenzione, la diagnosi tempestiva e l’eliminazione controllata degli esemplari infetti sono gli strumenti principali per impedire che il fungo raggiunga le alberature vicine. Una descrizione della malattia e dei suoi sintomi è disponibile anche sul portale del centro pubblico britannico Forest Research: https://www.forestresearch.gov.uk/tools-and-resources/fthr/pest-and-disease-resources/canker-stain-of-plane-ceratocystis-platani/.

Anche l’abbattimento richiede particolari precauzioni. Gli operatori devono limitare la dispersione della segatura, disinfettare gli strumenti e gestire legno, rami e altri residui secondo le prescrizioni fitosanitarie. Una lavorazione eseguita senza queste misure potrebbe infatti contribuire involontariamente alla propagazione del fungo.

«Non è un intervento preso a cuor leggero, ma un’azione indispensabile e imposta da precise normative regionali che tutelano la sicurezza pubblica e il patrimonio arboreo», spiega l’assessora comunale al Verde Francesca Coppola. «La presenza di un patogeno grave e la compromissione totale dell’esemplare ci pongono di fronte a un pericolo concreto per la cittadinanza, che ha il diritto di muoversi in sicurezza».

L’abbattimento non dovrebbe determinare la perdita definitiva della presenza arborea lungo via Bobbio. L’amministrazione comunale ha annunciato che il platano sarà sostituito al più presto con una pianta sana, dopo le necessarie valutazioni sul terreno e sulle condizioni fitosanitarie dell’area.


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